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Stellantis
Il governo studia diverse opzioni per la "gigafactory" italiana

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Il governo studia diverse opzioni per la "gigafactory" italiana
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Il gruppo Stellantis ha tutta l’intenzione di realizzare una delle sue "gigafactory" in Italia e il governo sta valutando una serie di opzioni per assicurarsi il relativo investimento multimiliardario, battendo così la concorrenza di altri Paesi europei. In particolare, secondo la Reuters, l’esecutivo Draghi punterebbe ad aumentare fino a 1 miliardo di euro le risorse pubbliche e private necessarie per sostenere il progetto della fabbrica di batterie sul territorio nazionale. 

I progetti. Tramite la Automotive Cells Company (ACC), la joint venture con la compagnia petrolifera Total per la produzione di batterie, il gruppo automobilistico ha intenzione di dotarsi, per il 2030, di una capacità produttiva di 250 GWh, grazie ad almeno una decina di impianti sparsi tra Stati Uniti, Cina ed Europa. Due di questi sono previsti a Douvrin (Francia) e a Kaiserslautern (Germania): saranno realizzati grazie a investimenti complessivi per 5 miliardi di euro e produrranno 48 GWh di accumulatori l’anno per consentire l’assemblaggio di 1 milioni di veicoli elettrici. Per conoscere gli altri siti non bisognerà aspettare molto: durante l'‘Electrification Day’ dell’8 luglio prossimo, infatti, i vertici aziendali dovrebbe svelare l’ubicazione delle "gigafactory", una delle quali, forse, sarà in Italia. In tale quadro vanno letti i diversi incontri (almeno cinque) tra i vertici dell’ACC e alcuni importanti rappresentanti istituzionali italiani: il 23 aprile scorso, per esempio, si sarebbe svolto un incontro tra l’amministratore delegato Yann Vincent, il direttore operativo Jean Baptiste Pernot e il ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, una delle figure chiavi del Pnrr il piano presentato alla Commissione Europea per ottenere gli oltre 200 miliardi di euro assicurati all’Italia dal Recovery Fund. 

Le strategie del governo. Il piano prevede circa 600 milioni di euro di fondi pubblici per sostenere la costruzione, entro il 2030, per la costruzione in Italia di una fabbrica di batterie da 37 GWh e capace di impiegare una forza lavoro di 500 persone. Tuttavia, il governo punta ad aumentare le risorse fino ad almeno 1 miliardo di euro attirando l’interesse di investitori industriali e finanziari. In sostanza, secondo la Reuters, a Roma si mira a istituire un "grande partenariato pubblico-privato (PPP)”con una presenza forte di Stellantis. Dal canto suo, il gruppo automobilistico si sarebbe reso disponibile ad assumere un ruolo di primo piano in un progetto che, in ogni caso, dovrà ottenere il via libera della Commissione europea e affrontare la seria concorrenza di diversi Paesi europei: tra i più attivi c’è, per esempio, la Spagna che sta facendo di tutto per attrarre gli investimenti necessari per realizzare fabbriche di accumulatori e promuovere la mobilità elettrica grazie ai fondi garantiti dalla Ue. 

COMMENTI

  • Ci risiamo! ..... il recente prestito verso la FCA di 6.3 MLD € con garanzia della SACE doveva essere finalizzato all'incremento delle attività industriali in italia, cosa che invece sappiamo bene fino ad ora non essere avvenuta, ed anzi si è incrementato il ricorso alla cassa integrazione straordinaria (sempre pagata dallo stato). Ora per localizzare nello stivale la fabbrica delle batterie deve di nuovo intervenire il governo con, manco a dirlo, corpose iniezioni di denaro pubblico. Allora sarebbe ora di dire basta a questo stillicidio, la fabbrica devono farla nello stivale in cambio di quanto già ricevuto e non in base a quanto si intascheranno prossimamente. Possibile che cambiano i governi ma nessuno "inchioda" questa famiglia di dissoluti parassiti di fronte alle proprie responsabilità???
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  • Vedremo chi la spunterà tra Italia e Spagna. Speriamo bene 👍