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Nuovo Quattroruote
L'editoriale di marzo - Se la macchina torna oggetto del privilegio

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L'editoriale di marzo - Se la macchina torna oggetto del privilegio
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La transizione verso l'elettrico è un processo ormai inevitabile, ma comporta dei costi che stanno portanto la mobilità a diventare sempre più cara. Negli scorsi mesi i rappresentanti di svariate case automobilistiche hanno sottolineato come le auto elettriche presentino costi sociali e ambientali che, a oggi, risultano ancora insostenibili. Per questo bisognerà ponderare le prossime mosse nell'ambito dell'elettrificazione: il timore è che, alla fine, il conto della rivoluzione sarà pagato dai consumatori meno abbienti.

ECCO IL TESTO DELL'EDITORIALE DEL NUMERO DI MARZO

Posso soltanto immaginare lo sconcerto della gente nell'osservare quanto sta accadendo nel mondo dell'auto, fra annunci, proclami, minacce, pentimenti e polemiche. Quando già si dava per ineluttabile il processo verso l'elettrificazione – le ultime Case ad annunciare ulteriori investimenti sul tema sono Ford, GM e Jaguar Land Rover – il fronte del consenso si è improvvisamente e clamorosamente incrinato. Dopo l'inopinata uscita di Akio Toyoda sui rischi della decarbonizzazione (sull'ultimo numero abbiamo analizzato le sue argomentazioni), altri big hanno rotto gl'indugi, accodandosi al numero uno della Toyota nel dar voce alle loro perplessità. Nel giro di pochi giorni, Luca De Meo di Renault, Carlos Tavares di Stellantis e Volkmar Denner di Bosch si sono iscritti al sempre più numeroso club degli scettici, sottolineando come il cambio di paradigma imposto all'industria da Bruxelles implichi una serie d'incognite ancora da risolvere.
Posizione condivisa anche da Roberto Cingolani, ministro del neonato dicastero della Transizione ecologica, il quale – appena insediatosi in un esecutivo che rivendica fra le priorità del programma la difesa dell'ambiente – ha ritenuto opportuno fare un richiamo alla ragionevolezza: «Quando Akio Toyoda ha affermato che le auto elettriche presentano costi sociali e ambientali ancora insostenibili, molti si sono stracciati le vesti, soprattutto tra chi fa una moda dell'essere green. A ben vedere, però, il capo della Toyota ha fatto solo presente che anche una buona tecnologia come l'auto elettrica va usata con intelligenza. Il litio e il cobalto, materiali necessari per la produzione delle batterie, sono difficili da trovare e da smaltire: se anche volessimo sostituire l'intero parco veicoli globale immediatamente, le riserve di questi due metalli oggi non basterebbero a soddisfare la domanda, così come l'intera produzione elettrica oggi disponibile non sarebbe sufficiente a garantire le ricariche. Quindi questa tecnologia necessita di tempo per essere metabolizzata e sviluppata, anche dal punto di vista infrastrutturale».
Vedremo quali riflessi avrà questa nuova posizione, decisamente di rottura rispetto all'atteggiamento pregiudiziale accreditabile in buona sostanza ai Cinque Stelle, sulle decisioni in tema di mobilità del governo Draghi. A me, fra i tanti dubbi portati dai "dissidenti", colpisce l'allineamento di De Meo e Tavares, due fuoriclasse per visione industriale e strategica, in merito a un aspetto sul quale Quattroruote insiste da mesi: l'elettrico – oggi un business sostenuto dai soldi pubblici che non risponde a una naturale domanda espressa dal mercato – troverà senso e significato soltanto se il grande pubblico avrà i mezzi economici per fare il salto tecnologico. Il che è istanza niente affatto scontata. Il manager italiano ha ricordato che «le auto diverranno molto più care nei prossimi anni. È una cosa che nessuno vuole ammettere, tantomeno i politici che spingono sull'elettrico, ma un powertrain a batterie costa tre o quattro volte più di uno a combustione interna. Ci vorranno dieci anni per ridurne il prezzo alla metà, quindi tra dieci anni costerà ancora il doppio».
Il suo omologo francese è stato ancora più tranchant: «Noi costruttori abbiamo la tecnologia e le capacità produttive per elettrificare i modelli, ma dobbiamo fare in modo che essi siano sufficientemente convenienti rispetto al potere d'acquisto dei cittadini. L'elettrificazione non è una tecnologia a basso budget: è complessa, onerosa, con costi che si ridurranno soltanto con le economie di scala. Quindi, o le aziende si mettono da sole in difficoltà perché costrette a ridurre i margini o aumentano i prezzi per proteggere i guadagni (e in questo caso perdono una parte della clientela). L'elettrificazione, per ora, non sta portando a soluzioni che le classi medie possano permettersi. I prezzi devono essere sufficientemente convenienti per garantire la mobilità dei cittadini. Quindi la domanda da rivolgere ai governi è: che cosa avete intenzione di fare per far tornare i conti e ridurre le emissioni? A conti fatti, è una decisione di natura politica».
Tavares centra il punto: se è stata la politica a decidere che l'unica soluzione per garantire la sostenibilità ambientale è il full electric (assioma peraltro tutto da dimostrare: nel grande schema del bilancio energetico globale, le auto private rappresentano già ora una minima parte del problema, quindi l'insistenza sul volerle indirizzare verso una precisa tecnologia ha più il sapore dell'accanimento ideologico. E si continua a sottovalutare l'incidenza su tale bilancio della produzione industriale, ovvero di come le automobili vengono costruite), è altresì giusto che sia la politica stessa a creare le condizioni affinché il consumatore medio possa assecondare la transizione desiderata. Il tema non è banale: se è vero che il costo industriale delle EV scenderà sempre più velocemente, lo è altrettanto che l'Europa ha messo in moto un meccanismo tale da rendere sempre più costoso lo sviluppo dei motori termici (il raggiungimento dei limiti Euro 7 sta già facendo dormire sonni agitati a molti). Certo, un giorno non proprio prossimo i costi industriali delle due soluzioni s'incroceranno, rendendo indolore (e forse automatica) la scelta. Rimane però il fatto che si è scientemente deciso di spostare sempre più in alto l'accesso alle automobili nuove, rendendone chimerico l'acquisto per un numero enorme di automobilisti, che già oggi stentano a cambiare la vecchia macchina.
Riservare il diritto alla mobilità a un gruppo di privilegiati è una sconfitta della collettività, perché non è chi non veda come la motorizzazione di massa sia stata una conquista di civiltà che ha cambiato il corso del XX secolo. Quattroruote una volta scrisse: «L'automobile non dev'essere un mezzo riservato a chi ha molto denaro, ecco perché vogliamo che l'automobile divenga sempre più sicura, sempre più economica, e sia facilmente accessibile a chiunque la desideri». Parole di Gianni Mazzocchi: era il dicembre del 1962. Il futuro, o è di tutti o non è.

COMMENTI

  • modestamente sono anni che penso che l'elettrico non è il futuro, adesso lo iniziano a dire anche i grandi. a questo punto l'unica cosa che può salvare il termico sono i carburanti sintetici. staremo a vedere.
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  • il merito della rivista fondata da mazzocchi sta nell'aver contribuito a trasformare un oggetto del desiderio in un diritto per tutti e un appassionato in un automobilista consapevole di avere dei diritti, ma anche dei doveri. trasformare, però, integrando la ragione al cuore, non sostituendo una all'altro. la mia contrarietà alla trazione elettrica non deriva né dalla conoscenza dei costi industriali, né dall'antipatia nei confronti di tutto ciò che può competere con un motore termico, ma dai limiti abissali, dalle soluzioni parziali e insoddisfacenti, dall'apparente facilità con la quale nuovi improvvisati interlocutori sconvolgono un quadro dove abituali protagonisti garantiscono, con il loro stesso nome, circa la validità delle loro offerte. aver messo in discussione tutto, aver dato eccessivo spazio alla novità, aver cavalcato i mutevoli umori di un pubblico non sempre veramente appassionato e, tanto meno, competente in materia, ha creato, specie qui in europa, un corto circuito tra quanto ci si obbliga a fare e ciò che veramente serve, ambiente pulito compreso. mi spiace, ma non mi sembra che 4ruote sia stato all'altezza delle aspettative di chi da sempre ha cercato conferme e riscontri tra le sue pagine. le aziende, in qualche modo, sopravviveranno: magari non tutte, ma molte sì. sopravviveranno anche grazie a quei paesi nei quali la fame di auto e di libera mobilità mal tollera i radical chic, coloro i quali si sentono ispiratori del bene comune avendo molta attenzione al proprio portafoglio. la fine dei costruttori si chiama guida autonoma, auto condivisa, smart mobility: la negazione di un diritto, la mortificazione di un piacere, l'uniformità di un prodotto che premia solo chi lo propone a prezzi stracciati. ci sarà, allora, un nuovo editoriale sulla falsariga di questo? adesso si aspetta una risposta dai politici: quale? lo stato, che poi siamo noi, deve agevolare il ricambio del parco auto circolante o il ritorno degli investimenti fatti dai costruttori? non era meglio denunciare da subito, perché un addetto ai lavori non può far finta di non saperlo, i vincoli stringenti della trazione elettrica, troppo necessaria di aiuti per essere ritenuta di una qualsiasi libera fruibilità? invece che riportare le dichiarazione di tavares, de meo, dell'industria dell'auto, non sarebbe stato meglio stare da subito dalla parte dell'automobilista?
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  • Una volta aspettavo, con ansia, l'uscita di Quattroruote, che per me come per ogni patito di auto era la BIBBA! Bellissime, prove, confronti, prove di affidabilità, qualità.. Adesso solo articoli su lavatrici elettriche, chiamate auto, infothement.. App! Per i fanatici del Green, vorrei ricordare che 18 navi cargo inquinano quanto tutto il parco automobilistico mondiale! Che "bella" la globalizzazione! Consiglierei a questi signori di sviare la loro attenzione per un ambiente più green, nei confronti delle centrali nucleari. Invece che nei confronti delle auto a motore termico. Ed è con estrema gioia che apprendo, che la ragione, di tecnici, esperti appassionati, ha avuto la meglio su scelte politiche finto green.. Tutti "appassionati", a cui consiglio di continuare a giocare con la play station e il telefonino. Lunga vita al motore endotermico!
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  • La mia opinione non conta nulla, ma dissento da quasi tutto quello che viene affermato dai vari CEO e da molti giornali. Riguardo ai costi sociali. Si riferiscono al fatto che un motore elettrico + batteria, al di là di quello che ci vogliono far credere, costino molto meno che non un motore termico + frizione + cambio + impianto raffreddamento etc. etc. Praticamente il cofano motore sarebbe vuoto, o quasi. Inoltre in un elettrico non vi è manutenzione, che tradotto in cifre è un mancato introito per i costruttori, e non solo. Il tutto somma ad un drammatico aumento di disoccupazione, ecco dov'è il costo sociale. Questo è il punto chiave, null'altro. E devo dire che non è poco. Smettiamo però di dire che la soluzione tecnologia elettrica non sia valida. Smettiamo di dire che mancano materie prime, perchè si troverebbero altre soluzioni. Smettiamo di dire che manca energia, perchè se così fosse la produrremmo in poco tempo e le linee elettriche sarebbero aggiornate in pochi anni. Quindi ? Quindi bisogna trovare il modo di far funzionare il mondo in elettrico ma di non perdere nemmeno un posto di lavoro, anzi di aumentarne. Questa è la sfida vera.
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  • Possibile che non si possano ricaricare le batterie usando il moto di rotolamento delle ruote?
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  • @Schiavio et Buratti. Come al solito ci sono andato giù un po' netto, pesante, però la mia idea forse un po' semplicistica è che il direttore detti la linea del giornale. E 4ruote mi sembra spianato, pancia a terra e a tutto gas sulle batterie, probabilmente come dice @Alberto Buratti anche perché le case a loro volta lo sono e "spingono" perché le riviste pompino le EV; per rientrare degli enormi investimenti imposti dalla politica. E va bene, lo capisco; però porco boia a me non sta bene. Sono un appassionato vecchio stampo, c'è poco da fare, massimo arrivo all'ibrido, massimo. 4ruote fa le sue scelte, Io faccio le mie.
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  • possibile che non si riesca a guardare piu in la della mera transizione all'elettrico? Il problema delle città, delle persone, della qualità della vita, non sono solamente i motori a combustione, ma è anche se non soprattutto, la quantità di vetture in circolazione. L'elettrico è e sarà fondamentale pero anche se non piu importante sarà la transizione allo, sharing, hailing ed infine autonomo. Le vetture NON servono per il 95% del tempo, quindi non si deve pensare ad una transizione del 100% del parco circolante a combustione, alla stessa quantità di vetture in proprietà privata, pero a batteria, bisogna pensare che la transizione sarà e dovrà essere quella del NON AVERE BISOGNO di avere una macchina in proprietà.
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  • cosa ha più fascino un "Patek Philippe" o un Apple Watch? Godiamoci gli ultimi motori a benzina, poi domani sarà un altra cosa ! :)
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  • Ricordiamoci che stiamo parlando di un mercato altamente "Drogato" La auto elettriche sono rese appetibili solo grazie ad incentivi mostruosi, che ricordiamoci, paghiamo tutti noi di tasca nostra. Le stesse tesla hanno potuto vendere a prezzi bassi in quanto tesla compra quote di co/2 (producendo auto che emettono 0 di co/2) da costruttori che hanno una flotta che produce troppa co/2 guadagnando molto da li. Senza queste "Scorrettezze" commerciali l'elettrico semplicemente non ci sarebbe. Dubito che in ogni caso tra 10 anni l'elettrico raggiungerà la stessa versatilità delle auto a combustione. Io con una polo ad 27.000.000 di lire ci sono andato avanti per quasi 20 anni e 173.000 km facendo viaggi anche di 600 km senza soste e lasciandola su strade bianche innevate a -20 di inverno per una notte o più e ripartire senza problemi. Con 45 litri di benzina volendo potevo fare mediamente più di 600km. Se no fatti anche più di 700 senza arrivare alla riserva...... Volendo avere quell'autonomia sicuramente tra 10 anni (anche su auto piccole) non sarà possibile su auto da 15.000 € visto che l'autonomia incide sul costo del pacco batteria. Rimarrà quindi a disposizione di una Elite che potrà permettersi di comprare un'auto da 30.000 da cambiare al massimo dopo 7 o 8 anni...... io quei soldi non li ho.
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  • Una nuova tecnologia non è migliore, a prescindere, rispetto ad una vecchia. È nel modo in cui viene usata e nell'accessibilità, che possiamo dire che una tecnologia è migliore di un'altra.
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  • Ritengo che qualsiasi innovazione tecnologica debba essere sostenibile sotto ogni punto di vista. Per quel che so, le auto elettriche potranno anche contribuire a rendere le città meno rumorose e (forse) meno inquinate, ma ciò che accade nelle zone del mondo dove si trovano le preziose materie prime per le batterie, i motori e l'elettronica di bordo, è di una gravità inaudita. Un aspetto che avrà nel medio termine ripercussioni pesantissime. Anzi, gli effetti sono già evidenti, le miniere d'oro fiorite nei pressi del lago Vittoria in Africa, lo hanno reso uno dei laghi più inquinati del mondo da metalli pesanti. Auguri.
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  • Negli ultimi anni l'utilizzo di tutte le automobili di tutti segmenti e costi alla fine è quasi uguale, nel senso che affrontare un viaggio è più o meno lo stesso (più o meno, eh) sia che hai una Panda base che, faccio per dire, una Mercedes Classe S; diciamo che c'è stata una "democratizzazione". Ora, vedo spesso in autostrada delle Tesla (anche con targa estera), ma vedo molto meno delle Zoe o delle Leaf... Non so, qualcuno mi corregga se sbaglio, ma non vorrei che viaggiare in auto diventi un'avventura come ai tempi di Bertha Benz... Anche perché oggi la maggior parte delle persone vanno in automobile non per "passione", ma per necessità di come è strutturata la società moderna (magari con smart working ecc. le cose sono destinate a cambiare, non so). Oppure in futuro prezzi e fruibilità dell' auto elettrica ( in questo caso, soprattutto i tempi di ricarica) diventeranno veramente "popolari" e non ci sarà più nessun dubbio sulla scelta, come, per esempio, oggi per quanto riguarda la fotografia digitale o il supporto per ascoltare musica ( chi usa pellicole chimiche o dischi in vinile è solo una nicchia di appassionati, una volta era il contrario)
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  • Se la macchina tornerà a essere un privilegio per pochi,si otterrà in un sol colpo il problema traffico e densità vetture per km. P.S Non sono d'accordo con queste considerazioni.
  • Vivo in una citta di dimensioni medio grandi (per gli standard italiani) e mi ricordo che fino a 20 anni fa a causa dell'eccessivo accumulo di inquinanti il traffico spesso veniva bloccato o dimezzato con la circolazione a targhe alterne. Oggi da noi le vecchie caldaie a gasolio grazie anche ad incentivi e bonus fiscali sono praticamente scomparse ed il parco circolante è relativamente moderno con un risultato scontato: sono anni ed anni che non si vedono più blocchi del traffico. Direttore la domanda è questa: Senza una legislatura che imponesse certe restrizioni siamo sicuri che le cose non sarebbero ancora ferme a 20 anni fa o comunque ancora molto indietro? I pannelli solari all'inizio della loro diffusione avevano costi altissimi e sappiamo tutti che solo grazie a bonus fiscali siano potuti diventare sempre più accessibili, domando perché non può accadere la stessa cosa con l'auto elettrica? Io non so cosa accadrà in futuro ma al netto delle ricadute occupazionali, tutte da verificare, non farei drammi; anche se comprendo le paturnie degli addetti sono convinto che risponderanno adeguatamente e che ci saranno sempre auto per ogni tasca, anche elettriche, è solo questione di tempo. In estrema sintesi entro la fine dell'anno dovrò cambiare auto e per me l'elettrico rappresenta solo una gradita opzione in più da valutare, la lotta tra fazioni non mi interessa.
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  • A me sembra che 4Ruote stia provando il classico botte ubriaca e moglie piena; prima sia la rivista sia soprattutto il sito diventano un festival dell'elettrico, poi però il Dir. fa un editoriale da pompiere. È una sbobba che non funziona Direttore, anche se comprendo il suo timore di diventare solo Ruoteclassiche e quindi l'imperativo di educare Noi vecchi petrol all'elettrico.
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  • L'auto privata come concepita oggi, è destinata a morire. Sarà un oggetto piu' di nicchia, ai giovani diciottenni di oggi ha già un appeal molto inferiore rispetto a quello che avevano le automobili per i loro genitori. Il futuro secondo me sarà nel trasporto pubblico, e nello sharing. Città non molto lontane dai confini italiani, già oggi stanno disincentivando il traffico privato, togliendo parcheggi, ampliando sone pedonali, piste ciclabili e investendo sul trasporto pubblico.
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  • Eccome un altro così miope che parla solo dei costi di acquisto. I costi di un bene che dura 20 anni e rimane efficente per 2 MILIONI di km non vanno fatti dopo un giorno, ma dopo 20 anni.
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  • Servirebbe il buon senso, cioè fare in modo che la transizione verso l'elettrico avvenga con gradualità. E magari senza esagerare con gli incentivi statali. Se una tecnologia è valida, dovrebbe autosostenersi economicamente. Senza la gli incentivi e la vendita dei crediti ambientali la Tesla, che è leader del settore, sarebbe ancora in rosso. E, in generale, le vendite di auto elettriche sarebbero molto più basse.
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  • Gran bell'editoriale che tocca un tema sempre piu' attuale. Quattroruote si conferma con questi articoli davvero una rivista di spessore e sempre pertinente. Sono un appassionato di motori ma, ahime', dovendo fare i conti con l'inquinamento, mi faccio questa domanda: Con un numero circolante di 1,2 miliardi di auto al mondo, non sara' forse un bene se la macchina torni ad essere oggetto di privilegio per pochi ? .......... I piu' si muoveranno quindi in bici, autobus e treni.
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  • E Quattroruote, la più prestigiosa rivista italiana di auto, non si è mai accorta di nulla!!!! Solo ora che hanno parlato le persone giuste sono sorti i primi dubbi sulla sensatezza di questa corsa all'elettrico. L'auto elettrica è la più grande follia (almeno nei tempi e modi che sono immaginati dagli euroburocrati) che sia stata concepita: obbligare la gente ad un peggioramento della vita (come costi, come paletti d'uso) soltanto per favorire le multinazionali cinesi (perchè a tutti gli effetti saranno praticamente le uniche a beneficiarne). Spero soltanto che il sasso gettato da Toyoda (che voi definite inopinata...) svegli le case automobilistice europee e giapponesi per mettere un limite a questa follia.
  • Le auto sono ormai da tempo privilegio per ricchi. Ormai una auto media con qualche accessorio supera i 35k euro e i 40k se ibrida, a fronte di stipendi medi annuì di 15/18k
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  • Secondo me chi pagherà doppio il conto dell'elettrico, saranno le persone che non potranno permettersi un auto di questo genere, e che nel futuro si vedranno aumentare i costi di carburanti e tassa di circolazione per disincentivare l'uso dei mezzi a combustione, in favore di quelli elettrici. Se non sbaglio (in questo chiedo aiuto a 4R e a voi lettori) in Cina le auto elettriche non sono del tuttpo esenti bollo, in quanto il governo Cinese ha stabilito che nel processo di costruzione di queste auto si procuce CO2 e quindi una quota di tassa di circolazione va pagata.
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  • Editoriale condivisibile nei contenuti quello di Pellegrini, ma inevitabilmente dei vecchi lettori come siamo noi, non possono non evidenziare quanto sia "tardivo" nella sua pubblicazione, noi, nel nostro piccolo, qui nel blog (e altrove) lo stiamo denunciando da almeno un biennio che questa "elettrofollia" porterà alla fine della mobilità di massa come la intendiamo oggi, e senza spostare in modo sostanziale il tasso d'inquinamento, visto che, dati alla mano di fonti scientifiche serie ed indipendenti, (quindi per capirci non Legambiente, ma il CNR per esempio), dicono chiaramente quanto poco impatti il traffico privato sul complesso delle sostanze liberate nell'aria. Editoriale tardivo si diceva, perchè nonostante il mercato elettrico rappresenti attualmente lo zero virgola, sulla testata non si fa altro che testare ed osannare i modelli a batterie, e "dare corda" agli annunci si chi parla già del 2025 (praticamente domattina) dell'utopistica fine dei motori termici.....
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  • il tema è complesso . Non so siano i governi a spingere verso l'elettrificazione o delle grandi lobbies (cinesi) che hanno denaro a sufficienza per influenzare la politica che è ben noto quanto sia sensibile alla pecunia. Secondo aspetto credo che l'approccio sia errato. Elettrificare le utilitarie mi sembra una cosa intressante proprio per il tipo di utilizzo che se ne fa ma elettrificare 2 tonnelate di SUV mi sembra sciocco infatte le ibride da 2 tonnellate lasciano il tempo che trovano. Altro aspetto è la ricaduta di tale "rivoluzione" sul consumatore. E' vero che le auto elettriche costano tantissimo ma le ibride (non plug-in) sono abbordabili. C'èanche da notare cheoggi il consumatore preferisce un SUV che costa di più in termini di acquisto manutenzione consumi rispetto ad una berlina quindi a tendere ce ne faremo una ragione. Infatti mi fanno sorridere quelli che si comprano un Renegade (per citare questo ma qualsiasi altro andrebbe bene) e si lamentano che consuma e costa mentre se avessero acquistato ina bella Tipo 1.4 avrebbero evitato questo problema.
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  • Presente (1) e Futuro (2): 1. TOYOTA (non TESLA) e' il vero vincitore. L'IBRIDO, anche solo mild hybrid, e' la vera nuova realta' cui tutti si stanno adattando. 2. poco prima del 2030, pur di essere rieletti, i politici dei vari Paesi 'virtuosi' posticiperanno la soglia per far fuori gli ICE. Semplicemente, avranno bisogno di essere rieletti.
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  • La mia impressione è che il mercato vuole giustamente eletrico e le case automobilistiche tradizionali fanno di tutto per rallentarne la diffusione, consapevoli però che non ci possono fare nulla. Tutti si nascondono dietro il costo delle batterie ma solo le stesse che fanno pagare a peso d'oro qualsiasi optionals. E con l'elettricoperdono un sacco di soldi in manuntenzione. Questa è realtà! Qui, come in tanti altri settori, assisiamo non alla giusta realizzazione di un profitto, ma al mero scopo di guadagnare il più possibile. Spero che nascando altre realtà automobilistiche perché solo la concorrenza spinta va a vantaggio del consumatore.
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  • E il bello e che il primo obiettivo di questa transizione, che riguarda non solo le auto, sono gli equilibri geopolitici - il controllo delle tecnologie, delle materie prime e della manifattura (perché pensate che la Germania stia spingendo come una forsennata?). All'ambiente ci si pensa dopo, perché per soddisfare la domanda di energia elettrica si costruiranno altre centrali a combustibile o magari nucleari, che stanno tornando nel dibattito. C'è anche da dire, però, che non sappiamo come calerà il prezzo delle batterie che sono l'elemento chiave di tutta questa storia. E comunque, a queste condizioni, indipendentemente dal reddito io la macchina a batteria non la voglio; a parte l'assurdo di una tonnellata abbondante di pile per spostare 80 kg di carne e ossa e della falsità delle emissioni zero, la vita è troppo breve per passarla attaccato alla colonnina con l'ansia della ricarica.
  • Che l'auto elettrica sia una moda radical-chic-ecologista in quanto per le sue caratteristiche, ricarica autonomia, ecc, è destinata alle classi ambienti, quelle che hanno l'auto da città, il garage autonomo, che cambiano spesso l'auto, e ci tengono alla moda, lo vado dicendo da tempo. Inoltre da tecnico che si occupa anche di ricerca applicata, sostengo che ai fini dell'inquinamento globale, visto nei vari aspetti, stanti le tecnologie attuali, l'auto elettrica inquina come una a gasolio, ho fatto fare ai miei tirocinanti uno studio apposito. Poi ai fini sociali queste mode "europeiste" sono estremamente dannose, in quanto danneggiando le classi con meno risorse economiche, aumentano il divario sociale. Ed è per questo che non comprerò auto elettriche, neanche se costano quanto un modello a benzina.
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  • Cominciate a fare rivista dedicata all’elettrico. Poi fateci sapere quante ne vendete. Grazie
  • Complimenti per questo editoriale. Sintetizza in modo eccellente la situazione attuale.
  • Beh, è da almeno tre anni che su 4R e sui vari blog della rivista lo si sta dicendo: costi, problemi logistici e rischio di insufficiente produzione di corrente elettrica con conseguenti black-out rendono l'auto elettrica pura un bene che non è compatibile con l'idea di motorizzare tutta la popolazione mondiale. Il che significa che 1) chi è ricco avrà la sua auto elettrica di proprietà, che caricherà con una bella presa nel garage di proprietà. Gli altri avranno la possibilità di fare car sharing o utilizzare i mezzi pubblici. Il che ovviamente porta come conseguenza la chiusura di molti stabilimenti a livello mondiale e la necessità di reimpiegare la manovalanza altrove .
  • Avete voluto la bicicletta? Beh, adesso pedalate! Le auto elettriche costano tanto da nuove, ma una Tesla Model S usata con le batteria esauste varrà di più o di meno di un'auto a benzina col motore fuso? Perché è di questo che si tratta. Varrà uguale credo, cioè poco, forse niente. Le auto elettriche costano tanto e potranno permettersele solo dei Paperoni? Preparatevi allora a venderne poche e preoccupatevi a trovare una nuova collocazione alle migliaia di addetti del settore automotive. Perché diciamolo: le auto dei nababbi sono fatte da pochissimi addetti specializzati e a spasso tutti gli altri, altrettanto specializzati ma ormai inutili. E' affascinante andare a spasso senza far rumore e senza emissioni di scarico ma l'energia alla colonnina di ricarica non è a impatto zero e da qualche parte presenta il suo conto. Se poi avete fretta di ricaricare il conto lo presenta direttamente anche a voi ed il pieno rapido di energia vi costa come quello di una supercar a benzina da 700 hp. Buon viaggio!
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  • Avevo letto l'editoriale e lo avevo trovato molto centrato. Però aggiungo un tema defcisivo che ho segnalato più volte ma rimane inascoltato (spero che Quattroruote possa portarlo all'attenzione). In tutto questo si dimentica il tema urbanistico. Le città vanno ripensate tutte con costi enormi e con caratteristiche che sono opposte a quelle attuate negli ultimi anni (in particolare a Milano) a meno di trovare in tempi brevissimi tecnologie a ricarica istantanea. Lo spazio è variabile ancora più critica delle infrastrutture di ricarica e se non agiamo per tempo ci scontreremo contro un muro. Non solo le auto saranno inaccessibili al momento dell'acquisto ma anche i posti auto avranno costi sempre meno accessibili facendo diventare l'auto un bene ancora più di lusso. Non voglio entrare nelle scelte che si stanno facendo, ma per concludere vorrei solo dire che scelte di questa portata vanno fatte attentamente considerando tutti gli elementi in campo e di conseguenza bisogna definire le giuste tempistiche di attuazione con relativi interventi, altrimenti non si raggiungono gli obiettivi prefissati e si rischia di ottenere più problemi che soluzioni.
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  • Come ho avuto modo di notare negli ultimi mesi, anche questo articolo trasuda saggezza e buon senso. La motorizzazione privata è una delle più grandi conquiste del XX secolo, anche se probabilmente noi umani non abbiamo saputo, e tuttora non sappiamo, usarla con la stessa saggezza : in particolare andrebbe riconsiderato il suo utilizzo nelle grandi città Aggiungo che, abitando in provincia, in pensione e percorrendo pochi chilometri in un anno, posso guardare con un certo distacco a questa diatriba, continuando nel frattempo ad usare, ancora per tanti anni, la GPunto e la Fiesta (entrambe a benzina, Euro5/6) di famiglia, senza pormi il problema di onerose sostituzioni. Spero solo che il destino mi faccia il dono di farmi arrivare almeno al 2030 (sono del 1954) per vedere cosa capiterà di certe previsioni e di certi annunci ad effetto
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  • Articolo che è la perfetta sintesi del disastro industriale e sociale verso il quale stiamo andando.
  • Plaudo ad un editoriale lucido, argomentato e coraggioso.
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  • Quando sarà finita l'ubriacatura di elettroni si cercheranno le endotermiche per essere diversi e più in vista. Se penso che ho avuto una UNO turbo i.e. e il turbo doveva essere morto , tra qualche anno può darsi che ci raccontino che il diesel euro6,5 è più green dell' elettrico. Oggi va di moda così negare il passato e cercare di spacciare per novità roba vecchia riesumata. D'altra parte una delle prime auto della storia era elettrica poi venne il benzina poi il diesel. Chi vivrà vedrà.
  • Ma va....! Lo avevo già capito vedendo i costi di una utilitaria attorno ai 20.000,00 € senza incentivi(che non potranno essere perenni)
  • La regione Lombardia fa le preferenze! Fanno ancora circolare l euro 4 diesel e non l euro 1 a benzina! è una vergogna! I diesel saranno motori che macinano km ma PUZZANO DI BRUTTO sempre e specialmente quando i motori sono freddi. L euro 1 a benzina non puzza come i diesel anche se emettono più co2. Per non parlare dei riscaldamenti metropolitani. Arriveranno le auto elettriche, che inquinano in altra maniera ma inquinano, e sono costose e le compreranno quelli che hanno i soldi e la presa nel garage per ricaricare, e noi invece comuni mortali andremo con i monopattini o bici o addirittura a piedi, o al limite a cavallo ma anche questo costa , deve mangiare e la stalla, e inquina lo stesso , lascia certe montagnette sulla strada!
  • Credo che sia un editoriale " Scherzo" Come un pesce di aprile anticipato. 4R la prima promotrice in Italia di veicoli elettrici/elettrificati che si lamenta dei costi elevati degli stessi ? Avete eliminato il diesel dalla rivista come fosse una bestemmia e scrivete un articolo cosi'? In campo medico ci sono due diagnosi per cose come questa. " Bipolarismo " & " Schizzofrenia " A voi la scelta.
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  • Perché non era chiaro che fosse così, questa meravigliosa transizione ecologica?.
  • Buonasera; pur facendo parte di coloro che potrebbero accedere ai veicoli elettrici ai prezzi odierni, condivido al 100% le parole dell'editoriale del Direttore, nonche quelle del grande Gianni Mazzocchi, un vero innovatore. Credo che noi tutti appassionati e non solo dovremmo lottare per evitare che scelte così determinanti per la nostra vita vengano effettuate quasi solo in modo demagogico o politico,nell'accezione negativa del termine. Quando ci avranno spennati tutti per farci fare questa transizione automobilistica ecologica e il 90 % dell'inquinamento derivante dalle altre fonti o da altre aree del globo che sicuramente non seguiranno a ruota su questa strada rimarrà, ci accorgeremo dell'assurdità di quanto sta accadendo. Questo non significa trascurare l'ambiente: le mie auto attuali sono Euro 6 o al massimo 5, sono perfettamente manutenute, fanno le revisioni periodiche per davvero e non per finta e, quando posso, ne limito l'uso inutile o mi muovo a piedi o in bici, anche per benessere fisico. Solamente, si puo migliorare la situazione dell'inquinamento in modo più efficace e intelligente, per tutti e non per pochi e senza annullare le passioni delle persone che rispettano le regole ma magari amano guidare qualcosa di diverso di un'auto elettrica.
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