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Emissioni
Euro 7, l'Ue propone standard meno restrittivi: "Scongiurato l’addio all’endotermico"

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Euro 7, l'Ue propone standard meno restrittivi: "Scongiurato l’addio all’endotermico"
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Il settore automobilistico tira un sospiro di sollievo: stando alle nuove proposte per lo standard Euro 7, elaborate dal gruppo di lavoro incaricato dall’Unione Europea, l’addio anticipato ai motori endotermici sembra scongiurato. L’Agves (Advisory Group on Vehicle Emission Standards) ha infatti rivisto le sue raccomandazioni originarie, presentando limiti di NOx “tecnicamente raggiungibili”: in particolare, al tavolo delle consultazioni con le diverse parti interessate, il gruppo ha aumentato la tolleranza degli ossidi di azoto da 10 a 30 milligrammi per chilometro.

La posizione del settore. I tedeschi, particolarmente attenti a qualsiasi evoluzione delle normative che possa mettere a repentaglio uno dei fiori all’occhiello della loro industria manifatturiera, sono stati i primi ad accogliere positivamente gli sviluppi degli ultimi giorni. "I piani per il nuovo standard Euro 7 relativo alle autovetture dimostrano che la Commissione europea ha accettato i limiti di ciò che è tecnicamente fattibile e ha abbandonato obiettivi irraggiungibili", ha detto Hildegard Müller, presidente della VDA. Negli ultimi mesi, l’associazione di rappresentanza della filiera automobilistica della Germania è stata una delle voci più critiche, convinta che le prime proposte - presentate lo scorso ottobre - si sarebbero tradotte in un divieto sostanziale alla vendita di veicoli con motori a combustione interna. Dopo l’avvertimento dell’Audi, il presidente del consiglio di fabbrica della BMW, Manfred Schoch, ha lanciato un allarme paventando gravi ripercussioni sulla forza lavoro: “Rischiamo di sperimentare una disoccupazione senza precedenti”, ha spiegato il dirigente. D’altro canto, l’associazione europea dei costruttori Acea era stata sin da subito chiara, sottolineando come le proposte iniziali fossero sostanzialmente “irrealizzabili”.

Le pressioni. Negli ultimi mesi, però, qualcosa è cambiato, anche, se non soprattutto, per le pressioni di alcuni governi, preoccupati di un impatto difficilmente gestibile nell’attuale fase di profonda crisi causata dalla pandemia del coronavirus. Proprio ieri, è arrivata la bocciatura del ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire, il quale non ha usato mezzi termini: “Gli standard ambientali europei devono rimanere un fattore di incentivo, non distruttivo per la nostra industria. Sono in corso trattative sull’Euro 7 e sia chiaro: in questa fase, questo standard non è per noi conveniente. Alcune delle proposte che circolano sono eccessive. I nostri costruttori non saranno in grado di tenere il passo”. Analoghe considerazioni sono arrivate anche dalla Germania. Pochi giorni fa, il ministro dei trasporti tedesco Andreas Scheuer, ha chiesto standard "audaci", ma tecnicamente raggiungibili: "Non dobbiamo perdere l'industria automobilistica europea, perché altrimenti quest’ultima andrà altrove. Dobbiamo essere moderni e innovativi, anche con specifiche rigorose, ma il tutto deve rimanere conveniente e fattibile”. La miglior sintesi è arrivata da Carlos Tavares, attuale amministratore delegato di Stellantis: "Allo stato attuale, lo standard Euro 7 va oltre le semplici regole della fisica. Così, sarebbe semplicemente impossibile continuare a produrre auto endotermiche”.  

La revisione. Le ultime proposte, invece, sembrano garantire un futuro ai motori tradizionali (quantomeno nel medio termine) e pure a buona parte della forza lavoro europea. Come detto, Bruxelles ha aumentato da 10 a 30 milligrammi per chilometro percorso il limite per le emissioni di ossido di azoto di autovetture e veicoli commerciali leggeri: inoltre, all’interno delle nuove proposte, sarebbe stata introdotta una parità di trattamento tra diesel e benzina, esarebbero state stabilite anche nuove metodologie di calcolo. L’idea originaria prevedeva che i valori limite riscontrati nelle prove su strada riguardassero tutte le condizioni di guida e che non ci fossero tolleranze per alcune fasi, come quella successiva all’accensione del motore, ma dal settore è arrivata un’ovvia opposizione perché le partenze a freddo o i viaggi brevi non consentono agli attuali sistemi di depurazione dei gas di scarico di raggiungere rapidamente la temperatura ottimale. Il compromesso, invece, non prevede limiti ai singoli elementi inquinanti emessi per ogni chilometro percorso: in sostanza, i veicoli non dovranno superare una certa quantità di ossidi di azoto e polveri sottili all’interno di un ciclo di misurazione predefinito e, in particolare, nelle fasi più critiche che oggi rientrano nel periodo di tolleranza. Tolleranze che, in origine, l’Europa avrebbe voluto cancellare anche nel caso di altri parametri (come il peso del veicolo, la presenza di rimorchi o l’utilizzo in particolari condizioni di guida) e che, invece, continueranno a essere applicate.

Le tempistiche. Ciò non rappresenta una vittoria su tutta la linea per il settore automobilistico, perché i nuovi standard saranno comunque tecnicamente impegnativi da raggiungere. “Secondo una prima stima - ha spiegato Müller -, le nuove proposte per la riduzione delle emissioni inquinanti sono tra le cinque e le dieci volte più severe rispetto allo standard Euro 6, e dunque ancora al limite di ciò che è tecnologicamente realizzabile. La Commissione europea ha confermato che l’obiettivo non è cancellare il motore a combustione interna, ma dobbiamo ancora stare molto attenti e ricordarlo quando saranno stese le proposte”. I tempi per la definizione della nuova normativa sostitutiva dell’Euro 6, applicata dal 2014, sono comunque ancora lunghi: le consultazioni sono tuttora in corso, il massimo organo esecutivo della Ue ha in programma di presentare le sue valutazioni a giugno e di prendere una decisione definitiva a novembre. Dopodiché, sarà necessario, come da prassi, avviare delle trattative con i singoli Stati membri. In ogni caso, i nuovi standard Euro 7 non entreranno in vigore prima del 2025 o addirittura il 2027.  

COMMENTI

  • Con il gasolio ci giro il pianeta, con le pile ci faccio l'apericena in centro. Se il progresso è rendere la mobilità personale inutilmente complicata, lenta e costosa forse la migliore visione di futuro nel senso di capacità di muoversi liberamente a basso costo,per tutti, è stata del secolo scorso. Gasolio a rate sempre al TOP
  • Penso che un futuro prossimo fatto di un mix di auto elettriche e motori termici di ultima generazione, cioè molto puliti rispetto a quelli di qualche anno fa, sarebbe la soluzione più sensata e auspicabile. Anche perchè l'auto elettrica comunque inquina, visto che l'energia va prodotta. Non esistono energie pulite in senso assoluto, anche se è giusto incrementare l'uso delle cosiddette rinnovabili, che però un impatto ce l'hanno. L'idroelettrico ha sconvolto molti ecosistemi, sia montani che fluviali e rischi di essere problematico al punto che si potrebbero scatenare guerre a causa della costruzione di dighe. Il solare ha i suoi limiti e anche i suoi impatti devastanti, visto ci sono prati, boschi, vigneti, sostituiti dai pannelli: cosa succederà se continuiamo a spingerne l'uso (al di fuori dei pannelli sugli edifici)? L' eolico può arrivare fino a un certo punto e ha un impatto devastante sul paesaggio. L' unica azione seria è ridurre il consumo di energia. A questo punto, però, non si dovrebbe mai neppure parlare di SUV o macchine sportiva elettriche, si dovrebbero fare solo macchine relativamente piccole ed aerodinamiche, come la tesla model3. Per questo io non credo troppo nell'auto elettrica come soluzione ai problemi ambientali, per me è sopratutto una moda. Non è inutile, per le auto da città è la scelta migliore, ma dovrebbe convivere con le altre motorizzazioni. E chi la sceglie non dovrebbe sentitsi troppo ecologista, sopratutto se guida un SUV, poichè OGNI CONSUMO DI ENERGIA E' INQUINANTE.
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  • Vorrei commentare, ma Quattroruote non me lo lascia fare (non ho dato consensi).
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  • Con la svolta elettrica, l'Europa autolesionista si sta danneggiando da sola, a favore soprattutto dei cinesi, che avevano un gap tecnologico in campo motoristico che di colpo è stato colmato, anzi, addirittura si stanno ritrovando avvantaggiati dalla tecnologia elettrica dell'automotive. A mio avviso, l'avvento elettrico doveva seguire si degli indirizzi, ma dovevano essere più naturali, senza tutta questa forzatura che è stata messa in campo a scapito soprattutto del diesel. I cinesi ringraziano! E l'Europa, giù con gli obiettivi di inquinamento quasi irraggiungibili! Se vogliamo risolvere drasticamente il problema dell'inquinamento, allora tutti a piedi! Vedrete di quanto si abbassa il livello dell'inquinamento!!!
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  • La lobby dell'automotive tedesca finalmente si è mossa. Dovevano solo aspettare che la gente si dimenticasse del dieselgate. Ritorno al buon senso?? Speriamo. Ma rimane vergognoso che i centri urbani europei siano intasati da auto pachidermiche. Sotto questo punto di vista, se lo standard E7 colpirà le piccole e parche utilitarie per giovare solo ai grossi carrozzoni...allora siamo punto e a capo. Perché comunque, buttata così sembrerebbe che il futuro sia questo. Lanciando alle ortiche quelle poche argomentazioni valide addotte dai fans dell'auto a spina.
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  • Ma sul fronte del riscaldamento domestico nessuno apre bocca ? Sostituire le caldaie con le pompe di calore non e' pure ambientalista ? E le navi e gli aerei ? Niente restrizioni ?
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  • Secondo me si esagera in vari ambiti. Esagera la UE con obiettivi quasi irraggiungibili. Esagerano i governi che demonizzano il diesel. Esagera chi pensa che l'elettrico sia, ora, la soluzione al riscaldamento globale, senza peraltro avere la certezza che alla fine del suo ciclo di utilizzo un'elettrica pura abbia inquinato meno di una endotermica; senza poi considerare che, logisticamente, appare impossibile nel medio termine riuscire a creare una rete di "distributori" di elettricità e colonnine che possano coprire l'aumento auspicato di EV. Proiettate uno scenario simile nel luogo dove abitate (possessori di case unifamiliari a parte): personalmente, nella zona dove abito io, a Firenze, una cosa del genere non è nemmeno lontanamente immaginabile, nonostante il mio condominio abbia una parcheggio e garage che potrebbero avere una copertura di ricariche che copre il 50% dei condomini. Personalmente credo che fino a quando non ci sarà il salto generazionale delle batterie, tutto questo affrettarsi nella corsa all'elettrico, questa moda (io la vedo così, scusate) di proporre macchine costose con percorrenze ridicole sarà un grande buco nell'acqua. Ammetto di essere attratto dalle plug-in, giusto per il fatto di non rimanere troppo indietro a livello commerciale, ma quando devo fare 1000km in un giorno, e mi capita, mi dispiace ma sono convinto che la mia diesel Euro6 sia ancora la soluzione migliore, per inquinamento e consumi. Potrei provare una Tesla, che in un certo senso è l'elettrica più democratica, oppure una ID.4, che con gli incentivi alla fine ha un costo quasi umano... ma a quale prezzo? Io vado spesso a Torino e no, non voglio trasformare una giornata di lavoro nell'incubo ricarica, e parlo con cognizione di causa perché ho un paio di amici con Tesla, che hanno vissuto situazioni spiacevoli. Scusate questo mio (il primissimo) post lungo.
  • È fantastico il negazionismo ambientale. È fantastico perché i negazionisti usano con sfrontatezza, orgoglio e prepotenza un organo diverso dal cervello per pensare ma non capiscono (ovviamente) che ne loro ne i loro figli possono usare un organo diverso dai polmoni per respirare. Finiranno come tutti gli altri, ovviamente convinti fino all’ultimo respiro di aver ragione. Ovviamente!
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  • Si intravedono tracce di buon senso
  • Sono convinto che prima bisognerebbe spingere la produzione di energia "Green," cosa che ad oggi siamo lontani dal fabbisogno del nostro paese. In breve significa che ogni KW in più richiesto verrà prodotto con mezzi che inquinano restando sempre dipendenti da altri come il petrolio del resto, ma vale la pena avere restrizioni ragionevoli per poi magari spostare l'occupazione in "energia pulita al 100%"
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  • Un gradito segnale di ragionevolezza... Era ora!
  • Sarebbe sensato far applicare le normative antinquinamento attuale ovunque, invece mentre strozziamo l'industria e la società europea, magari giustamente perchè la salvaguardia dell'ambiente è un obiettivo che deve essere perseguito, lasciamo fare agli altri di tutto e di più sena nessuna cautela verso l'ambiente e le persone. Ma dei dazi che tengano conto dell'inquinamento prodotto per produrre e trasportare le cose, non sarebbero meglio? Magari ricominceremmo a produrre noi molti beni inquinando meno piuttosto che lasciarli fare in altri continenti dove oramai hanno avvelenato ogni fonte d'acqua e reso irrespirabile, ogni riferimento è puramente voluto.....
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  • E' molto più incerto e precario il futuro della UE che quello dei motori a combustione interna.
  • Speriamo che prevalga la ragionevolezza, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Con gli eFuels il futuro dei termici può essere garantito per sempre, in quanto più ecologici degli elettrici.
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  • Condivido il senso generale del discorso dal punto di vista occupazionale. Vedremo peró quali altre sorprese ci riserverà la natura nei prossimi anni, segue infatti un percorso autonomo rispetto alle logiche umane. E mi pare che stia reagendo male.
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  • Forse questa commissione eu sta mettendo la testa a posto ma solo perchè lo vogliono i franco/tedeschi. Il motore temico, con le attuali tecnologie, è la migliore soluzione. Si dimentica che l'elettrico, non inquina l'auto, ma inquina il processo di produzione dell'elettricità, le "energie alternative servono a poco. Poi molto dell'inquinamento delle zone abitate dipende dal riscaldamento, lo sappiamo e non da oggi, lo studiavamo ai corsi di specializzazione post laureagià 40 anni fa, ma non va di moda quindi non interessa.
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  • Ma quand'è che facciamo le normative Euro 1,2,3 ecc per il riscaldamento domestico? Voglio vedere, poi, quanti ambientalisti da bar fanno il carpiato doppio all'indietro e si riscoprono amici del gasolio
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  • aka "come proteggere meschinamente il mercato interno, rimanendo indifferenti ai problemi causati all'ambiente ed alla salute"... triste...
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  • Magari qualcuno tra le righe ha anche fatto notare che non serve a nulla passare da 0 a 100 km/h in 6 sec. per poi fermarsi dopo 300 km un'ora a caricare le batterie. Lo scoglio da superare perché l'elettrico possa diffondersi è inevitabilmente il miglioramento delle batterie in termini di peso, autonomia e soprattutto velocità di ricarica.
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  • Sembra una presa in giro ... NOx 30mg/km invece di 10, quando gli attuali benzina-mild-hybrid arrivano senza problemi a 2 - 3 mg/km❓Persino il 1.6 TDI della VW anche se quando si tratta di VW è legittimo avere dei dubiti = 12 mg/km ... il 3.0 biturbo della BMW senza tecnologia ibrida che equipaggia la Supra emette 11 mg/km NOx. Grazie ai filtri OPF persino l’attuale 911 Carrera emette 11 mg/km, il 2.0 TFSI OPF VW invece emette 32 mg/km mentre il 1.5 TFSI arriva a 10 mg/km … questi sono tutti dati misurati dalla ADAC secondo il ciclo WLTP. Alla fine tanto rumore per nulla, spariranno dei diesel che non dispongono di sistemi OPF validi, ma persino quel scatolone di Mercedes V 300 d equipaggiato con un motore 2.0 diesel senza alcuna tecnologia hybrid riesce a fare 16 mg/km, tanto rumore per nulla 🤷🏻‍♂️
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  • Direi che il settore auto è quello che più ha fatto, ad oggi, per limitare le emissioni di CO2 ed ossidi di azoto come osservato acutamente, le legge della fisica pongono limiti ad un certo punto invalicabili. Penso che la stessa attenzione dovrebbe d'ora in poi essere rivolta alle altre sorgenti di ossidi di azoto e CO2 come riscaldamento degli edifici (che per la presenza di una rete elettrica che li raggiunge b el si presta all'elettrificazione, ben più dell'auto la cui rete deve essere fatta quasi ex novo), allevamenti intensivi, specie di bovini, ed altro ancora. Il contributo che l'auto ancora può dare dovrebbe essere rappresentato da una limitazione nel suo utilizzo nelle grandi città ed in particolare nei centri storici: qui il problema non è rappresentato solo dalle emissioni, ma dall'ingombro fisico (metri quadrati occupati durante la cricolazione e la sosta) conseguente congestione: piene di BEV nella stessa misura in cui oggi sono piene di auto con motore termico sarebbero invivibili così come lo sono già oggi. Lo dico da appassionato dell'auto, con patente dal 1972, ma proprio consapevole delle virtù ma anche dei limiti della motorizzazione individuale, qualunque sia il tipo di powertrain utilizzato
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  • Ritengo giusto che si debbano emanare normative a salvaguardia della salute umana. Mi sembra che ci sia un eccessivo "accanimento" sulle emissioni delle autovetture che da indagini di Quattroruote contribuiscono per il 12%-14% delle intere attività umane. Non mi sembra che nei confronti di aerei, navi, riscaldamenti condominiali, allevamenti zootecnici, ecc. ci sia così tanto interesse sulle emissioni nonostante contribuiscano per l'88%-86% delle emissioni!!. Sono oltretutto gli stessi europei (e nazionali) amministratori pubblici che auspicano minori emissioni di CO2!!. Ci vorrebbe più coerenza ed impegno nel gestire la "cosa" pubblica.
  • chiù ibride pi tutti (cit.)
  • Bene, bisogna pianificare seriamente la transizione non imporre senza se e senza ma come avvenuto finora: Lo dico da fortunato possessore di EV.
  • Ma la lobby dei malati di tumori esiste?
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  • Finalmente qualcuno inizia ad utilizzare la testa evitando di cadere in ideologismi talebani. Non è possibile uccidere l'endotermico per il semplice fatto, come scritto nell'articolo, che ci troveremo milioni di disoccupati da una parte e l'invasione delle case automobilistiche asiatiche dall'altra comportando la fine della manifattura automobilistica europea intesa come di prorpietà di gruppo europei.