Industria e Finanza

Lamborghini
Spunta un’offerta d’acquisto da 7,5 miliardi di euro

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Spunta un’offerta d’acquisto da 7,5 miliardi di euro
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Un consorzio di investitori anglo-svizzero avrebbe inviato al gruppo Volkswagen un’offerta da 7,5 miliardi di euro per acquisire la Lamborghini. Lo rivela la rivista britannica Autocar, affermando di aver visionato la documentazione allegata alla proposta non vincolante formulata in una lettera d’intenti spedita ai tedeschi all’inizio di maggio. L’offerta, a quanto pare già rifiutata, sarebbe stata presentata da Quantum Group, una holding di nuova costituzione con sede a Zurigo, che avrebbe formato un’alleanza con la società londinese Centricus Asset Management. Quantum Group, che per le sue strategie di investimento considera centrale l’acquisto della Lamborghini (comprese la sua storica sede produttiva di Sant'Agata Bolognese e le attività sportive motorsport), è rappresentata da Rea Stark, tra i fondatori della Piëch Automotive insieme ad Anton Piëch, figlio dell’ex patron del gruppo tedesco Ferdinand Piëch.

L’offerta. Al momento, Quantum Group starebbe tentando di aprire un canale di contatto con i dirigenti del gruppo Volkswagen, primo passo formale per avviare la due diligence sull’azienda italiana. I vertici di Wolfsburg, tra cui l’amministratore delegato Herber Diess e il responsabile dell’Audi (controllante diretta della Lamborghini), Markus Duesmann, sarebbero già a conoscenza dell’offerta. Secondo la visione del consorzio, il marchio Lamborghini dovrebbe diventare "la punta di diamante per l'innovazione tramite la costante implementazione di nuove tecnologie motoristiche pulite"; sarebbe, inoltre, previsto l’avvio di una partnership strategica tra Quantum Group e il Gruppo Volkswagen per le future attività della Casa del Toro, che andrebbe a riguardare un contratto di fornitura quinquennale con l’Audi, la condivisione della proprietà intellettuale e della tecnologia dei veicoli elettrici, e l'istituzione di un Advanced Automotive Innovation Center nel Land della Bassa Sassonia per lo sviluppo e la produzione di celle e pacchi batteria, tecnologie per la guida autonoma, carburanti sintetici e idrogeno.

Il piano industriale. Quantum avrebbe intenzione di mantenere l’attuale management della Lamborghini e fornire garanzie occupazionali per tutti i dipendenti per un periodo massimo di cinque anni. Nei piani, si punterebbe anche a creare almeno 850 nuovi posti di lavoro in Germania, attraverso l'istituzione del centro di innovazione. Il consorzio anglo-svizzero vuole anche aumentare i volumi produttivi e lanciare un’elettrica già entro il 2025, in anticipo rispetto a quanto prefigurato dall'ultimo piano.

Il nein di Ingolstadt. Come detto, la proposta è stata rigettata da Ingolstadt: un portavoce, infatti, ha replicato alla stessa Autocar che la "Lamborghini non è in vendita". In ogni caso, non è la prima volta che la Casa emiliana finisce al centro di ipotesi di cessione. Lo scorso autunno è spuntata la possibilità di una quotazione in Borsa, in parte confermata da Diess: per quest'ultimo, infatti, sarebbe necessario intervenire sulla struttura legale della società italiana prima di procedere con un eventuale scorporo. Detto questo, lo scorso dicembre il consiglio di sorveglianza del gruppo di Wolfsburg ha bocciato ancora una volta qualsiasi proposta di vendita presentata dal management, così come l’ipotesi di un trasferimento della proprietà rispetto all’attuale posizione sotto l’ombrello dell’Audi. 

COMMENTI

  • Praticamente l'offerta prevede di spostare tutta la parte di valore in Germania. Va bene che è già così, però è uno dei tanti segnali di quanto conti il nostro Paese
  • La famiglia Porsche dovrebbe vendere subito l'azienda ai "svizzeri" danarosi, senza pensarci su due volte. La Lamborghini per generare 7.5 miliardi di guadagni netti ci impiega almeno 20 anni. Rifiutare l'offerta è da stupidi ...
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  • Certo che il gruppo Volswagen pagandola nel 1998 100 miliardi di lire ,cioè 50 milioni di euro ed ora vale 160 volte tanto, alla faccia della plusvalenza. Complimenti a Ferdinand Piech che all'epoca aveva voluto l'affare.
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  • Uff, sta famiglia Porsche e derivati continuano con questi intrecci. Prima il ramo Piech vuole comprare il ramo Porsche, poi il ramo Porsche vuole comprare il ramo Piech. Ora assieme, spuntano i rametti laterali, con il figlio di Piech che si vuole comprare un ramo del gruppo. Uff. Quella famiglia e le loro società sono veramente un mare in tempesta.
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