Industria e Finanza

Silk-Faw
Reggio Emilia in pole per la fabbrica, a breve l’annuncio

Silk-Faw
Reggio Emilia in pole per la fabbrica, a breve l’annuncio
Chiudi

Reggio Emilia sarebbe riuscita a vincere la concorrenza di altre città dell’Emilia-Romagna per la localizzazione dalla fabbrica di auto elettriche della Silk-Faw. Secondo le informazioni raccolte da Quattroruote, la joint venture tra gli statunitensi della Silk Ev e i cinesi della Faw avrebbe scelto l’area industriale delle ex Officine Meccaniche Reggiane (OMR) per realizzare il suo polo produttivo e un centro di ricerca e sviluppo.

Le altre candidate. La città del Tricolore avrebbe quindi battuto la concorrenza di alcune aree dei territori di Modena e Imola: la posizione di quest’ultima è parsa comunque più defilata e improbabile, mentre le OMR erano già spuntate tra le ipotesi di localizzazione poco dopo gli accordi firmati con la Regione Emilia-Romagna. Sotto esame sarebbe finito anche l’impianto di Campogalliano, dove Romano Artioli ha tentato il rilancio della Bugatti una trentina di anni fa. Del resto, la joint venture ha fin dall’inizio messo nel mirino un’area nel cuore della Motor Valley, il distretto tra Modena e Bologna contraddistinto da una pervasiva presenza di eccellenze del mondo dei motori, come Ferrari, Lamborghini e Maserati. La Valle dei Motori travalica comunque i confini geografici tradizionali per abbracciare tante realtà che fanno dell’intera Emilia-Romagna un polo di riferimento mondiale per le quattro e le due ruote: per esempio, una delle eccellenze più note come la Dallara si trova a Varano de’ Melegari, nel parmense, mentre a Cento, nel ferrarese, c’è la VM Motori del gruppo Stellantis e a Faenza, nel ravennate, ha la sua sede la Scuderia Alpha Tauri, erede della Minardi. Insomma, si tratta di una vasta area che fa leva su tradizione, passione e competenze sparse sul territorio, legate indissolubilmente al settore della meccanica di precisione.

2021-Officine-Meccaniche-Reggiane-04

Le ex Reggiane. E proprio la meccanica è uno dei fiori all’occhiello di Reggio Emilia, dove la Silk-Faw avrebbe individuato l’area delle ex Reggiane quale sito più adatto per realizzare sia la fabbrica, sia il centro di ricerca. Si tratta di un ex polo industriale con oltre 260 mila metri quadrati di spazi liberi, per due terzi ancora dismessi: attualmente è oggetto di un progetto di riqualificazione avviato su iniziativa del Comune e dell’utility Iren con la collaborazione della Intrum, una società specializzata nel recupero crediti e nella gestione di sofferenze bancarie (l’area era della Fantuzzi immobiliare, finita in liquidazione e quindi passata sotto la proprietà di alcuni istituti di credito). In mano a quest’ultima ci sarebbero 100 mila metri quadrati, un tempo occupati dagli ex uffici delle Reggiane, che la joint venture avrebbe scelto per il suo progetto dopo aver mostrato un primo interesse già alcuni mesi fa. Tra l’altro, ci sarebbe già uno stretto legame tra Reggio Emilia e uno dei promotori della joint venture: secondo la stampa locale, infatti, la Silk EV avrebbe sede, in via provvisoria, nella zona industriale di Corte Tegge, all’interno dei capannoni dell’austriaca Avl.

Annuncio a breve. Per l’ufficializzazione della scelta di Reggio Emilia non bisognerà aspettare molti giorni. L’annuncio dovrebbe arrivare tra lunedì e martedì della prossima settimana. Dopo di che partirà una nuova fase, più operativa, di un progetto che prevede investimenti per oltre un miliardo e la creazione di migliaia di posti di lavoro (si parla dell’assunzione diretta di 1.500-2.000 persone, con altre 5.000 impiegate nell’indotto). Nel giro di due anni, il sito dovrebbe sfornare diversi veicoli ibridi ed elettrici a marchio Hongqi, a partire dalla hypercar S9 affidata alla matita di uno dei più famosi designer al mondo, Walter De Silva. Per il lancio della sportiva la Silk-Faw punta a sfruttare le competenze manageriali di Amedeo Felisa, il dirigente milanese protagonista del rilancio della Ferrari sotto la presidenza Montezemolo.

COMMENTI

  • Di solito una volta finiti gli incentivi della regione/stato ecc... scappano tutti. Chissa' perche' ? Forse qualche domanda dovreste farvela in Itaglia. Quando disintegrerete completamente il sistema giudiziario e burocratico Italiano che tiene lontani i capitali allora ne riparliamo ma dubito succeda. Troppe protezioni politiche da troppi decenni. Rassegnatevi non cambiera' mai nulla. Galleggerete per sempre elemosinando la pieta' dell' Europa da cui non avrete mai il coraggio di staccarvi.
     Leggi le risposte
  • Spero che l'iniziativa vada a buon fine, anche per consentire il recupero di un'area degradata
  • Isotta Fraschini, DeTomaso, FaradayFuture. Eppure, dentro un cumenda come me, ancora e' accesa la speranza che ci siano imprenditori ben motivati e finanziati. E di ritorno, spero gli amministratori non si calino le braghe di fronte agli sconosciuti.
  • La scelta ex Reggiane è ottima anche per la posizione dietro la stazione dove un tempo venivano fabbricate locomotive e vapore e pertanto potrebbe essere raccordata alla ferrovia storica BO-MI anche per portare via treno i componenti e anche vetture finite dal momento che come elettrica"rispetta l'ambiente.." o almeno così le pubblicizzano.
  • Alla fine, come detto in precedenza, si tratta di una gara tra enti locali a chi offre di più a livello logistico, fiscale e burocratico (magari con impegni non scritti a chiudere un occhio su controlli e carte bollate). Ora c'è solo da augurarsi che sia un'iniziativa imprenditoriale seria e non punti ad intascare denaro pubblico e poi darsela a gambe come purtroppo si è visto fare fin troppe volte...
     Leggi le risposte