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Renault
Primo semestre in utile anche grazie alla Nissan

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Primo semestre in utile anche grazie alla Nissan
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La Renault torna in utile nel primo semestre grazie al contributo positivo della Nissan e ai primi risultati del piano di ristrutturazione e rilancio voluto dall’amministratore delegato Luca De Meo. La Casa della Losanga, infatti, ha chiuso il conto economico dei primi sei mesi dell’anno con un utile netto di 354 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto alla perdita record di 7,3 miliardi subita un anno fa anche per via della pandemia del coronavirus. Ai profitti ha contribuito fattivamente la Nissan con ben 100 milioni di euro (l’anno scorso, invece, la Casa di Yokohama aveva determinato un buco di oltre 4,8 miliardi tra svalutazioni e oneri di ristrutturazione).

Ricavi e altre voci. Anche altre voci del conto economico hanno mostrato chiari segnali di ripresa anche se il confronto con l’anno scorso è falsato dagli effetti della pandemia. Il fatturato, per esempio, ha raggiunto i 23,36 miliardi, il 26,8% in più rispetto al primo semestre del 2020 (esclusa la russa AvtoVaz, i ricavi sono cresciuti del 29,3% a 20,34 miliardi) per effetto della ripresa del mercato automobilistico e soprattutto del miglior mix di prezzo legato a una nuova politica commerciale che privilegia i "volumi redditizi". Migliorano anche il margine lordo, salito da un dato negativo per 1,2 miliardi a uno positivo per 654 milioni (2,8% dei ricavi), e il risultato operativo, passato da una perdita di 2 miliardi a un utile di 571 milioni. I flussi di cassa delle attività operative risultano ancora in rosso, seppur di poco rispetto all’anno scorso: sono negativi per 70 milioni di euro, anche per colpa di ulteriori costi di ristrutturazione per 302 milioni, ma sono decisamente migliori dei 6,4 miliardi bruciati nel primo semestre del 2020. 

Il contributo di Nissan. Come anticipato, la Nissan, di cui i francesi detengono oltre il 43% del capitale, ha fornito una spinta rilevante al conto economico della Renault: solo nel trimestre aprile-giugno il suo contributo positivo si è attestato a 173 milioni di euro. D’altro canto nei tre mesi il costruttore giapponese ha visto i ricavi salire da 1.174 miliardi di yen a 2.008 miliardi (15,4 miliardi di euro), il risultato operativo da -153,9 miliardi a 75,7 miliardi e il risultato netto da una perdita di 285,6 miliardi a un utile di 114,5 miliardi (circa 900 milioni di euro). "La redditività - ha spiegato la Nissan - è migliorata a seguito delle condizioni di mercato favorevoli, dei risultati registrati nel mercato statunitense, della qualità delle vendite su ogni mercato e dell’attuazione del piano Nissan Next. Inoltre, la Nissan ha ridotto al minimo l’impatto della carenza di semiconduttori, con una gestione efficace dello stock e una produzione strategica nel primo trimestre, contribuendo positivamente all’utile operativo".

I dati della Mitsubishi. Un'ulteriore spinta alle performance della Casa di Yokohama è arrivata dalla Mitsubishi (controllata con il 34% del capitale azionario), capace di ritornare in utile come le sue alleate grazie alla crescita delle vendite negli Stati Uniti e al successo della nuova Outlander. Nel trimestre, la Mitsubishi ha visto i ricavi salire di ben l’88% a 431,9 miliardi di yen (circa 3,3 miliardi di euro) e il risultato operativo passare da una perdita di 53,3 miliardi a un utile di 10,6 miliardi. Di riflesso, l’ultima riga del conto economico mostra profitti per 6,1 miliardi (poco più di 46 milioni di euro), a fronte del rosso di 176,2 miliardi dell’anno scorso. 

Le prospettive. I tre membri dell’Alleanza hanno anche fornito indicazioni positive sui prossimi mesi. La Renault, che ha anticipato la possibilità di raggiungere con un anno di anticipo l’obiettivo dei 2 miliardi di tagli di costi (ha già risparmiato 1,8 miliardi, di cui oltre 600 milioni nel primo semestre), conta di chiudere l’anno con un margine lordo intorno al 2,8% nonostante "le incertezze che gravano sulla domanda, il perdurare degli effetti negativi della crisi dei componenti, che potrebbe indurre una perdita di produzione dell’ordine di 200 mila unità nell’anno, e l’aumento del prezzo delle materie prime". A ogni modo, per De Meo, i risultati del semestre, "che sono il frutto del piano strategico Renaulution basato sulla redditività, sono solo la prima fase della nostra ripresa che dovrebbe ulteriormente accelerarsi con l’arrivo dei nuovi veicoli in preparazione". La Nissan, invece, ha espresso un maggior ottimismo. "La carenza di fornitura dei semiconduttori continuerà ad avere un impatto sul volume delle vendite sia nel secondo trimestre sia nei periodi successivi, ma il volume delle vendite, sostenuto dal lancio dei nuovi prodotti, contribuirà positivamente all’utile operativo", hanno spiegato da Yokohama rivedendo al rialzo le previsioni per l’intero esercizio fiscale: la stima sul fatturato passa da 9.100 miliardi di yen a 9.750 miliardi, quella sul risultato operativo dal break-even a un utile di 150 miliardi e sul risultato netto da una perdita di 60 miliardi a un profitto di 60 miliardi. Anche la Mitsubishi ha rivisto al rialzo le sue previsioni annuali, con i ricavi visti a 2.080 miliardi e l’utile netto a 15 miliardi di yen.

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