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Unione Europea
"Stop alla vendita di endotermiche dal 2035": anche la Volvo firma l'appello ambientalista

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"Stop alla vendita di endotermiche dal 2035": anche la Volvo firma l'appello ambientalista
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Stop alla vendita in Europa di nuovi veicoli a benzina, diesel e perfino ibridi entro il 2035. A chiederlo, in un appello pubblico indirizzato alla Commissione europea, all'Europarlamento e ai governi nazionali, sono al momento 32 aziende, organizzazioni e big player dei comparti automotive, energia, sanità e finanza, i quali hanno si sono uniti all'iniziativa dell'associazione ambientalista Transport & Environment: oltre ad Avere, Drive Electric, Egec Geothermal, European Public Health Alliance e ShareAction, il documento è stato firmato da 27 società tra cui figurano anche la Volvo, le italiane Enel X e Novamont, la Coca-Cola European Partners, la spagnola Iberdrola, le svedesi Ikea e Vattenfall, l’olandese Leaseplan, la francese Schneider Electric, la danese Novo Nordisk e la statunitense Uber.   

L’appello. "Quest'anno i legislatori europei devono concordare una nuova e più ambiziosa regolamentazione sul clima, per garantire che l’Unione europea faccia la sua parte nel dimezzare le emissioni globali entro il decennio. Fissare un obiettivo di CO2 per i costruttori di veicoli con emissioni di zero grammi per chilometro entro il 2035 sancirebbe l'eliminazione graduale delle auto a benzina e diesel (compresi gli ibridi)", sostengono le aziende firmatarie nell’appello, non lontano nei contenuti da una richiesta elaborata da nove Stati europei per chiedere di fissare una data di addio alle endotermiche. A giugno è previsto che la Commissione europea definisca i nuovi standard per il settore automobilistico da inquadrare nel pacchetto 'Fit for 55', con cui Bruxelles punta a tagliare le emissioni complessive di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e a raggiungere la cosiddetta carbon neutrality entro il 2050. La nuova normativa, a detta dei firmatari dell’appello, "metterebbe in moto una trasformazione sistemica e renderebbe la Ue leader globale in un settore chiave per un futuro a zero emissioni".

Le richieste Secondo le 32 realtà europee, i veicoli elettrici "offrono ora l'opportunità di sostituire i motori a combustione interna e inaugurare una nuova era di mobilità a zero emissioni", si legge ancora nell’appello, secondo cui "decretare lo stop alla vendita degli altri tipi di auto fornirebbe un chiaro segnale alle case automobilistiche, ai fornitori di infrastrutture di ricarica, al settore energetico e alle istituzioni finanziarie per fare gli investimenti necessari alla 'transizione'. Non mancano inviti analoghi a quelli rivolti alle istituzioni europee dall’associazione dei costruttori Acea e da numerosi manager del settore: utilizzare normative europee, nazionali e locali e in particolare la legge EU Alternative Fuels Infrastructure per sostenere la realizzazione di infrastrutture di ricarica; sostenere la riqualificazione e la formazione dei dipendenti dei costruttori e dei fornitori; introdurre modifiche alle leggi fiscali per aiutare consumatori e aziende ad adottare la mobilità elettrica.

La spinta di Volvo e Uber. L’unico costruttore ad aderire all’appello è la Volvo, che ha già annunciato l’intenzione di offrire al mercato solo Ev a partire dal 2030. "Pianificando di diventare un'azienda di auto completamente elettriche entro il 2030, la Volvo intende segnare il passo nella transizione verso la mobilità a zero emissioni all'interno del proprio settore", sottolinea il responsabile della sostenibilità Anders Kärrberg. "Tuttavia, per accelerare questa transizione sono necessari anche una chiara direzione e un sostegno da parte del governo. La Volvo è quindi lieta di unirsi a questo appello affinché la Commissione europea proponga una data di fine delle vendite di nuovi veicoli con motore a combustione interna nell'Ue entro il 2035. Sono inoltre cruciali ulteriori misure per aumentare la domanda dei consumatori europei per i veicoli elettrificati e il rapido sviluppo di un'infrastruttura di ricarica completa".  

COMMENTI

  • Queste incertezze sul futuro dell'endotermico contribuiscono a rimandare le decisioni, di conseguenza il mercato ristagna.
  • Se dovessero spostare le accise dei carburanti sul costo dell'elettricità per compensare le entrate erariali tenere acceso il frigorifero 24 ore o guardare la televisione costerà più che avere oggi una Bugatti.
  • Da vecchio appassionato di auto sportive da tempo ho deciso di tenermi a vita le mie amate endotermiche
  • Non vedo vero interesse ambientale in questo, solo opportunismo. Il powertrain elettrico apre, forse, opportunita' a chi adesso non puo' competere.
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  • Per forza, la proprietà di Volvo e cinese, e gli stessi producono circa il 90% di batterie per auto.....lo chiamerei ecologismo finanziario!
  • Comunicato di una casa che è già passata di mano non si sa quante volte ed ora è asiatica.. quindi sicuramente una tendenza da tenere in considerazione...
  • ha aderito solo Volvo per la sua nota incapacità di mettere motori endotermici decenti sul mercato. Oppure perchè è cinese. vedete voi. Poi bene, togliamo i tubi di scarico dalle città, così avremo la parvenza di vivere e respirare tutti aria sana, poi ci dimenticheremo di cosa inquina davvero, (è nella natura umana, soprattutto italiana, risolvere le emergenze e poi dimenticarsi delle soluzioni definitive), e avremo le centrali a carbone in Cina che gestiranno i picchi delle nostre ricariche mentre l'amazzonia diventerà gestione di McDonalds. Se volete inquinare meno mangiate meno bistecche, che è meglio...
  • Quindi una casa automobilistica nobile decaduta, che ha deciso una svolta spericolata, chiede che il mondo vada a supporto della sua svolta; al suo appello si uniscono Enel e Iberdrola (che combinazione vendono corrente elettrica), Ikea e CocaCola... manca sbirulino poi ci sono tutti...
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  • Un tempo cambiavo auto ogni 3 anni, oggi solo quando sono da rottamare, le nuove auto non mi piacciono. Ma se non faranno più Termiche vorrà dire che me le terrò a vita, tanto ho già auto storiche, quindi non ho problemi ad usarle. Anzi già ora sto pensando a ricomprare auto degli anni 80/90, da usare tutti i gg.
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  • In 15 anni cambio 3 macchine. Mi sembra di capire che la terza sarà elettrica.
  • A livello europeo se tutte le auto fossero a batterie sarebbe necessario un 15% in più di energia elettrica rispetto all'attuale consumo. Quindi il problema dell'elettricità non esiste.
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  • Lunga vita all'endotermico PURO !!! Sia esso benzina che diesel !!!
  • Non c'è sufficiente energia elettrica per caricare una conversione totale del parco circolante in elettrico. oggi, ne nel 2035 e non solamente da noi
  • Se non risolveranno a brevissimo termine la limitata autonomia, la lentezza di ricarica, la precoce obsolescenza con elevata svalutazione delle vetture tenendo bassi i costi dell'approvvigionamento elettrico la mobilità di massa di cui fino adesso abbiamo goduto diventerà privilegio per pochi.
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  • Quanto dura e quanto viene a costare una singola batteria? E in che maniera sarà prodotta l' energia elettrica necessaria?
  • Quando si accorgeranno di non venderle, forse cambieranno idea
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  • Anche nel 1973 prima crisi petrolifera leggevo sui giornali o sentivo in tv"entro inizio anni 2000 finirà il petrolio.." Siamo già nel 2021 !
  • tutte le case, complici normative, amministratori e, in parte, l'"ecologismo" danno come riferimento per la fine della "combustione interna" il '30/35, quindi da oggi in avanti, non essendoci più ricerca e sviluppo per i motori "tradizionali" ci sarà solo ibridizzazione o abbandono totale
  • Quando l'auto elettrica sarà materia di studio per gli storici, ma forse anche prima, emergeranno forse le azioni portate avanti dalle lobbies interessate, magari di nazionalità cinese. Mi viene in mente un vecchio detto. quando la storia si ripete, la tragedia si muta in farsa. Nel caso, sembra una ripetizione, farsesca perchè, per fortuna, non ci sono morti, di Monaco 1938. Dispiace solo che la miopia delle classi dirigenti europee ricadrà sulle spalle dei cittadini
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  • Comunicati stampa passati direttamente dalla proprietà cinese, immagino. A posteriori, ha perfettamente senso che i cinesi abbiano iniziato la loro penetrazione motoristica nel mercato europeo a partire da Volvo. Un perfetto mix di scarsa perizia motoristica, clientela sensibile alle tematiche ambientali, lavaggi di coscienza a buon mercato, scarsa o nulla enfasi sulle prestazioni, comunicazione pubblicitaria tutta orientata alla sicurezza ... ottima scelta davvero, non si poteva trovare una migliore testa di ponte per approcciare il Vecchio Continente.