Industria e Finanza

Italvolt
Intervista a Carlstrom: "La gigafactory di Scarmagno produrrà batterie dal 2024"

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Intervista a Carlstrom: "La gigafactory di Scarmagno produrrà batterie dal 2024"
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La Italvolt, la newco fondata dall’imprenditore svedese Lars Carlstrom, ha fatto il suo primo passo concreto verso la realizzazione di una delle più grandi gigafactory d’Europa. La scorsa settimana, la società ha infatti firmato un accordo vincolante con la Prelios per l’acquisto a Scarmagno (tra Torino e Ivrea) di un’area di un milione di metri quadrati, un tempo occupata da una fabbrica della Olivetti. L'impianto, che a regime avrà una produzione di 45 GWh, rappresenta uno dei progetti industriali più importanti degli ultimi anni in Italia: l'investimento complessivo si aggira sui 3,4 miliardi di euro e include la bonifica dei terreni e la riqualificazione del sito grazie alla realizzazione di nuove strutture produttive su una superficie di 300 mila metri quadrati (20 mila dedicati a un centro di ricerca e sviluppo). La Italvolt, che per la progettazione si è affidata alla Pininfarina, punta a ottenere i permessi di costruzione per l’inizio del 2022 e ad avviare i lavori nel secondo semestre, con l’obiettivo di inaugurare la produzione di batterie nel 2024. In occasione della firma dell’accordo per l’acquisto dei terreni, Quattroruote ha avuto la possibilità di intervistare Carlstrom per avere un aggiornamento su vari aspetti del progetto.

L’ammontare degli investimenti necessari per la realizzazione di una gigafactory è elevata, ma sul mercato c’è grande fermento: per esempio, nell’azionariato della Britishvolt ha fatto il suo ingresso il colosso minerario Glencore. Come vi state muovendo per sostenere le esigenze finanziarie della Italvolt? Avete ricevuto qualche manifestazione di interesse? 
Possiamo contare su un certo numero di investitori istituzionali che sono stati raccolti per tempo, oltre che sul supporto delle banche d'investimento. Ora stiamo lavorando su altri importanti passi del progetto, prima di stipulare accordi con gli investitori. Per il momento, abbiamo deciso di lasciare queste informazioni riservate, ma possiamo confermare che abbiamo in programma di ottenere un finanziamento completo entro l'anno.

Siete vicino a Torino, la capitale dell’auto italiana e sede di diverse attività del gruppo Stellantis. Al di là dei legami con la Comau per la progettazione delle soluzioni tecnologiche e degli impianti, avete avuto contatti con il costruttore per avviare ulteriori collaborazioni o coinvolgere il gruppo nel progetto di Scarmagno? State parlando con altri costruttori automobilistici?
Il nostro ecosistema di partner è in costante crescita: stiamo coinvolgendo importanti società a livello italiano, europeo ed eventualmente mondiale. Puntiamo a coinvolgere il più possibile le aziende locali. Uno dei principali partner a cui miriamo nell'area ricerca e sviluppo è il Politecnico di Torino. Abbiamo anche un buon rapporto con la Comau. Al momento non abbiamo un progetto in corso insieme, ma è probabile che la situazione possa cambiare.

Quando contate di completare i lavori di costruzione e di avviare la produzione di batterie? 
Le prime batterie saranno prodotte nella seconda metà del 2024. Stiamo lavorando a un processo di ingegneria modulare che ci consentirà di aumentare la produzione a 45 GWh nel 2027, che equivalgono a batterie per circa 550.000 automobili (basti considerare che in Europa si producono 18,6 milioni di automobili all'anno).

Nei mesi scorsi, presentando alcuni dei termini principali del progetto, avete parlato della possibilità di aumentare la capacità fino a 70 GWh. È ancora nelle vostre idee? 
Stiamo lavorando a un modello di produzione modulare, che ci permetterebbe eventualmente di aumentare la capacità. Sarà allora necessario valutare ulteriori siti in Italia o Europa.

La Commissione europea ha autorizzato l’erogazione di oltre 6 miliardi di euro di agevolazioni statali per progetti legati alla catena del valore delle batterie. Pensate di presentare l’istanza per accedere ai fondi messi in campo dal governo italiano? 
Faremo domanda per tutti i possibili sostegni dell'Unione Europea e del governo italiano. 

Quali saranno le ricadute occupazionali?
Prevediamo di creare circa 3 mila posti di lavoro diretti, ma nell'intera supply chain e nei servizi i nuovi posti di lavoro possono facilmente arrivare a circa 10 mila. Tutto questo modificherà completamente la società e cambierà la vita di migliaia di famiglie.

Quanto sostegno state ricevendo dalle istituzioni locali? Non ha paura della burocrazia italiana?
Abbiamo ricevuto un importante sostegno dalle autorità locali, tra cui la Regione Piemonte e la città metropolitana di Torino. Siamo fiduciosi di trovare ulteriore sostegno delle istituzioni a tutti i livelli in vista di questo viaggio, che abbiamo intrapreso tutti insieme, verso l’industrializzazione verde dell’Italia.

COMMENTI

  • Mi domando a chi venderà batterie questa Italvolt , Stellantis se le produrrà da se, e non vedo molti altri clienti...
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  • Che l'industria delle batterie, del loro smaltimento-riciclo e dello sfruttamento delle risorse naturali necessarie sia sostenibile è ancora tutto da dimostrare. Non si tratta di produrne migliaia o centinaia di migliaia per pochi ricchi. Ne serviranno centinaia di milioni.