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Silk-Faw
Felisa nel team, tre Comuni in lizza per la fabbrica nella Motor Valley

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Felisa nel team, tre Comuni in lizza per la fabbrica nella Motor Valley
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Dopo Walter De Silva un altro nome di spicco del settore automobilistico italiano entra nel team della Silk-Faw, la joint venture intenzionata a realizzare nella Motor Valley emiliana una fabbrica per la produzione di auto elettriche. Amedeo Felisa, storico dirigente della Ferrari e grande protagonista del rilancio del Cavallino Rampante sotto la presidenza di Luca di Montezemolo, è stato nominato consulente speciale del presidente Jonathan Krane e membro del Senior Advisory Board. Felisa guiderà la definizione della strategia globale della società e supervisionerà l’esecuzione di tutte le fasi del business plan di un progetto arrivato ormai alle strette finali nella scelta del sito per la produzione dei modelli. 

I comuni in pole. Secondo quanto ricostruito da Quattroruote, la joint venture, di concerto con le autorità locali e in particolare con la Regione Emilia-Romagna, avrebbe intenzione di chiudere nel giro di due o tre settimane - e comunque entro la metà di maggio - la procedura di scelta del comune destinato a ospitare la fabbrica. Al momento, i responsabili del progetto avrebbero definito una short list di aree nell’hinterland di Modena, Reggio Emilia e Imola. Quest’ultima, dove sarebbero state esaminate un paio di aree, è improbabile che venga scelta (nonostante le forti tradizioni motoristiche non rientra nel perimetro della Motor Valley) e pertanto la decisione dovrebbe riguardare i territori modenese e reggiano. Negli ultimi giorni, tra l’altro, è spuntata l’ipotesi di Castelfranco Emilia, comune alle porte di Modena e non distante da Bologna. "Agli inizi di marzo, gli investitori e la Regione ci hanno chiesto la disponibilità all'investimento sul sito”, ha affermato il sindaco Giovanni Gargano all’agenzia Dire. "Lo hanno chiesto a noi e ad altri Comuni della provincia e dell'Emilia-Romagna, in realtà, nel territorio della città di Modena e anche in quello tra Imola e Faenza".

Il progetto. La joint venture ha in programma di investire più di un miliardo di euro per realizzare strutture dedicate alla progettazione, all'ingegnerizzazione e alla produzione di vetture elettriche e ibride plug-in di alta gamma a marchio Hongqi. La prima auto è già stata presentata al Salone di Shanghai: è la S9 firmata da De Silva. Sarà prodotta in Italia dal 2022 e sarà successivamente affiancata da altri due modelli, la S7 e la S5, mentre altri due, per ora non meglio precisati, saranno assemblati in un impianto gemello da costruire in Cina. Le attività produttive italiane sono destinate a impiegare diverse centinaia di lavoratori e pertanto sono di particolare interesse soprattutto per la Regione Emilia Romagna, con la quale è stata firmata una lettera d’intenti per definire le tappe e la piattaforma operativa di un progetto di ancor più ampio respiro: si punta a porre le basi per la nascita di un vero e proprio hub dell'auto elettrica, facendo leva sulle competenze e il patrimonio storico della Motor Valley modenese. Non a caso, la joint venture ha in programma di aprire un centro di ricerca e sviluppo in grado sfruttare anche legami con gli atenei locali e i tanti fornitori di eccellenza presenti sul territorio. Tra questi spicca la Dallara, che sarà coinvolta per lo sviluppo dei telai e dell’aerodinamica dei veicoli.

Le parole di Felisa. Il progetto, per quanto finanziato e condotto da statunitensi e cinesi, ha una forte componente italiana. Lo dimostrano le responsabilità affidate a De Silva e Felisa. Se al designer lecchese è stata affidata la supervisione del design e della progettazione dell'intera linea della serie Hongqi ’S’, al manager milanese toccherà guidare il programma di lancio. "Sono entusiasta - ha commentato l’ex Ferrari - di entrare a far parte di Silk-Faw. La mia passione per le vetture ad alte prestazioni mi porta ad accogliere con grande favore l’opportunità di lavorare con Silk-Faw per sviluppare la prossima generazione di vetture premium. Il nostro investimento nella Motor Valley costituisce per l’area un contributo di lungo periodo. Stiamo attraendo i migliori talenti dell’ingegneria e del settore automotive, grazie ai quali, attraverso la nuova serie “S” di Hongqi, accresceremo il livello delle abilità a livello ingegneristico e tecnico per un prodotto di lusso in Cina. Non vedo l'ora di lavorare con tutto il team per produrre vetture sportive di elevata qualità sia per il mercato cinese sia per quello globale”.

COMMENTI

  • Mi piace la frase "attirare risorse dagli atenei e dalla zona" Io penso che contattino soprattutto chi ha già un lavoro consolidato nelle realtà locali.
  • Peccato non prendano la Fabbrica Blu di Campogalliano.
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  • Vi ricordo che la Faw-Volkswagen è quella partnership "che fa vedere" Vag in Cina. Ma aiuti statali per questa fabbrica non ce ne sono?
  • Felisa e' un ottimo capitano -forse qui avra' piu' ruolo ambasciatoriale e di consulenza. In ogni caso il predominio cinese e del caso isolato TESLA sulla tecnologia EV e' fuori discussione. Noi altri, cavallino incluso, stiamo a seguire. Automobili Estrema potrebbe stupirci -attendo con trepidazione.
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  • Piú che dargli aiuti, gli farei pagare una tassa extra, per mettersi il bollino "Made in Motor Valley". Qualcuno si ricorda della barzelletta della Lamborghini che produce in Slovacchia. Ci ha creduto solo Renzi e gli ha dato pure 60 mln (giusto perché non erano soldi suoi)
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  • Felisa..Spero non finisca come Termini Imerese !
  • Bisognerebbe valutare bene un ingresso di capitali Cinesi nella motor valley modenese , potrebbe essere il classico cavallo di Troia...