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Emissioni
Unrae: “Perplessi per le proposte Commissione Ue, serve pragmatismo”

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Unrae: “Perplessi per le proposte Commissione Ue, serve pragmatismo”
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“Lascia perplessi che, da un lato, si dichiari il massimo ma esclusivo supporto alla mobilità elettrica per i veicoli di nuova immatricolazione, mentre dall’altro ci sia la totale inosservanza del principio di neutralità tecnologica: quel grande malato che è il parco veicolare circolante in Europa, e in particolare in Italia, ha invece bisogno di un mix di soluzioni molto più ampio, che affronti i problemi con pragmatismo e senza ideologie, puntando alla massimizzazione dei risultati nel minor tempo possibile”: così Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae  (l’associazione delle Case estere presenti in Italia) commenta la recente proposta della Commissione europea, che con il piano “Fit for 55”, e i relativi obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica di auto e furgoni ha in sostanza annunciato l’intenzione di mettere al bando le auto a combustione interna dal 2035, compresi i modelli ibridi e plug-in.

L’allarme occupazionale. L’Unrae ricorda quindi come il piano del massimo organo esecutivo della Ue abbia suscitato l’allarme per l'occupazione nei Paesi produttori: solo in Francia, si stima la perdita di 100 mila posti di lavoro legati ai motori termici. Quanto all’Italia, Cardinali ribadisce che un primo passo verso l’obiettivo della UE sia "rendere strutturale l’ecobonus” e creare "reti di ricarica adeguate”. D’altronde, sottolinea ancora il direttore generale dell’associazione, “i costruttori sono in prima linea nella transizione energetica del settore auto, e la loro parte la stanno facendo già da molti anni con investimenti plurimiliardari nella conversione alle nuove tecnologie. L’iniziativa della Commissione è senz’altro accettabile per quanto riguarda gli obiettivi di sviluppo infrastrutturale e sui mix di fonti energetiche nei Paesi membri, senza i quali la transizione nel mondo della mobilità risulterebbe azzoppata o addirittura inutile. Però è fondamentale che gli impegni assunti siano sufficientemente ambiziosi, declinati in un cronoprogramma e raggiunti senza ritardi o deviazioni”, puntualizza l'Unrae. Infine, l’associazione sottolinea come l’Acea, l’organizzazione europea di rappresentanza delle Case automobilistiche, consideri "incongruente il piano Ue laddove indica in 3,5 milioni i punti di ricarica previsti nel 2030, mentre per raggiungere gli obiettivi di CO2 indicati dal piano ne sarebbero necessari almeno 6 milioni". 

COMMENTI

  • Vorrà dire che ci terremo le termiche all'infinito, e non le cambieremo mai, per me non + in problema amo le auto vecchie. ne ho una del 1955 e la uso spesso per i viaggi, un'altra è del 1987, trasformata a gpl e la uso in città, le altre non le sto sostituendo vista la situacione economica ed ormai vano yta i 10 ed 15 anni, quindi non sarà un problema.