Industria e Finanza

Seat
Col governo di Madrid e Iberdrola per la prima fabbrica di batterie in Spagna

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Col governo di Madrid e Iberdrola per la prima fabbrica di batterie in Spagna
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Anche la Spagna avrà, entro breve tempo, una fabbrica per la produzione di batterie destinate ai veicoli elettrici. A realizzarla, secondo quanto rivelato dal ministro dell’Industria locale, Reyes Maroto, durante un evento del sindacato Ugt, sarà un consorzio pubblico-privato: vedrà, infatti, la partecipazione iniziale del governo di Madrid, della società energetica Iberdrola e della Seat, ma sarà aperto al coinvolgimento di altri partner. 

Le iniziative del governo. “Il consorzio - ha spiegato il ministro - farà parte del primo Perte (Proyectos estratégicos para la recuperación y transformación económica, ndr), che mira alla transizione verso i veicoli elettrici e connessi. Il progetto consentirà lo sviluppo di una serie di iniziative che garantiscano l'esistenza, in Spagna, delle infrastrutture, delle strutture e dei meccanismi necessari per produrre in modo indipendente e competitivo un veicolo elettrico completo e connesso. È un impegno del governo affinché la Spagna continui a essere leader nel settore automobilistico mondiale, scommettendo sulla mobilità sostenibile”. Impegno dimostrato, tra l’altro, dal recente rifinanziamento dei programmi per l’acquisto dei veicoli a zero emissioni. Madrid ha aumentato a 120 milioni di euro il secondo Programma di incentivazione per la mobilità efficiente e sostenibile (Moves) e ha stanziato fino a 400 milioni per una terza iniziativa con finalità analoghe (la dotazione potrà essere incrementata fino a 800 milioni). 

Dettagli a breve. Per ora non si conosce il luogo prescelto per la prima fabbrica di batterie spagnola, ma tutto lascia propendere per Barcellona. Il coinvolgimento della Seat e le strategie di elettrificazione della Casa rafforzano, infatti, l’ipotesi che la struttura possa essere realizzata nelle vicinanze del complesso produttivo di Martorell, alle porte del capoluogo catalano. In tal senso, non è escluso che già domani emerga qualche dettaglio: è in calendario, infatti, una cerimonia per i 70 anni della Seat, che vedrà la partecipazione del Re Filippo VI, del premier Pedro Sánchez e dell’amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Herbert Diess. Inoltre, la scorsa settimana, il numero uno della stessa Seat, Wayne Griffiths, ha parlato di "discussioni abbastanza avanzate con il governo” per agevolare la produzione di auto elettriche a Martorell, ha chiesto all’esecutivo un fermo impegno sull'elettrificazione e ha auspicato la possibilità di avere una fabbrica di batterie “nelle vicinanze” per sostenere i progetti dell'azienda. La Seat ha un piano quinquennale per investire cinque miliardi di euro su progetti di ricerca e sviluppo per elettrificare la propria gamma e su nuovi macchinari e strutture per i suoi stabilimenti nell’area di Barcellona. 

I progetti. Tra l’altro, non lontano da Martorell, per la precisione nella zona franca di Barcellona, è presente un impianto automobilistico in via di dismissione per il quale le autorità locali starebbero valutando diversi progetti, tra cui la riconversione in una fabbrica proprio di batterie. Si tratta di uno dei tre stabilimenti della Nissan destinati a chiudere i cancelli alla fine del 2021. La Casa di Yokohama ha posticipato di un anno la chiusura per consentire alle autorità locali di individuare un’alternativa che dia un futuro ai suoi circa tremila lavoratori: al momento, avrebbero manifestato un interesse concreto la coreana LG Chem e la francese Schneider Electric, che vorrebbero avviare la produzione di batterie, e la svedese Inzile, intenzionata ad assemblare veicoli elettrici. Il 31 marzo è il termine ultimo per la presentazione dei progetti definitivi. Il principale impianto della Nissan a Barcellona potrebbe anche finire al centro di un ulteriore progetto sostenuto dalla Generalitat per realizzare un battery hub per la produzione e il riciclaggio degli accumulatori. In tal caso, però, il governo catalano ha posto una precisa condizione per portarlo avanti: ottenere parte dei fondi europei destinati alla Spagna nel quadro del Recovery Fund. Si parla di 6,8 miliardi di euro sui 140 miliardi complessivi che saranno concessi dall’Unione Europea al governo di Madrid.

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