Industria e Finanza

Nissan
Bilancio in perdita per il terzo anno consecutivo

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Bilancio in perdita per il terzo anno consecutivo
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La Nissan continua a chiudere i suoi bilanci in rosso nonostante il programma di ristrutturazione avviato negli anni scorsi. Nell’esercizio fiscale al 31 marzo (in Giappone i bilanci annuali delle grandi imprese non coincidono con il calendario solare) la Casa di Yokohama ha registrato una perdita netta di 448,7 miliardi di yen (3,39 miliardi di euro), comunque in miglioramento rispetto ai 671,2 miliardi di yen di perdite registrate un anno fa. Per la Nissan si tratta del terzo esercizio di fila chiuso in rosso, a dimostrazione di un piano di rilancio ancora lento nel produrre benefici tangibili. 

Male la perdita operativa. D’altro canto, il bilancio annuale ha patito le conseguenze della pandemia del coronavirus e, almeno per ora, non ha tratto vantaggi dalle nuove strategie incentrate sull’ottimizzazione dei canali commerciali e della qualità delle vendite (rispetto al passato si privilegiano i concessionari e si riducono le promozioni e le scorte). I primi risultati positivi sono stati comunque riscontrati a partire dallo scorso autunno, con i ricavi del periodo gennaio-marzo nettamente superiori a quelli degli ultimi tre mesi dell’anno scorso. Inoltre la Nissan è riuscita a superare le sue attese sul fronte del taglio dei costi con oltre 350 miliardi di yen di spese in meno. Non è però bastato ad annullare le ripercussioni del Covid-19 anche perché negli ultimi mesi si sono aggiunte le conseguenze della crisi dei chip sul fronte produttivo: l’esercizio ha visto i ricavi scendere da 9.879 miliardi a 7.863 miliardi, mentre la perdita operativa è peggiorata da 40,5 miliardi a 150,7 miliardi, il peggior dato degli ultimi dodici anni. Inoltre il business automobilistico ha bruciato cassa per 391 miliardi, il che spiega anche la recente decisione di cedere l’intera partecipazione detenuta nel capitale della Daimler per reperire risorse da destinare, in parte, all’elettrificazione della gamma. 

Le prospettive. Come detto, il quarto trimestre ha comunque mostrato dei miglioramento in virtù anche della generalizzata ripresa dei mercati di cui stanno beneficiando quasi tutti i maggiori costruttori automobilistici. I ricavi del trimestre gennaio-marzo sono passati dai 2.372 miliardi di un anno fa a 2.545 miliardi, la perdita operativa da 95 miliardi a 19 miliardi e la perdita netta da 719,5 a 81 miliardi. A pagarne le conseguenze sarà anche il maggior azionista: la Renault, titolare di oltre il 43% del capitale, contabilizzerà un impatto negativo per 73 milioni di euro nel conto economico dei primi tre mesi dell’anno. La Nissan conta di proseguire lungo il percorso intrapreso nella parte finale dell’anno scorso ma, anche in questo caso e salvo sorprese, i miglioramenti non saranno sufficienti a invertire la rotta: la Casa di Yokohama prevede di chiudere l’anno con un'altra perdita di 60 miliardi di yen, mentre i ricavi dovrebbero attestarsi a 9.100 miliardi e la redditività operativa dovrebbe raggiungere il pareggio.

COMMENTI

  • Il problema è uno solo..c'è troppa produzione rispetto la richiesta , sono troppe le fabbriche che la lavorano sotto il 50% del programmato , devono sparire marchi generalisti ci sono troppi doppioni...
  • Nissan è in crisi soprattutto in Nord America da almeno un lustro, loro mercato principale. E non si espandono né in Cina né in Giappone. Sembrano aver perso mordente, il problema va affrontato alla fonte - a Yokohama.
  • Aver fatto fuori Carlos Ghosn, non ha pagato come speravano i dirigenti Japponesi, averli aiutati ad uscire dal pantano ha generato solo dei Caini, e adesso la pagano (cara)
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