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Stellantis
Nuovo stop a Melfi: pesano il calo della domanda e la carenza di semiconduttori

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Nuovo stop a Melfi: pesano il calo della domanda e la carenza di semiconduttori
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Nuovo fermo produttivo per lo stabilimento automobilistico di Melfi: il gruppo Stellantis ha deciso di sospendere le attività fino al 10 maggio, attivando la cassa integrazione per i circa 7 mila lavoratori del sito industriale lucano.

I motivi. Lo stop, secondo quanto spiegato ai sindacati, è legato sostanzialmente a due motivi: il calo della domanda e soprattutto la carenza di semiconduttori. La crisi dei chip, in fase di peggioramento, stando anche agli ultimi allarmi lanciati dalla Volkswagen, sta penalizzando l’intero settore automobilistico: in Europa sono sempre più frequenti le sospensioni delle attività produttive e i costruttori sono condizionati da ritardi nelle forniture di componenti essenziali, quali i microcontrollori e i microprocessori. A Melfi, da inizio anno si tratta dell’ennesimo fermo delle attività per le catene di montaggio delle Jeep Compass e Renegade e della Fiat 500X

Anche la Ford si blocca in Europa. A causa della crisi dei chip, le interruzioni della produzione sono un problema ormai all’ordine del giorno per le Case automobilistiche. L’ultimo esempio in ordine cronologico riguarda la Ford, che ha di fatto sospeso le attività e programmato riduzioni dell’orario di lavoro in quasi tutte le sue fabbriche europee. Gli stop erano già programmati, ma “poiché la crisi non si sta allentando” ha spiegato un portavoce dell'Ovale blu ad Automobilwoche, i tempi “saranno più lunghi” del previsto. Così, la linea di produzione della Fiesta, a Colonia, si fermerà fino agli inizi di luglio, tranne che per una settimana nel corso del mese di giugno. Anche le fabbriche di Saarlouis in Germania, dove si produce la Focus, di Valencia in Spagna (S-Max, Galaxy e Mondeo) e di Kocaeli in Turchia (Transit e Transit Custom) sono interessate da problemi simili. La Ford, reduce da un fermo delle linee anche nel mese di aprile, dichiara di aver programmato “nel miglior modo possibile” un recupero della produzione persa, e che darà la priorità ai veicoli già ordinati dai clienti.

COMMENTI

  • Ormai è solo un diversivo la produzione di auto, per rubare fondi alle casse dello Stato... un’azienda che non produce nulla ed è solo un peso sulle spalle dei cittadini che pagano con le proprie tasse degli industriali che agiscono solo nei propri interessi, di sicuro non l’innovazione automobilistica. Tutti i tentativi di salvare FIAT saranno inutili poiché è la stessa che non vuole essere salvata per usufruire sempre dei fondi pubblici... che vergogna FIAT!
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  • Cruda verità, Vin Leo. Sono dei senza vergogna!
  • Ecco diciamolo chiaro, io è dalla scorsa settimana che sto cercando di spiegarlo a Pic nell'altro articolo che la carenza di Chip è una coincidenza che viene buona alla ex FCA per continuare a fare ciò che già facevano nei mesi precedenti, cioè chiudere gli impianti e mettere i dipendenti in CIG pagati dalla collettività..... Ben diverso da chi chiude solo oggi perchè gli mancano le forniture....
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