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Tesla
Primo trimestre da record: utili e ricavi in forte crescita

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Primo trimestre da record: utili e ricavi in forte crescita
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Primo trimestre in grande spolvero per la Tesla. La Casa californiana ha infatti visto le principali voci del conto economico crescere su livelli record, superiori alle attese del mercato. Ciò è stato reso possibile dalle performance commerciali e, ancor di più, dal contributo di alcune attività estranee al core-business automobilistico: i sistemi di accumulo energetico, i crediti ambientali e i Bitcoin.

I numeri. Nello specifico, i ricavi trimestrali si sono attestati a 10,39 miliardi di dollari, in crescita di ben il 74% rispetto ai primi tre mesi dell'anno scorso e al di sopra dei 10,29 miliardi attesi, come previsione media, dagli analisti: ciò è accaduto anche per effetto di un balzo delle consegne del 110%. L'utile netto ha inoltre raggiunto il massimo storico di 438 milioni di dollari, contro i soli 16 milioni di un anno fa. Di conseguenza, l'utile per azione è passato da 23 a 93 centesimi di dollaro, a fronte dei 79 delle aspettative di mercato. Inoltre, l'utile operativo è migliorato del 110% a 594 milioni, per un margine in ascesa dal 4,7% al 5,7%, mentre l'Ebitda è cresciuto da 951 milioni a 1,841 miliardi, superando così il livello necessario per sbloccare un ulteriore pacchetto di opzioni per l'amministratore delegato Elon Musk. L'imprenditore sudafricano potrà ottenere nuove stock-option dal valore di 11 miliardi.

Crediti e Bitcoin. Per quanto i numeri siano superiori alle attese, il mercato è rimasto deluso da alcuni fattori specifici che rischiano di mettere in secondo piano i risultati raggiunti dal business automobilistico (i ricavi automotive sono saliti del 75% a 9 miliardi di dollari). Le vendite di crediti ambientali, che molti si aspettavano in calo rispetto all'ultima parte del 2020, sono aumentate fino a quota 518 milioni, dai 401 milioni del quarto trimestre dell'anno scorso e dai 354 milioni di un anno fa, mentre i servizi energetici hanno riscontrato un balzo dei ricavi di 293 milioni, raggiungendo i 494 milioni: ciò si deve anche alla controversa decisione di aumentare i prezzi degli impianti fotovoltaici del 50% e di imporre ai clienti l’obbligo di comprare anche le Powerwall. Inoltre, nel trimestre la Tesla ha generato plusvalenze per 101 milioni grazie al trading sul 10% di bitcoin acquistati da quando è stato annunciato l'investimento in criptovalute.

I ritardi. Non mancano ulteriori fattori negativi, a partire da un calo della liquidità, per effetto degli esborsi per 1,2 miliardi sostenuti per l'acquisto di criptovalute e del crollo della generazione di cassa. I flussi sono risultati positivi per 293 milioni, a fronte del dato negativo per 895 milioni di un anno fa, ma nel quarto trimestre erano arrivati a sfiorare gli 1,87 miliardi. Deludenti si sono rivelate anche alcune indicazioni sul fronte dell'espansione della gamma e della rete produttiva. Per esempio, non è ancora partita la produzione delle versioni aggiornate delle Model S e X, i due prodotti a maggior valore aggiunto nella gamma Tesla, che sarebbero dovute arrivare già a febbraio sulle catene di montaggio dell'impianto di Fremont, in California. L'amministratore delegato Elon Musk, nell'ammettere "problemi superiori alle previsioni", ha annunciato per maggio l'avvio delle consegne dell'ammiraglia e per il terzo trimestre quelle della Suv. D'altro canto, i ritardi sono anche ovvi, visti i problemi nelle forniture di componentistica che stanno interessando l'intero settore automobilistico. A tal proposito, il direttore finanziario Zachary Kirkhorn ha spiegato che i colli di bottiglia rimarranno una sfida impegnativa da affrontare per l'intero anno, anche se negli ultimi mesi la Tesla è riuscita a superare, in parte, la crisi dei semiconduttori individuando "rapidamente" fornitori alternativi.

Prospettive deludenti. Per quanto abbia confermato l'avvio delle attività produttive ad Austin, in Texas, per la fine dell'anno, la Tesla ha anche ammesso ritardi nel progetto della "gigafactory" di Grunheide, alle porte di Berlino. L'entrata in funzione dell'impianto tedesco, inizialmente prevista per luglio, viene ora indicata per la "fine del 2021", il che si potrebbe ripercuotere anche sull'introduzione dell'attesissima Model Y sul mercato europeo. Musk ha parlato di problemi anche per le celle 4680, che dovrebbero garantire autonomia e prestazioni migliorate per le batterie: al momento questa tecnologia non risulta ancora abbastanza affidabile e pertanto la produzione di serie delle batterie con questa tecnologia inizierà solo tra 12/18 mesi. Non mancano problemi in Cina, dove la produzione sta "progredendo bene" per la Model Y, ma ha subito un generale rallentamento che potrebbe prolungarsi anche fino al terzo trimestre, mentre, sul fronte dei prezzi, una riduzione dei listini legata al calo delle vendite delle Model S e X è solo in parte compensata dal taglio dei costi. Infine, sono risultate deludenti le previsioni per il 2021: la Tesla punta a una crescita delle consegne di oltre il 50% rispetto alle 500 mila del 2020. In tal caso, i volumi dovrebbero arrivare a 750 mila unità, ma nei mesi scorsi Musk aveva suggerito la possibilità di raggiungere vendite per un quantitativo compreso 840 mila e il milione di esemplari. 

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