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Zipse: “Attenzione ad abbandonare troppo presto le endotermiche”

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Zipse: “Attenzione ad abbandonare troppo presto le endotermiche”
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Il gruppo BMW ha in programma di lanciare diversi modelli elettrici nei prossimi anni ma, almeno per ora, non ha alcuna intenzione di abbandonare la tecnologia dei motori a combustione interna. L'amministratore delegato Oliver Zipse ha, infatti, spiegato ad alcune testate tedesche i motivi alla base di una strategia aziendale che prevede un addio alle endotermiche molto più graduale rispetto ad altri concorrenti: in sostanza, il manager tedesco ha lanciato un chiaro avvertimento al settore automobilistico sui rischi di mercato legati ad un abbandono troppo rapido dei propulsori tradizionali.

Mercati e clienti da servire. "Se un costruttore non disporrà più di un'offerta di motori a combustione, allora perderà la metà dei volumi di mercato e si ritroverà su un percorso imprenditoriale discendente”, ha sostenuto Zipse. Il manager ha quindi rincarato la dose sull’importanza di considerare l'andamento della domanda, sottolineando le divergenze, soprattutto geografiche, nei trend di elettrificazione: nei prossimi 15 anni, il processo di transizione verso la mobilità a emissioni zero si realizzerà in pieno in alcune città, regioni o Paesi, ma non avrà luogo in tutti i 140 mercati presidiati dalla BMW. Dunque, in alcune aree la clientela chiederà auto a batteria, ma in altre non lo farà. In fin dei conti, ha aggiunto l'ad della Casa bavarese, “i veri decisori nel nostro settore sono i clienti. E non bisognerebbe mai perderli di vista”. Zipse ha quindi fatto eco alle parole del presidente della Toyota, Akio Toyoda, sull’eccessivo clamore per l’impatto ambientale delle elettriche: “un diesel moderno è più rispettoso del clima di un veicolo elettrico caricato con elettricità generata dal carbone".

Le strategie della concorrenza. Le parole del manager tedesco spiegano perché il gruppo bavarese si sia posto l'obiettivo di coprire il 50% delle vendite con modelli esclusivamente a batteria entro il 2030, mentre altri costruttori, come Audi o Mercedes, hanno fissato target differenti. La Casa di Ingolstadt, per esempio, si prepara a dire addio alle endotermiche tra cinque anni per arrivare nel 2032 o 2033 a vendere, in tutto il mondo, solo elettriche. A Stoccarda, invece, puntano a decarbonizzare l’intera flotta per il 2039. Tuttavia, come ha anticipato ad alcune testate tedesche l’amministratore delegato di Daimler, Ola Källenius, a tal proposito c'è la possibilità che vengano fissati obiettivi ancor più ambiziosi già nei prossimi mesi. 

COMMENTI

  • BMW ci metterà più tempo alla transizione? Problemi loro.
  • Concordo con lui, il mercato lo fanno i clienti e credo che gli appassionati e non coloro per i quali l'auto e' solo un mezzo x spostarsi da un punto A ad un punto B, esigano motori endotermici !!
  • Sinceramente non capisco tutti questi problemi, il nostro è paese ricco di un energia rinnovabile che tutti ci invidiano, il sole, ma purtroppo una classe politica sorda e concussa dal petrolio, non ha investito un euro su un patrimonio che ci renderebbe liberi dalla schiavitù dei vari petrolieri dispotici e assassini. Il resto sono chiacchere da bar sport dei motori, dove quello che romba di più ha ragione
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  • Sottoscrivo il pensieri dell'AD Bmw e continuo a non essere sicuro che l'elettrificazione come sta avvenendo oggi sia la soluzione all'inquinamento atmosferico. Le fabbriche il riscaldamento necessitano di una rivoluzione. Le batterie si ricaricano con l'energia prodotta come? E sarei tanto curioso di sapere come si intende recuperare le batterie esauste. Si perchè poi rischiamo di finire in una terra dei fuochi molto più estesa con gli acidi rilasciati nel terreno e chissà quante altri materiali con un ciclo di vita medio impossibile da smaltire. Il petrolio non sarà il massimo, ma l'elettrificazione di massa, non è sostenibile a mio parere nemmeno nei cosiddetti paesi industrializzati.
  • Ho letto le varie opinioni sulla opportunità della più o meno breve transizione verso un processo che a questo punto sembra irreversibile, concordo pienamente con quanto espresso da BMW di non accelerare troppo sulla questione perchè il mercato globale è fatto da tante diverse realtà, legate a condizione economiche, fasce d'età degli acquirenti, ed altri fattori di carattere commerciale ed opportunità gi governi e costruttoti che sfuggono alla quasi totalità di noi acquirenti, il buon senso vorrebbe, senza rinunciare alle nuove tecnologie, di procedere con più calma su questa strada, per ultimo, non Vi pare che l'epidemia ancora in corso non richieda più attenzione che non il problema elettrico si, elettrico no, se sfugge di mano la situazione Covid, ci saranno ancora acquirenti disposti a farsi un problemas del genere? prima concludiamo questa battaglia globale e poi riparleremo del termico o dell'elettrico.
  • Ieri, nuovo blocco dell'elettricità a Milano. Voglio vedere quando ci attaccheremo alle colonnine cosa succederà,,, Nelle case torneremo ad usare il ventaglio e ci sarà molta gente a piedi, vicino alle colonnine, che aspetta che torni ( e in luglio, non è il massimo...) Io. dal canto mio, continuerò a comperare diesel E.6 (1.1.2021) che inquina MENO del benzina. Quando lo capiranno? (Vero sindaco Sala?...)
  • ma perchè voi eco fintopatiti volete a tutti i costi andare a fare l'apericena con la macchinina elettrica che alla fine inquina 3 volte di più del tdi tra centrali a carbone, distruzione di continenti per il litio e poi smaltimento delle batterie che si sa già che vanno a finire sotto terra modello diossina. Se siete così eco logici camminate, usate la graziella con zainetto e dinamo. Voglio dire, fa più fenomeno. Siete solo delle eco chiacchere.
  • Quando si renderanno conto che in Italia non ci sono le infrastrutture per una massiccia elettrificazione sarà troppo tardi.
  • Durante la pandemia i premier facevano riunioni in videoconferenza mentre ora hanno ripreso a vedersi.Faranno viaggi con mezzi a 0 inquinamento? Il parlamento europeo ha due sedi e a turno si spostano migliaia di impiegati.Tutti con mezzi a 0 inquinamento? Diano loro il buon esempio.
  • “I veri decisori nel nostro settore sono i clienti. E non bisognerebbe mai perderli di vista”. Meno male che qualche manager automotive se ne sta accorgendo. Quando vedranno che passano gli anni, le elettriche si vendono sempre poco, le fabbriche chiudono e le case saranno costrette ridimensionarsi (e alcune anche a sparire), vedrete che continueranno a produrre (anche) i motori termici. Le elettriche hanno senso in città e solo se costano max 15-20 K. Il resto è lusso fine a se stesso, roba da ricchi, in Italia circa il 12% del parco circolante è ancora Euro 0!
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  • Zipse dice una cosa condivisibilissima. Se poi pensiamo a mercati, tipo il nostro, dove ciarliamo tanto di nuova mobilità ma poi, grazie a politiche energetiche suicide e miopi, viene da mettersi le mani nei capelli. Vorrei capire come trovare l'energia per ricaricare le auto quando andiamo in difficoltà quando si accendono i condizionatori ...
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  • Neutralità disarmata di donabbondiana memoria: questo l'approccio di Quattroruote alla questione elettrica, per ora.
  • E bravo Zipse che l'hai capita...
  • E questo é niente! vedrete quello che succederà quando Tesla & co. cominceranno a vendere milioni! di mezzi l’anno. Faranno i pazzi i pazzi! Muoveranno; politici sindacati editorialisti scienziati (tutti di quel tipo ovvio) per arginare l’onda. Per il momento con i burocrati stanno mettendo i bastoni fra le ruote alla fabbrica Tesla a Berlino. Ma é solo l’inizio.
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  • Ormai sta diventando sempre più chiaro. L'elettrificazione ha senso in modo progressivo e graduale. Nessun rivoluzione si può fare dall'oggi al domani anche perchè i primi a non essere pronti sono proprio i legislatori e le infrastrutture. Vogliamo pretendere che lo siano i consumatori? Anche no. E'evidente che siamo molto lontani dal produrre energia pultita sufficiente per accompagnare la transizione e mancano soldi per gestire la disoccupazione e il ricollocamento degli occupati dal settore.
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