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Tesla
I dirigenti rassicurano Pechino: "I dati delle elettriche resteranno su server in Cina"

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I dirigenti rassicurano Pechino: "I dati delle elettriche resteranno su server in Cina"
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La Tesla lancia alle autorità cinesi messaggi rassicuranti riguardo all’utilizzo dei dati raccolti dalle sue vetture: “Come azienda con attività in Cina, dobbiamo rispettare le leggi e i regolamenti locali. I nostri dati sono ben protetti e saranno archiviati su server nel Paese”, ha detto Tao Lin, responsabile affari legali della filiale della Casa nel Paese del Dragone, replicando ai timori espressi circa un mese fa dal governo per un possibile utilizzo improprio delle informazioni sensibili raccolte tramite i radar e le telecamere montati sulle elettriche.

Il bando. Verso la fine di marzo, l’esercito di Pechino ha infatti bandito i modelli della Tesla da qualsiasi struttura operativa per ridurre i rischi di spionaggio. L'esecutivo ha quindi esteso il divieto anche alle aziende statali e al personale delle agenzie più importanti. In sostanza, le Tesla sono state indicate come una minaccia per la sicurezza nazionale e sono diventate l’ennesima fonte di attriti geopolitici tra la Cina e gli Stati Uniti. Per alleviare i timori delle autorità cinesi, l’azienda si è quindi impegnata non solo ad archiviare i dati raccolti su server situati all’interno dei confini cinesi, ma anche a condividere con il governo di Pechino i sistemi di protezione delle informazioni. "La Tesla collaborerà sempre con le autorità di vigilanza, a tutti i livelli”, ha associato Tao, a margine di un incontro organizzato dalla National Development and Reform Commission per illustrare alle multinazionali statunitensi le linee guida del 14esimo piano quinquennale per lo sviluppo economico.

Questione di mercato. L’iniziativa della Tesla, che in sostanza apre i propri database alle autorità di Pechino, non è sorprendente vista la crescente importanza del mercato cinese per l’azienda guidata da Elon Musk. Nel primo trimestre le consegne globali hanno raggiunto il nuovo massimo storico di 184.570 unità, proprio grazie alla forte crescita registrata in Cina: solo a marzo, secondo i dati della China Passenger Car Association, sono state 35.478 le Tesla consegnate. Musk è consapevole del ruolo decisivo di questo mercato per le strategie di espansione produttiva e commerciale della Tesla e, subito dopo il bando dell’esercito, è intervenuto in prima persona, negando fermamente un eventuale utilizzo delle tecnologie installate sui suoi modelli con scopi illeciti: "Se la Tesla usasse le sue auto per spiare - ha detto l'ad - in Cina o in qualsiasi altro Paese, verrebbe chiusa ovunque”.

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