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Giorgetti
"L'auto e Stellantis al centro della politica industriale, tavolo automotive il 23 giugno"

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"L'auto e Stellantis al centro della politica industriale, tavolo automotive il 23 giugno"
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Le associazioni di rappresentanza del settore e i sindacati lo richiedevano da tempo, e ora hanno avuto una risposta: il tavolo per il comparto automobilistico è stato convocato per il 23 giugno prossimo. A rivelarlo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, durante un question time alla Camera, nel giorno seguente l’incontro al Mise con i vertici di Stellantis e i rappresentanti dei lavoratori. “Il 23 giugno - ha precisato il ministro - ci sarà un tavolo automotive, allargato a tutto l'indotto. Non finisce, quindi, il confronto tra azienda, sindacati e governo. Sicuramente intendiamo fare la nostra parte perché l'automotive e il ruolo di Stellantis siano il cuore della politica industriale del Paese'’. 

L’impegno a Melfi. Giorgetti, poi, è tornato a parlare del vertice di ieri, 15 agosto, con i rappresentanti di Stellantis e dei sindacati, concluso con soddisfazione da parte di tutti i partecipanti, anche per via di alcune novità annunciate sul futuro dell’impianto lucano di Melfi. “Ieri - ha affermato Giorgetti - abbiamo ricordato che ci sono degli impegni assunti dall’azienda, e l'azienda ha confermato i 5 miliardi di investimenti. L'incontro è stato fondamentale per la realtà di Melfi, che è l'impianto di Stellantis tecnologicamente più avanzato in Italia e che sarà destinato per primo alla produzione di macchine elettriche”. 

"La ‘gigafactory’ sia localizzata in Italia". "Sulla realtà di Melfi, Stellantis ha ribadito la vocazione territoriale: c’è la volontà di investire seriamente anche per quanto riguarda le innovazioni di prodotto. Tuttavia - ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico - ciò non significa che il problema sia risolto, perché evidentemente partirà una trattativa sindacale sull'organizzazione e la riorganizzazione aziendale connessa alla chiusura di una linea”. Giorgetti ha poi sottolineato come un confronto sia stato chiesto anche su altri temi, "come la scelta di localizzare in Italia la produzione di batterie. Ribadendo, a tal proposito, che "per una serie di motivi e di interessi" il governo si attende che questa "sia localizzata in Italia" e aspetta una decisione da parte dell'azienda. 

COMMENTI

  • Fanno tante chiacchiere questi politici di (chiamiamolo) nuovo corso, ma temo concretamente che anche stavolta finirà com'è sempre finita, cioè lo stato paga, direttamente o indirettamente come nel caso delle recenti garanzie sul prestito SACE, l'azienda incassa con la promessa di creare valore sul territorio, promessa che poi viene puntualmente disattesa come la ormai decisa chiusura della seconda linea di montaggio di Melfi e il ridimensionamento di Grugliasco stanno a dimostrare ancora una volta...
  • Sarebbe il caso che l'Italia faccia sentire la sua voce, da una parte perché la Francia la fa sentire bella alta (è azionista) e dall'altra perché a forza di CIG siamo più azionisti noi di Fiat che gli Agnelli
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  • Fu fabbriche in italia sono d'accordo, ma che le auto nei prossimi anni siano tutte elettriche non ci credo