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Volkswagen
Brandstätter: priorità all'elettrica Trinity, alla guida autonoma e alla digitalizzazione

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Brandstätter: priorità all'elettrica Trinity, alla guida autonoma e alla digitalizzazione
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“Abbiamo spinto fortemente sulla transizione verso l’elettrico e continueremo a farlo nei prossimi anni, con ID.5, ID.6 e ID Buzz, per arricchire la nuova famiglia di veicoli a emissioni zero sulla piattaforma Meb e raggiungere l’obiettivo della ‘carbon neutrality’ in Europa entro il 2030. Il driver più potente della trasformazione, però, è già un altro e si chiama digitalizzazione: le automobili saranno sempre più dei prodotti ‘software driven’ ed è su questo che intendiamo incentrare le scelte strategiche del brand con il piano Accelerate”, così il responsabile del marchio Volkswagen, Ralf Brandstätter, si è rivolto alla stampa internazionale durante un approfondimento sugli indirizzi strategici della capogruppo del colosso tedesco, che prevede di investire in mobilità elettrica, elettrificazione e digitalizzazione ulteriori 16 miliardi di euro da qui al 2025.

La nuova "disruption". Con i sempre più veloci cambiamenti del panorama automobilistico, soprattutto in Europa, tutti i costruttori cercano di capire come e dove posizionarsi per assicurarsi vantaggi competitivi o, in alcuni casi, semplicemente la sopravvivenza. Wolfsburg ha giocato d’anticipo, con una scommessa epocale, quella sulla transizione rapida verso le zero emissioni, attraverso lo sviluppo, prima dei competitor, di una piattaforma dedicata, la Meb. Ma è ora di andare oltre. “Chi pensa che con la trasformazione elettrica siamo arrivati già nel futuro sbaglia. Il vero ‘game changer’ è la digitalizzazione. La vera disruption deve ancora arrivare. Alla fine l’elettrificazione, la crescente importanza del software, l’intelligenza artificiale, la guida automoma sono le quattro forze principali che guideranno lo sviluppo dei veicoli nei prossimi anni. La loro gestione e l’impatto che avranno sul modello di business è la nostra sfida più importante nei prossimi anni. Per vincerla, cambieremo la Volkswagen come mai prima”, ha detto il manager.

Project Trinity: With high range, extremely short charging times and revolutionary production, the sedan will launch in 2026

Tecnologia di scala. Il primo step di tale trasformazione si chiama Trinity, un’architettura integrata basata su un nuovo pianale full-electric ad alte prestazioni denominato Scalable Systems Platform e su un software di gestione sofisticato, che, tra l’altro, implementerà un livello di guida assistita di livello 2 evoluto, con la predisposizione al livello 4. Il primo modello figlio di questo progetto vedrà la luce nel 2026 e servirà a mettere la Volkswagen in corsa anche nella fascia premium della mobilità elettrica, esplorando una serie di tecnologie che poi, a cascata, scenderanno sul resto della gamma, per non perdere di vista quel processo di democratizzazione dell’innovazione insito nel nome stesso del marchio. Il punto di approdo più basso di questo processo, una vettura al di sotto della ID.3 e con un prezzo ipotizzato inferiore ai 20 mila euro, che finora – nelle nostre anticipazioni - abbiamo chiamato ID.1, pare tuttavia complicato quasi quanto il top di gamma: il suo debutto, originariamente previsto tra il 2022 e il 2023, è stato spostato al 2025.

Network neurale. In ogni caso la democratizzazione dei sistemi gestionali interesserà anche la guida autonoma. “Con 6 milioni di veicoli all’anno”, sostiene Brandstaetter, “il marchio Volkswagen ha la giusta massa critica per rendere la guida autonoma disponibile per un gran numero di automobilisti. Intanto, cominciando con Trinity, dal 2026, stabiliremo una rete neurale tra i veicoli che compongono la nostra flotta, per permettere un continuo scambio di dati, su traffico, incidenti, ostacoli, per creare un sistema di autoapprendimento per i milioni di veicoli coinvolti”. Uno sviluppo, quest’ultimo, coerente con la trasformazione del modello di business all’orizzonte, che cambierà le cose per il costruttore e per i clienti.

L’auto come lo smartphone. L’esperienza digitale nel veicolo sarà sviluppata di continuo, con gli aggiornamenti periodici a cui ci hanno abituati gli smartphone, così che il sistema sarà sempre up-to-date e migliorerà o integrerà le sue funzioni. Finora siamo stati un costruttore tradizionale, il cui focus era la consegna del veicolo al cliente. D’ora in avanti passeremo a un business model ‘data based’, che genererà un flusso di ricavi durante tutto il ciclo di vita del prodotto, attraverso servizi di ricarica e attraverso funzioni incrementali dei sistemi di bordo che possono essere acquistate in seguito, anche per brevi periodi, on demand (per esempio, i servizi di navigazione o l’attivazione di certi Adas, ndr)”, ha spiegato il numero uno del marchio. Già dalla prossima estate i veicoli della famiglia ID riceveranno aggiornamenti over-the-air ogni 12 settimane e nell’arco di due anni la Volkswagen si aspetta di avere in circolazione una flotta di 500 mila auto totalmente connesse. Insomma, se il futuro non è già qui, è quantomeno dietro l’angolo.

COMMENTI

  • L'ho sempre detto che vedere troppi film di fantascienza fa male.