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Longo: "L'addio all'endotermico sarà graduale, rispetteremo le esigenze dei mercati"

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Longo: "L'addio all'endotermico sarà graduale, rispetteremo le esigenze dei mercati"
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È ormai noto: tra i vari marchi automobilistici che tra qualche anno diranno addio ai motori endotermici c’è anche l’Audi. La Casa di Quattro anelli, però, non ha alcuna intenzione di lanciare messaggi draconiani al mercato. Anzi, a Ingolstadt puntano ad approcciare la transizione verso la mobilità elettrica con gradualità e, soprattutto, con un occhio di riguardo verso i Paesi in ritardo sul percorso di elettrificazione. Si tratta di un concetto ben chiaro ai dirigenti, in particolare a quelli che guidano le varie filiali locali, come Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia. "Il graduale phase-out stabilito dalla nostra strategia Vorsprung 2030 - ha affermato il manager durante una tavola rotonda all'Audi City Lab di Milano - non è un messaggio terroristico o violento: vuol dire che prenderemo atto di quelle regioni o quei mercati che oggi vivono molto sul motore a combustione in tutte le sue forme".

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Sensibilità e rispetto. "Audi agirà con sensibilità e rispetto nei confronti delle varie aree geografiche", ha proseguito Longo, sottolineando così uno dei pilastri del piano industriale varato a fine agosto dall’amministratore delegato Markus Duesmann. In sostanza, la Casa tedesca, all’interno del più ampio percorso verso l’elettrificazione dell’intero gruppo Volkswagen, ha deciso di lanciare solo modelli elettrici dal 2026 e ha già fatto partire una transizione che porterà alla graduale uscita di scena delle vetture endotermiche. L’addio vero e proprio dovrebbe avvenire nel 2033, quando sarà posta la parola fine sulla produzione di motori a scoppio. Il phase-out potrà subire accelerazioni in regioni più ricettive come l’Europa, mentre in altre si dovrà tenere conto delle richieste della clientela. Del resto, a un Vecchio Continente in piena corsa sulla strada dell'elettrificazione fanno da contraltare aree più lente come gli Stati Uniti o decisamente in ritardo come il Sud America o buona parte dell’Asia. Di sicuro, come riconosciuto dallo stesso Longo, a Ingolstadt l’elettrificazione è ormai considerata "un punto d’arrivo", ma, al contempo, il costruttore intende "accompagnare il mercato nella fase di transizione".

Offerta trasversale. Non si tratta, per l’Audi come per tutti i costruttori, di un percorso facile da percorrere, ma Longo si è detto fiducioso delle capacità della sua azienda. "Abbiamo tante armi affilate: un elettrico che sta prendendo forma e sostanza anche nei numeri; un ibrido plug-in che oggi è trasversale con ben 11 modelli in gamma; un mild hybrid che copre il 100% della nostra offerta e abbiamo anche il metano. La nostra capacità d’offerta è molto ben distribuita", ha spiegato il dirigente italiano, sottolineando come la mobilità elettrica rappresenti una "punta di diamante che ci sta aiutando anche a posizionare il marchio: le e-tron GT e Sportback, per esempio, sono un manifesto su cui costruire un racconto estremamente efficace". E poi l’Audi può anche contare sullo "zoccolo duro delle aziende dove la fascia direzionale si sta già portando sull’elettrico, mentre la fascia media e bassa si sta servendo con quello che si ritiene sia più fruibile".

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Un mercato ricettivo. Longo ha quindi fatto presente la vitalità di un mercato sempre più ricettivo nei confronti dell’elettrico grazie, soprattutto, a clienti "progressisti": "Al di là del fatto che l’elettrificazione non è la morte dell’emozione, l’anima ecologica non è per loro un elemento prioritario. Sono dei precursori dal punto di vista tecnologico: fortemente incuriositi e maledettamente attratti dal fatto che vogliono essere i primi ad assaggiare e sperimentare la tecnologia". D’altro canto, a detta del direttore di Audi Italia, stanno venendo meno anche alcuni dei fattori di freno all’adozione della mobilità elettrica. "Le autonomie - ha spiegato - stanno iniziando a essere vicine a quelle dichiarate e i tempi di ricarica, che valgono più dell’autonomia, cominciano a essere 'naturali'. Inoltre, si sta anche costruendo un ecosistema importante come dimostrato dall’accordo di luglio tra il gruppo Volkswagen ed Enel X". Sono comunque i numeri a dimostrare la ricettività del mercato: Longo ha rivelato che a luglio, per la Q4 e-tron sono stati "superati di slancio i mille contratti nel giro di un click".  

Si teme solo la crisi dei chip. Questo vale per l’elettrico, ma è la domanda complessiva che sta premiando la Casa tedesca. "A settembre dell’anno scorso abbiamo visto che il segmento premium aveva una velocità ben superiore a quella del mass-market. È accaduto per tutti, chi più, chi meno, e noi un po' più degli altri. Pensavo fosse un recupero rispetto a quanto perso nei mesi precedenti, invece è stato un trampolino di lancio manifestatosi in tutto il mondo", ha spiegato Longo. "Audi ha fatto il miglior semestre della sua storia e noi, in Italia, abbiamo superato e consolidato il 24% del mercato premium con un ingresso ordini stupefacente. Questo ci ha dato un abbrivio nel 2021 che potrà essere non dico annullato, ma rallentato solo dalla crisi dei semiconduttori", ha aggiunto il manager sottolineando la "partenza ottima del nuovo anno" e soprattutto la capacità della Casa di Ingolstadt di aumentare il suo vantaggio nel mercato dell’alto di gamma italiano rispetto ai suoi tradizionali concorrenti BMW e Mercedes. 

COMMENTI

  • "Le autonomie - ha spiegato - stanno iniziando a essere vicine a quelle dichiarate e i tempi di ricarica, che valgono più dell’autonomia, cominciano a essere 'naturali'." In che senso? allora prima i dati riferiti alle autonomie erano tutti falsi? che significa tempi di ricarica "naturali"?
  • Una voce fuori dal coro... Vedremo se effettivamente tra qualche anno dovranno, tutti i costruttori, fare di necessità virtù. Intendo la differenza tra i volumi stimati nei programmi produttivi e le effettive vendite di auto elettriche.
  • Non c'era alcun dubbio che anche le province povere d'Europa continueranno ad essere un mercato interessante, se c'è un prodotto che si piazza bene da solo e va come il pane (nonostante la rete commerciale meno tecnicamente preparata e più strafottente della galassia premium), di sicuro non verrà accantonato in fretta. Comunque pubblicare la seconda parte dell'articolo è scelta discutibile, di fatto è una comunicazione aziendale e questo sito non è il luogo in cui deve stare.