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Silk-Faw
Krane: “Nel 2023 l’avvio della produzione, c'è un dialogo proficuo con le istituzioni”

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Krane: “Nel 2023 l’avvio della produzione, c'è un dialogo proficuo con le istituzioni”
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Tempo due anni e la Motor Valley sarà in grado di aggiungere un altro tassello a un puzzle sempre più articolato di produzioni automobilistiche di alta gamma. La Silk-Faw, la joint venture tra la statunitense Silk EV e la cinese Faw, conta infatti di avviare nel 2023 le sue attività produttive presso l’impianto che sorgerà alle porte di Reggio Emilia. Forse due anni sono pochi considerando le lungaggini burocratiche solitamente necessarie in Italia per il completamento di tali operazioni, ma i vertici del sodalizio cino-statunitense non sembrano essere per nulla preoccupati. Anzi, il presidente Jonathan Krane, nel corso di un colloquio con Quattroruote, non lascia trasparire alcun timore su eventuali ritardi e, soprattutto, nessun dubbio sulla scelta della Via Emilia per un investimento miliardario. 

Il programma. D’altro canto, il progetto sembra ormai indirizzato nella giusta direzione. La Silk-Faw ha scelto a inizio maggio il sito per la realizzazione dell’impianto e, alcune settimane dopo, ha concluso la gara per la selezione dello studio incaricato della progettazione. "Abbiamo da poco annunciato il vincitore del concorso per la realizzazione del centro produttivo e di innovazione a Reggio Emilia. Il progetto è sviluppato da Geza, studio architettonico di Udine, ed è stato ritenuto quello più adatto alle esigenze del nostro piano, basato su innovazione, sostenibilità e avanguardia tecnologica”, spiega Krane aggiungendo ulteriori dettagli sul crono-programma: "All’inizio del prossimo anno partiremo con la costruzione del sito produttivo e i lavori termineranno nella primavera 2023”. Dunque, non è escluso che, una volta terminato l'impianto, le attività produttive possano partire a stretto giro di posta. Anche perché Krane sembra impaziente di dare corpo al suo sogno di produrre vetture di altra gamma nel cuore della Motor Valley: "Non vediamo l’ora di iniziare a produrre anche in Italia”, ha detto.

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Al via le assunzioni. Che il progetto proceda spedito lo dimostrano anche le assunzioni: "Il nostro è un investimento che guarda al futuro, combinando innovazione e alta specializzazione. Prevediamo di assumere fino a mille persone, la campagna di recruitment è già ampiamente iniziata”, rivela il presidente della Silk-Faw. "Si tratta di una grande opportunità per attirare nuovi talenti e risorse, sia nel settore della produzione sia in quello della ricerca e dello sviluppo. Le figure ricercate non sono solo esperti del settore, ma anche giovani laureati che in questo modo avranno la possibilità di specializzarsi e mettere in campo le proprie competenze” spiega Krane. Tra l’altro, la campagna di assunzioni ha finora “pescato” nel meglio dell’automotive italiano, come dimostrato dagli ingaggi di Walter de Silva, Amedeo Felisa e Roberto Fedeli per alcuni dei ruoli più importanti. "Stiamo attraendo grandi talenti ed esperti professionisti del mondo automotive. Le loro competenze e la loro lunga esperienza nel settore automobilistico contribuiranno a realizzare al meglio il nostro progetto”, afferma Krane. "Queste figure, di caratura internazionale, rispecchiano la volontà di inserirsi maggiormente in un’ottica di innovazione e sviluppo sostenibile, rispondendo a tutte le sfide che l’investimento comporta”.

La spinta della Motor Valley. Del resto, la collocazione territoriale della joint venture garantisce, soprattutto sul fronte delle competenze, una spinta senza paragoni, e Krane ne è consapevole: "La Motor Valley italiana rappresenta un’icona e un ecosistema di eccellenza a livello internazionale, di conseguenza è per noi una opportunità unica per essere un player chiave nel segmento delle auto elettriche sportive e di lusso”. "La nostra scelta è ricaduta sull’Emilia-Romagna" prosegue l’imprenditore statunitense "non solo in quanto punto di riferimento per l’intero ecosistema automotive, ma anche perché connubio di sistemi innovativi e grande professionalità”. "L’Emilia Romagna rappresenta per il settore una rete di alta tecnologia, in stretta sinergia ai laboratori di ricerca industriale, Università e centri di ricerca, e ai Centri per l’innovazione. Nello specifico, Reggio Emilia dimostra la sua centralità per le competenze locali in ambito meccatronica e robotica, fondamentali per il futuro del made in Italy industriale” ha aggiunto Krane. 

Il dialogo istituzionale. “È per questo che la Regione e le istituzioni a livello nazionale hanno sempre sostenuto il nostro progetto, con l’obiettivo di posizionare il territorio emiliano in un’ottica di costante ricerca e sviluppo per essere sempre all’avanguardia in campo automobilistico”, ha detto ancora il presidente della Silk-Faw, sottolineando quindi i rapporti ottimali con le istituzioni: "Il dialogo è stato, sin da subito, un punto fermo e continua ad esserlo. La politica, infatti, ha guardato al nostro progetto come un’opportunità per ripartire e rilanciare la regione”.

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I numeri dell'impianto. In ogni caso, del progetto si sa per ora ben poco, al di là dell’ammontare degli investimenti e delle assunzioni. Krane non intende sbilanciarsi più di tanto sui numeri previsti per l’impianto reggiano: "È prematuro parlare di volumi e capacità produttive. Al momento possiamo confermare che lo stabilimento si estenderà su un’area di circa 360.000 metri quadrati, con circa 110.000 metri quadrati di superficie costruita”. Di sicuro, a Reggio sarà prodotta la supercar S9, mentre nessun dettaglio trapela su altri prodotti. Si parla di una Suv e anche di altri modelli, ma anche su questo fronte Krane non intende, almeno per ora, fornire indicazioni più precise: "Non è ancora possibile stabilire l’estensione della gamma e dei modelli che abbiamo in programma. Per ora ci concentriamo sul lancio della S9, che sarà svelata ufficialmente al Salone del Mobile 2021 a Milano”. Nessun mistero, invece, sul posizionamento. Le vetture che saranno realizzate dalla joint venture sia in Italia che in Cina "appartengono al segmento dei veicoli sportivi ultra-lusso e ad altre prestazioni, con propulsori che prevedono spesso la trazione elettrica o ibrida. Il nostro è il primo investimento nei segmenti auto super premium e premium, e consiste in un lavoro di artigianalità unito a un elevato livello di specializzazione e innovazione”.

Le strategie sulle batterie. Innovazione che si tradurrà anche nella ricerca di componentistica di primo livello in tutto il mondo. Dunque, non ci saranno canali preferenziali accordati a fornitori cinesi alla luce della nazionalità di uno degli azionisti della joint venture. "Laddove il componente sia allineato con le nostre aspettative in termini di performance e si collochi come best in class, in quel caso guardiamo anche alla Cina, ma certamente non in via esclusiva”, sottolinea Krane, rivelando, poi, una ben precisa strategia sul fronte degli accumulatori: "Al momento stiamo guardando alle batterie, intese come celle, sia a livello europeo che internazionale. Per quanto riguarda il modulo e il pack, è nostra intenzione attuare una strategia di produzione interna, quindi sviluppare tale competenza in casa”. Di certo, un aiuto potrebbe arrivare dalla realizzazione in Italia di una gigafactory. A tal proposito Krane ritiene che “sicuramente l’Italia potrebbe assistere ad un’accelerazione importante nel campo della transizione ecologica. Costruire un impianto di produzione di batterie per i veicoli ad alimentazione elettrica rappresenterebbe una grande opportunità per tutto il settore automotive. Si faciliterebbe, così, anche la logistica, e le batterie prodotte potrebbero facilmente raggiungere le linee dove si costruiranno i futuri modelli elettrificati".

COMMENTI

  • Ma mi chiedo ancora: l' indotto dove sarà? Avremo fornitori italiani tra i privilegiati? La progettazione e il montaggio vanno bene in Italia fa tanto marketing. Ma lo stato incasserà mai imposte?
  • In pratica ci si aspetta una replica di quello che è successo con Faraday Future, Byron, Blutec
  • Per adesso mi sembra una riunione di pensionati del settore auto, con tutto il rispetto che ho per le persone e per il loro brillante passato mi aspettavo giovani talenti rubati alla concorrenza. Auguri!!!!
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