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Automotive Cells Company
Stellantis e Total: la joint venture produrrà batterie anche per altri costruttori

Automotive Cells Company
Stellantis e Total: la joint venture produrrà batterie anche per altri costruttori
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Automotive Cells Company, la joint venture per la produzione di batterie costituita dal gruppo Stellantis e dalla multinazionale petrolifera Total, ha intenzione di fornire accumulatori non solo ai suoi soci di riferimento, ma anche ad altre realtà del settore automotive. A precisare il raggio d’azione dell’azienda, operativa da circa sei mesi, è stato l’amministratore delegato Yann Vincent: "Stiamo iniziando con il primo contratto con Stellantis, ma anche discutendo con altre Case automobilistiche. La nostra missione è produrre e vendere a qualsiasi costruttore". 

I due stabilimenti. Tra i possibili clienti ci potrebbe essere anche la Renault, vista la disponibilità a entrare nell’azionariato della joint venture. Inoltre, l'amministratore delegato Luca de Meo e il presidente Jean-Dominique Senard hanno recentemente sottolineato quanto sia essenziale la vicinanza delle fabbriche di batterie agli impianti di assemblaggio per ridurre il costo dei veicoli alla spina. Il progetto della Automotive Cells Company, infatti, prevede la realizzazione di uno stabilimento a Douai, nella Francia settentrionale, non lontano dai tre impianti della Losanga che andranno a costituire il cosiddetto "Polo del Nord", dedicato alla produzione delle vetture elettriche e delle relative componenti. In ogni caso, la joint venture tra Stellantis e Total non è ancora completamente operativa: attualmente è nel pieno del processo di autorizzazione per i lavori a Douvrin e per la realizzazione di una fabbrica con capacità iniziate di 8 GWh, da incrementare fino ad almeno 24 GWh entro il 2030 (l’obiettivo finale è arrivare a 32 GWh). Inoltre, è previsto che venga realizzato un secondo stabilimento a Kaiserslautern, in Germania, che dovrebbe iniziare la produzione nel 2025: anche in questo caso l’obiettivo è arrivare a una capacità di almeno 24 GWh. L’intero progetto prevede l’assemblaggio di accumulatori per 1 milione di veicoli all’anno e investimenti per 5 miliardi di euro. Di questi, il 26% sarà sostenuto da finanziamenti pubblici concessi da Francia (846 milioni) e Germania (437 milioni) nel quadro di un programma di interesse europeo, definito dall’Ue per ridurre la dipendenza del Vecchio continente dalle produzioni asiatiche di batterie. 

Conversione di vecchi siti. Le due nuove fabbriche saranno, tra l’altro, localizzate all’interno di complessi produttivi del gruppo Stellantis attualmente dedicati alla produzione di motori a combustione interna. La loro conversione, ha spiegato Vincent, consentirà di compensare l’ormai imminente calo produttivo che interesserà i propulsori benzina e diesel, riducendone le conseguenze sul piano occupazionale. Il sito di Douvrin conta oggi su circa 1.500 dipendenti e la sua riconversione potrà creare tra 1.400 e 2.000 posti di lavoro diretti. Inoltre, durante i 18 mesi dedicati alla costruzione delle nuove strutture e all'ammodernamento di quelle esistenti, saranno operativi tra i 350 e i 400 operai.  

COMMENTI

  • Purtroppo le riconversioni hanno i loro tempi. I motori elettrificati 4 cilindri di nuova generazione della ex PSA (e probabilmente anche di una buona parte di Stellantis) saranno prodotti in Ungheria nella fabbrica Opel. Speriamo, piuttosto, in un "Polo del Sud" italiano ...