Industria e Finanza

Pirelli
Investimenti per 2 miliardi di euro fino al 2025

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Investimenti per 2 miliardi di euro fino al 2025
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La Pirelli ha in programma di investire circa 2 miliardi di euro tra il 2021 e il 2025 per sostenere il nuovo piano industriale varato dal consiglio di amministrazione. In particolare, le risorse saranno destinate a migliorare la produttività, al progresso tecnologico e all’aumento della capacità nel segmento degli pneumatici ad alto valore aggiunto (premium e prestige). 

Due fasi. Nello specifico, la multinazionale della Bicocca ha stabilito due fasi per i suoi investimenti: per il biennio 2021-2022, caratterizzato dalle attese di un “significativo rimbalzo del Pil globale”, sono stati stanziati tra 710 e 730 milioni di euro, mentre per il triennio 2023-2025, quando è prevista una stabilizzazione dell’economia, saranno impegnati tra gli 1,2 e gli 1,3 miliardi. Lo scenario di mercato per l’intero quinquennio prevede una serie di ipotesi di base, tra cui la crescente preferenza all’uso dell’auto privata e delle due ruote, la diffusione dei veicoli elettrici (nel 2025 dovrebbero rappresentare il 35% dei segmenti premium e prestige e l’11% del parco auto globale), una crescita media annua della produzione automobilistica del 7% fino al 2022, e del 2% fino al 2025, e un aumento a doppia cifra della domanda di di pneumatici ‘high value’ (pari o superiori a 18 pollici) sia nel primo equipaggiamento che nella ricambistica. Inoltre, il segmento delle gomme da almeno 19 pollici, che vale circa la metà di tutto l’high value, crescerà del 14% nel 2020-2022 e del 4% nel 2022-2025; gli pneumatici per le vetture elettriche, pur rimanendo una frazione contenuta del totale, aumenteranno del 50% e del 35% rispettivamente. 

Gli obiettivi. In tale contesto la Pirelli punta, per esempio, a mantenere la leadership globale nelle gomme oltre i 19 pollici, ad accrescere penetrazione nel primo equipaggiamento per le elettriche e a rafforzare la propria presenza in settori emergenti quali la micromobilità. Inoltre, è prevista un’accelerazione della crescita nelle gomme speciali e sul mercato cinese, ma soprattutto si pronostica un aumento dell’esposizione ai segmenti ad alto valore aggiunto e all'elettrico: l’incidenza dell'high value sul totale dei volumi di primo equipaggiamento per le auto dovrà salire dal 60% del 2019 al 70% del 2025, con il peso delle elettriche in ascesa dal “quasi zero” al 30%. Grande attenzione, poi, sarà prestata all’innovazione di processo e ancor di più di prodotto. La Pirelli rinnoverà oltre il 50% dell’offerta entro il 2025: saranno lanciate 44 linee, di cui 24 fino al 2022 (erano 20 nel piano precedente); nel biennio 2021-2022 sono previsti 10 lanci all’anno e 330 omologazioni, mentre tra il 2023 e il 2025 otto lanci e oltre 300 omologazioni. La Pirelli continuerà a ottimizzare la sua presenza industriale, a ridurre i costi di prodotto anche grazie a minori tempi di sviluppo, a razionalizzare gli acquisti, a efficientare il network logistico e a migliorare la digitalizzazione di tutti i processi aziendali. 

La capacità produttiva. La società milanese, che ha altresì fissato una serie di obiettivi di sostenibilità entro il 2025 (taglio delle emissioni di CO2 del 25%, utilizzo di energia rinnovabile al 100%, riduzione del 10% del consumo di energia e del 43% di acqua, 98% di rifiuti avviati a recupero), punta innanzitutto a riportare la saturazione degli impianti al 90% "grazie a una già avviata razionalizzazione della capacità, con un crescente peso nei Paesi a minori costi di produzione”, per poi procedere con un’espansione della produzione per supportare la crescita dei volumi. Pertanto, nel 2022 la capacità degli impianti sarà pari a 73 milioni di pezzi (53 milioni nel segmento high value) e nel 2025 a 75 milioni di pezzi (56 milioni high value). Alla fine del piano la rete produttiva conterà 18 impianti, di cui 15 operativi nel segmento "Car" (12 per prodotti high value e tre per quelli standard), uno nel "Cycling", a Bollate, uno nel comparto moto (la joint venture in Indonesia) e uno nei semilavorati (a Burton, in Regno Unito). La capacità produttiva high value sarà concentrata per il 77% in Paesi a minori costo di produzione (74% nel 2020). Quanto ai target prettamente finanziari, la Pirelli mira a raggiungere un fatturato tra i 5,1 e i 5,3 miliardi a fine 2022, e tra i 5,7 e i 6,2 miliardi entro il 2025, con un margine operativo compreso, rispettivamente, tra il 16% e il 17% e tra il 19% e il 20%. Inoltre, sono previsti un miglioramento progressivo della posizione finanziaria netta e dei flussi di cassa in grado di sostenere il pagamento di dividendi pari al 40/50% dei profitti durante l’intero arco del piano. 

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