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Nuove voci sui progetti nell'auto: trattative con Catl e Byd per la fornitura di batterie

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Nuove voci sui progetti nell'auto: trattative con Catl e Byd per la fornitura di batterie
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Nuove indiscrezioni di stampa sono emerse sul fantomatico progetto della Apple Car: secondo la Reuters, la multinazionale di Cupertino avrebbe avviato trattative con le società cinesi Catl e Byd per la fornitura di batterie destinate al suo futuro veicolo elettrico e a guida autonoma. In base alle ricostruzioni dell'agenzia britannica, la multinazionale californiana avrebbe però posto nelle negoziazioni una condizione di difficile realizzazione alla luce delle attuali tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti: per diventare fornitrici della Apple, le due aziende dovranno realizzare una fabbrica sul territorio statunitense. 

Nessuna conferma. La Reuters, come da prassi, mette comunque in guardia sull’esito delle discussioni: le trattative, infatti, sono in una fase preliminare e soggette a eventuali modifiche, dunque non ci sono garanzie su un loro eventuale esito positivo. La Apple ha mantenuto il suo tipico riserbo, preferendo non commentare le ennesime indiscrezioni su un progetto avvolto da anni da un alone di mistero, al punto da indurre a dubitare che la Apple lo stia effettivamente portando avanti. Anche Catl e Byd non hanno voluto rilasciare commenti sulla questione. 

Gli ostacoli. Oltre alle due aziende cinesi, per il momento non sono emersi i nomi di ulteriori controparti in contatto con la Apple. Di certo, la condizione posta dalla multinazionale potrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, tale da lasciare campo aperto ad altri produttori di batterie: la Catl, per esempio, sembra riluttante ad accettare il diktat della Apple a causa delle tensioni geopolitiche in atto ormai da anni tra Pechino e Washington. Analogo discorso vale per la Byd, anche se quest’ultima potrebbe far leva su un suo importante azionista, la Berkshire Hathaway del miliardario statunitense Warren Buffett. Un altro ostacolo nelle trattative sarebbe rappresentato dalle preferenze della Apple in materia di batterie: a Cupertino, infatti, sarebbero propensi a privilegiare accumulatori al litio ferro fosfato per ridurre i costi di produzione (attualmente il ferro costa meno del nichel o del cobalto ed è di più facile smaltimento) e soprattutto a sfruttare una tecnologia sviluppata internamente e basata su una configurazione a “monocella”, in grado di aumentare lo spazio destinato agli elementi chimici attivi e quindi capace di migliorare le performance in termini di durata e tempi di ricarica.

I silenzi sul progetto. La Apple Car dovrebbe debuttare sul mercato nel 2024 ma si tratta, anche in questo caso, di indiscrezioni mai confermate né commentate da Cupertino. Del resto, la multinazionale della Mela morsicata non ha alcuna intenzione di fornire dettagli sui suoi potenziali progetti nel campo dell'automotive: stando alle ricostruzioni, infatti, l’anno scorso le trattative su un contratto di produzione con il gruppo Hyundai/Kia sono saltate proprio perché la Apple non ha gradito le anticipazioni uscite a un passo dalla firma dei contratti. In realtà, sembra che l’ostacolo maggiore sia stato rappresentato, da una parte, dalla tradizionale ritrosia della Apple a condividere segreti industriali e, dall’altra, dalla riluttanza dei coreani a diventare dei semplici produttori per conto terzi.  

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