Industria e Finanza

Tesla
Utile record nel secondo trimestre

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Utile record nel secondo trimestre
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La Tesla ha chiuso il secondo trimestre con il record storico di profitti grazie al positivo andamento delle consegne, all’aumento dei prezzi di listino e al taglio dei costi operativi. Il conto economico, in utile per l’ottavo trimestre di fila, invece, non ha beneficiato come in passato della vendita dei crediti ambientali: per la prima volta dalla fine del 2019 il business dei certificati verdi ha subito un netto calo, a dimostrazione di come la Casa californiana abbia fatto affidamento più sulle sue attività industriali che su altri contributi contabili.

I numeri. In dettaglio, il trimestre ha visto i ricavi salire a 11,96 miliardi di dollari, a fronte dei 6,04 miliardi del pari periodo dell’anno scorso, quando, però, la Tesla aveva subito le conseguenze della prima ondata della pandemia con la chiusura per più di sei settimane della sua principale fabbrica in California. Il grosso del fatturato, che, tra l’altro, ha superato le attese degli analisti poste a 11,3 miliardi, è arrivato dal business automobilistico: 10,2 miliardi, rispetto ai 5,18 miliardi di un anno fa. L’utile netto è passato in un anno da 104 milioni di dollari a 1,14 miliardi, superando per la prima volta la soglia del miliardo di dollari e salendo ben oltre i profitti di 721 milioni di dollari conseguiti nell’intero 2020. L’utile per azione, depurato dalle voci straordinarie, è inoltre migliorato da 0,44 a 1,45 dollari, battendo ampiamente le attese del mercato poste a 98 centesimi.

I crediti ambientali. Indicazioni positive sono arrivate anche da altri indicatori: il margine operativo lordo è salito da 1,27 miliardi a 2,88 miliardi per un’incidenza sul fatturato passata dal 21% al 24,1% mentre l’utile operativo è migliorato da 327 milioni a 1,3 miliardi per un margine in crescita dal 5,4% all’11%. Come detto, è venuto meno il contributo dei certificati verdi: nel trimestre ne sono stati venduti per un valore di 354 milioni, in calo nel confronto annuale (-17% rispetto a 428 milioni) e anche sul primo trimestre, quando avevano raggiunto il record di 518 milioni. Si conferma, così, il taglio dei legami con l’ex gruppo Fiat Chrysler, che fino alla fusione con PSA acquistava certificati verdi dalla Tesla per ridurre la sua media emissioni, in particolare negli Stati Uniti e in Europa. D’altro canto, pochi mesi fa l’amministratore delegato Carlos Tavares è stato chiaro nell’ammettere come il nuovo costruttore euro-americano Stellantis non abbia più alcun bisogno del contributo della Casa californiana. Tra l’altro, la Tesla non ha neanche beneficiato del suo controverso investimento in criptovalute: nel trimestre ha contabilizzato perdite per 23 milioni di dollari a causa della svalutazione degli asset acquistati nei mesi scorsi per un totale di 1,5 miliardi. 

Le previsioni. Il secondo trimestre ha quindi mostrato un andamento positivo su più fronti, ma non mancano nubi all’orizzonte. L’azienda guidata da Elon Musk è stata in grado di registrare tra aprile e giugno il suo massimo storico di consegne con oltre 206 mila unità nonostante l’intero settore automobilistico abbia affrontato numerose problematiche sul fronte delle forniture di componenti cruciali. La Tesla, che per i tre mesi tra luglio e settembre prevede di consegnare circa 230 mila veicoli, è stata costretta a sospendere le sue attività produttive tra Fremont e Shanghai per la mancanza di semiconduttori: Musk, durante una conference call con gli analisti, ha definito l’attuale situazione "grave". Anche per questo è stato rinviato l’avvio della produzione sia del Cybertruck sia delle batterie di nuova generazione, le 4680. In ogni caso la Tesla conta sempre di aumentare la produzione annuale di oltre il 50% e di avviare le prime produzioni della Model Y nelle fabbriche attualmente in costruzione ad Austin (Texas) e Grunheide (Germania). Un nuovo rinvio è stato inoltre deciso per il camion Semi, che non arriverà prima del 2022: l’azienda intende infatti concentrare tutte le sue risorse sui progetti di espansione della capacità produttiva. La produzione del veicolo commerciale sarebbe inoltre ostacolata dalla scarsa disponibilità di alcune componenti e di batterie. In sostanza, i prossimi mesi dipenderanno molto dalla stabilità della catena di approvvigionamento.

COMMENTI

  • Il divino fattura e voi passate le giornate prima in autostrada a 110 e poi apericene a manetta in autogrill a ricaricare la macchinina. Lui fa benissimo ovviamente, ma non capisco bene chi lo arricchisce facendo una vita infernale ad ogni viaggio. Certo poi c'è l'attimo da fenomeno a colazione (apericena in autogrill e ora che si carica arrivi al mattino) ma più ne vendono più sparisce l'effetto ecowow e più fa effetto pecorone zero personalità. Con il TDI fai l'alternativo snob che distinguendosi dalla massa se ne fotte delle convezioni. TDI DOMINA
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  • Il nikkei BP ha smontato una model 3 verificando che Tesla è avanti di 6 anni. Ne sono convinto perché è un gran visionario ed ha tutte le risorse per mantenere il gap tecnologico
  • Sul "fenomeno" Tesla, perchè altro aggettivo non mi salta alla mente, si potrebbero fare 100 tesi di laurea o un intero libro di Economia da dare in pasto agli universitari. Al di là di ogni fazione pro o contro elettrico, pro o contro Elon Musk. Vedremo fino a quando i clienti percepiranno ancora del valore aggiunto in queste elettriche ora che anche altri giganti premium fanno sul serio: vedi Audi per esempio. in ogni caso, per me l'elettrico resta ancora un grande punto di domanda sotto tantissimi aspetti. Saluti.
  • quello delle apericene non commenta?
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  • Si Elon Musk si e' assunto tutte le responsabilita' da leader e gli ha messi tutti alla corda. Conoscendo Elon e' capacissimo di risolvere tutti i problemi legati ai chip ed altri aprovigionamenti neccessari per continuare la sua inarrestabile corsa verso una maggiore produzione e crescita pure a 3 ciffre. Con inizio della produzione della Giga Berlin e quella di Austin Tx entro la fine dell'anno assicurera per il 2022 un'altro hanno da record. ma non stavate dicendo che non c'era mercato per le elettriche?
  • Elon Musk ha rotto gli equilibri ultradecennali di un settore costringendo costruttori con oltre un secolo di vita ad inseguirlo. E non è detto che tutti i dinosauri sopravviveranno a questo cambio di paradigma.
  • Al di là di ciò che si possa pensare dell'auto elettrica, parlando dal punto di vista strettamente imprenditoriale / industriale, ciò che ha fatto Elon Musk con Tesla, partendo letteralmente da zero, ha dell'incredibile