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Auto elettriche
Produzione di batterie, in Europa ci sono già 15 "gigafactory" in costruzione

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Produzione di batterie, in Europa ci sono già 15 "gigafactory" in costruzione
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"In tutta Europa sono in costruzione circa 15 ‘gigafactory' di batterie che nel 2025 potranno fornire abbastanza celle per alimentare 6 milioni di veicoli elettrici”: è quanto riporta l’azienda energetica svizzera Repower in una pubblicazione dal titolo “La mobilità sostenibile e i veicoli elettrici”, che fotografa le principali tendenze nell'ambito della transizione energetica in atto in campo automobilistico. 

250 mila potenziali posti di lavoro. Per la Repower, le nuove fabbriche sono destinate a generare “notevoli vantaggi agli sforzi economici e industriali in un’ottica di sostenibilità: secondo McKinsey, con 1.200 gigawattora all’anno di domanda nel 2040, il valore del solo mercato delle celle sarebbe di circa 90 miliardi di euro all’anno e, con tali premesse, si potrebbero offrire 250 mila posti di lavoro in produzione, ricerca e sviluppo: una bella opportunità per l’Europa post-pandemia”. Il report, poi, sottolinea anche i progressi compiuti dall'Europa nel ridurre i ritardi nella produzione di batterie rispetto a Cina, Giappone e Corea del Sud. Se nel 2018 i volumi di accumulatori per veicoli elettrici facevano riferimento ad aziende dal fuori di questi tre Paesi asiatici per meno del 3%, e per solo l’1% a imprese europee, nel giro di tre anni la situazione è cambiata: lo dimostrano le iniziative messe in atto dalla Commissione Europea, come l’avvio dei progetti Battery 2030+ nel campo della ricerca e sviluppo e il via libera ad aiuti pubblici per 2,9 miliardi di euro per sostenere il programma “European Battery Innovation”, che coinvolge 50 aziende in Austria, Belgio, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna e Svezia. "L’impegno fermo e chiaro dell’Unione per la decarbonizzazione rende l'Europa il mercato mondiale più affidabile per la mobilità elettrica, tanto che nella sua capacità produttiva hanno iniziato a investire anche i giganti asiatici”, scrive la Repower ricordando i progetti della Catl, della Lg Chem, della Sk Innovation e soprattutto della Tesla a Berlino.

Le iniziative italiane. Nella pubblicazione, si ricordano anche i 4 miliardi di euro di investimenti annunciati dalla Italvolt per la prima "gigafactory" italiana alle porte di Ivrea e un’ulteriore iniziativa: l'Italian Battery Alliance, voluta dal ministero dello Sviluppo Economico e coordinata dall’Enea. Nata nel luglio dell’anno scorso, consiste in una piattaforma tecnologica nazionale, aperta alla partecipazione di imprese, associazioni, centri di ricerca, università, agenzie di finanziamento di ricerca e innovazione con l’obiettivo di creare condizioni di sistema utili a rendere più ampia la partecipazione ai futuri programmi internazionali e comunitari da parte dell’industria e dei centri di ricerca pubblici e privati italiani. Inoltre, la Repower cita anche l'iniziativa del Cobat, il consorzio per la gestione dei rifiuti da pile e accumulatori, impegnato a ottenere il brevetto industriale per una tecnologia destinata a rendere più efficiente il riciclo delle batterie: uno dei temi più rilevanti nel valutare l’impatto ambientale di una produzione destinata a crescere in modo esponenziale, per far fronte a una domanda che si prevede in aumento di 14 volte entro il 2030. 

Altri numeri. Ovviamente, non poteva mancare uno sguardo al mercato delle elettriche in Italia e in Europa. Nel nostro Paese, i veicoli elettrici e ibridi plug-in hanno triplicato le immatricolazioni nonostante l’assenza di una rete di ricarica capillare: permane un forte divario tra il Nord e il resto d’Italia nella distribuzione geografica e la crescita delle vendite del 250% non è andata di pari passo con la realizzazione di un'adeguata rete infrastrutturale: alla fine del 2020, infatti, si contano 19.324 punti di ricarica (in 9.709 stazioni accessibili al pubblico), il 39% in più rispetto al 2019. Per il mercato delle elettriche, la grande novità del 2020 è comunque rappresentata dalle performance del Vecchio Continente: "l’Europa - sottolinea la Repower - ha sorpassato la Cina come motore della crescita dei veicoli elettrici. Per la prima volta dal 2015, le vendite in Europa hanno superato quelle cinesi”. In particolare, secondo le stime del sito svedese EV-Volumes, l’anno scorso le immatricolazioni europee di auto ricaricabili sono cresciute del 137% a 1,395 milioni di unità, mentre quelle cinesi, con un +12%, si sono fermate a 1,337 milioni. Quasi doppia la quota sul totale del parco circolante: 10,2% in Europa contro il 5,5% in Cina. Sono lontani, invece, gli Stati Uniti: sono solo 345 mila le auto alla spina consegnate su un totale di 14,67 milioni di unità. Tra l’altro, il mercato statunitense ha una particolarità: il 79% di tutte le elettriche vendute negli Usa sono di produzione Tesla. A livello globale, le immatricolazioni di veicoli elettrificati sono cresciute del 43% l’anno scorso. Per i prossimi 10 anni la Deloitte stima un tasso di crescita annuale del 29%: dai 2,5 milioni del 2020 si passerà a 11,2 milioni nel 2025, per poi raggiungere i 31,1 milioni entro il 2030, quando il 49% del mercato globale farà riferimento alla Cina, mentre Europa e Stati Uniti avranno rispettivamente il 27% e il 14% delle immatricolazioni globali. 

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