Industria e Finanza

Dieselgate Volkswagen
A Braunschweig inizia il primo processo penale

Dieselgate Volkswagen
A Braunschweig inizia il primo processo penale
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In Germania è iniziato ufficialmente il procedimento giudiziario sullo scandalo dieselgate: a circa sei anni dalle accuse mosse dall’Epa contro il gruppo Volkswagen per la manipolazione delle emissioni inquinanti dei veicoli a gasolio, si è tenuta la prima udienza del filone principale dell’inchiesta portata avanti dalle autorità tedesche. Davanti ai giudici del tribunale regionale di Braunschweig, si sono presentati quattro degli imputati rinviati a giudizio nell’aprile del 2019. Si tratta di ex manager o ingegneri, tra cui il più alto in grado è Heinz-Jakob Neusser, responsabile Sviluppo del marchio Volkswagen fino al 2018. 

Assente Winterkorn. L’udienza, rinviata per due volte nei mesi scorsi per le conseguenze della pandemia del coronavirus, si è tenuta presso la Stadthalle, il polo musicale e congressuale della città della Bassa Sassonia, perché fino a qualche giorno fa le autorità si attendevano un pubblico numeroso. Al contrario, l’afflusso di persone si è rivelato di molto interiore alle previsioni. Il motivo è legato all’assenza dell’imputato più famoso, Martin Winterkorn: la scorsa settimana, il tribunale ha accolto l’istanza presentata dai legali dell’ex amministratore delegato per ottenere uno stralcio della posizione e un rinvio dell'udienza per motivi di salute. Winterkorn è stato recentemente sottoposto a un’operazione chirurgica all’anca e il conseguente ricovero in ospedale impedisce all’ex manager di rispettare l’obbligo della continua presenza in giudizio stabilito dal codice di procedura penale tedesco (non sono stati riscontrati i presupposti di caso eccezionale che avrebbero consentito di tenere l’udienza in assenza dell’imputato). Winterkorn dovrà affrontare un procedimento giudiziario separato, per il quale la prima udienza è prevista non prima della seconda metà del 2023. 

Le accuse. Per tutti gli imputati, la principale accusa è di frode in commercio a danno degli acquirenti dei veicoli interessati dalla presenza di software illegali per l’alterazione delle emissioni: i procuratori accusano gli imputati di aver tenuto nascosto il problema, nonostante ne fossero venuti a conoscenza già diversi anni prima dello scoppio dello scandalo (nel corso delle indagini la procura è risalita fino al 2006), e quindi di aver agito a fini di lucro per non perdere i bonus aziendali legati dall’andamento delle azioni in Borsa. Gli altri capi di imputazione vanno dalla frode fiscale alle pratiche commerciali scorrette, fino all'associazione a scopo di truffa. Winterkorn è accusato anche di aver fornito una falsa testimonianza davanti la commissione d’inchiesta del Bundestag. I quattro imputati finiti alla sbarra rischiano diversi anni di reclusione, ma il processo non sarà breve: al momento sono previsti 133 giorni di udienze fino al 2023. Lo scandalo del dieselgate è oggetto di ulteriori procedimenti giudiziari presso altri tribunali tedeschi: a Monaco di Baviera, il principale imputato è Rupert Stadler, ex amministratore delegato dell’Audi e tra i principali manager coinvolti in una vicenda che, nella sola Germania, ha portato all’incriminazione di più di 30 persone e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 80. 

COMMENTI

  • Proprio vero che tutto il mondo e' paese... Anche in Germania, quando QUALCUNO deve affrontare un processo, come per incanto, ricovero in ospedale per controlli o motivi di salute... Il giorno dopo il rinvio, arzilli come prima...Che abbiano copiato da noi?
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