Industria e Finanza

Renault
De Meo: "Con la Mégane EV si apre una nuova era"

Renault
De Meo: "Con la Mégane EV si apre una nuova era"
Chiudi

"Con la Mégane E-Tech Electric inizia una nuova era per la Renault, che mette a frutto l’esperienza di dieci anni nelle auto a batterie. Ed è anche una ripartenza dopo un periodo molto difficile". Parlando al Salone di Monaco, Luca De Meo fa il punto e traccia scenari futuri. "Con questo modello beneficiamo del know how, delle partnership tecnologiche avviate e dei vantaggi dell'Alleanza con Nissan, grazie alla quale abbiamo questa piattaforma molto flessibile, la Cmf-EV, in grado di supportare modelli più piccoli (come sarà la R5, qui esposta in forma di concept, ndr), ma anche più grandi, come Suv di segmento C e D", prosegue il numero uno del Gruppo transalpino. "La Mégane EV vuole parlare al cuore del mercato europeo, deve cercare di convincere gli automobilisti che invece di prendere l’ennesima Golf o Astra, possono considerare una vettura elettrica. Perché con le prestazioni che garantisce, questa può diventare una prima auto".

Effetto revival. Il design può essere la chiave di volta per rendere le elettriche più gradite al pubblico. Lo sa bene De Meo, che in Fiat nel 2007 ha lanciato la 500 e che ora ha voluto la R5 Prototype e ha già anticipato anche un remake della R4. "Se risvegli certi codici a cui la gente è abituata, che le persone ricordano", sostiene il top manager, "abbassi automaticamente le barriere".

2021-Renault-011

Ventaglio di soluzioni. Il futuro della marca Renault, dunque, sarà l’elettrico, ma non solo. "Abbiamo suggerito al governo francese di sostenere in ambito europeo la necessità di mantenere la tecnologia ibrida e di sostenere l’uso dei carburanti alternativi oltre il 2035", prosegue De Meo, che già in altre occasioni ha sostenuto la necessità di una transizione energetica graduale. "Noi ora abbiamo un'offerta completa. Dacia si concentra sulle soluzioni più economiche: il termico finché ci sarà la possibilità, anche con il bifuel benzina/Gpl; poi, dal 2023, l’ibrido. Alpine, invece, è sì votata all’elettrico, ma soprattutto alla passione, all’emozione, mentre con Mobilize andremo a offrire soluzioni di mobilità alternativa, per renderla più efficiente”.

Emergenza chip. Uno dei temi di cui a Monaco si è parlato molto è la mancanza di semiconduttori, che sta mettendo in gravi difficoltà tutti, gruppo Renault compreso. "Un lockdown in Malesia ha creato un nuovo stop ad alcuni fornitori, con enormi ritardi", spiega De Meo. "Speriamo che la situazione migliori nell’ultima parte dell’anno, ma credo che fino al 2022 inoltrato non supereremo davvero il problema. E comunque tutto ciò deve farci rivedere la catena dei fornitori: sarà necessaria una rilocalizzazione della produzione per evitare in futuro situazioni come queste".

2021-Renault-Luca-De-Meo-003

Il futuro dei saloni. Il gruppo Renault, insieme alle coreane Hyundai e Kia e alla Ford, è l’unico grande costruttore non tedesco presente alla rassegna di Monaco. "Quando abbiamo deciso di prendervi parte perdevamo 8 miliardi di euro", ha spiegato De Meo, "ma ho accettato perché credo molto in queste manifestazioni, che muovono l’economia e suscitano l’interesse della gente. Forse serve un po’ più di spettacolo, ma i motorshow restano importanti. L’industria dell’auto è l’unica che è stata capace di condividere il valore che crea con altri comparti. Mi auguro che si torni a farli, a Ginevra e anche a Parigi".

Ritorno alle competizioni. Per finire, un cenno al motorsport. "La scelta di portare Alpine in F.1 è dovuta alla grande visibilità che la massima formula garantisce", spiega De Meo. "Dunque è la nostra priorità. Ma essere competitivi, lì, è difficile. La sorpresa del podio alla 24 Ore di Le Mans ci sta facendo riflettere sull’opportunità di impegnarci di più in questa competizione: non tra le hypercar, ma forse nelle categorie inferiori. Vedremo in base ai nuovi regolamenti. E stiamo ragionando anche sui rally: le elettriche sono perfette per speciali di 50-100 km".

COMMENTI

  • Sicuramente le auto elettriche hanno margini di guadagno maggiori per i costruttori, questa è la "nuova era" a cui si riferisce realmente; altrimenti perché far nascere "la nuova era" guardando a modelli del passato? Questa Megan poi , è un bel mix di linee liberamente scopiazzate qua e là.
  • "Se risvegli certi codici a cui la gente è abituata, che le persone ricordano", sostiene il top manager, "abbassi automaticamente le barriere" Io lo leggo come un "abbiamo esauraurito qualsiasi fantasia/innovazione/audacia nel design e siamo costretti ad uscire dal cappello gli obrobri del passato per evitare l'effetto fotocopia di mercedes-benz, quasi indistinguibili tra una serie e l'altra (come più o o meno le audi 2000-2010)
  • Ormai nelle democrazie populiste moderne, battenti qualsiasi bandiera, sono le minoranze a dettare legge. Più minuscole ed insignificanti sono, più comandano. Ecco che un manipolo di crociati anti-vaccinazione sta tenendo in scacco i governi dei rispettivi paesi. Ecco che un manipolo di maniaci della vita "smart" spinge verso l'auto a batteria con l'autopilot. Ed i governi a legiferare. C'è da dire, per contraltare, che ormai usavamo il carro armato, rigorosamente TD, anche per andare in bagno. E questa è stata la manna per i Musk-fanboy.
     Leggi le risposte
  • A leggere i vari commenti e la vita reale (come ho già detto, basta farsi due chiacchiere con alcuni Concessionari importanti), si arriva sempre alla solita conclusione: tutti impegnati (media e case produttrici) a spingere gli EV e il Mercato guarda in altra direzione. E mentre le endotermiche usate vanno a ruba, un EV usato non lo vuole nessuno. Qualcuno, prima o poi, si renderà conto di che china stiamo prendendo? E' così difficile capire che gli odierni EV non rispondono alle esigenze degli utilizzatori medi?
     Leggi le risposte
  • Ohibò, la linea mi piace, anche se l'ispirazione Evoque e Tonale (che arriverà quando tutti avranno copiato le sue idee più belle) mi pare evidente soprattutto nel retro. Detto questo, il prezzo, unito alla non praticità delle elettriche, saranno tali da far passare ogni altra considerazione in secondo piano: chi, sano di mente, la vorrà comprare? Lasciamo da parte il piacere di guida, perché la categoria non si applica a questi piccoli ippopotami a ruote alte, che servono solo al trasporto merci e persone
  • Mi fa pena quella povera Renault 5 TL arancio, una giovane ribelle rivoluzionaria portata per dare una dignità ad un marchio che sta perdendo la sua anima. Se la Strega potesse parlare... chissà cosa direbbe della banalità imperante della nuova gamma... tutti a osannare il design della Megane e-tech che mi pare mainstream che più mainstream non si può. E dietro è pure goffa. Lo so che l'ho già scritto, ma non mi capacito. Venderanno pure bene, si vendono pure le trashissime Cupra, per carità. Ma hanno venduto l'anima.
     Leggi le risposte
  • 4R con questo salone e queste decantate lodi alle elettriche pure o ibride...ha sfondato i maroni ! Mi meraviglio ! Un rivista seria di prove vetture con motori endotermici che si piega al 100% ai Li-ion. Dove sono le prove dei 100.000 Km con il cofano sigillato, con solo rabbocchi disponibili? Provate adesso con questi "frullini" a 3 cilindri (se ci sono) assieme agli osannati pacchi batterie da almeno 10 anni di durata (sulla carta) Ai posteri l'ardua sentenza.
  • "La scelta di portare Alpine in F1 è dovuta alla grande visibilità che la massima formula garantisce" dice De Meo. Visibilità non vuol dire vendite garantire, tutt'altro. Vedi Alfa Romeo che è in F1 dal 2015 con il logo, dal 2019 ufficialmente. Vendite dimezzate. Senza tenere conto delle milionate spese in un'orrenda pubblicità.
     Leggi le risposte
  • Orribili quegli "spaghetti" luminosi che scendono dai fari e confluiscono nei paraurti... Non sanno di niente e "sporcano" il design. Orpello insulso.