Industria e Finanza

Stellantis
Mele: “Situazione difficile, nessuna soluzione immediata per la crisi dei chip”

Stellantis
Mele: “Situazione difficile, nessuna soluzione immediata per la crisi dei chip”
Chiudi

"Stiamo mettendo attenzione massima per individuare le azioni da mettere in piedi, ma non si trova una soluzione da un giorno all'altro. Lavoriamo 24 ore al giorno ma dobbiamo gestire la contingenza temporanea, dobbiamo adattare la nostra competitività allo stato attuale della fornitura. Nonostante tutto questo, continuiamo nel nostro impegno di investimenti e raggiungimento degli obiettivi della fusione”: con queste parole, Davide Mele, vice direttore operativo per l'Europa del gruppo Stellantis, ha cercato di fornire un quadro dell’attuale situazione affrontata dal settoreautomobilistico a causa delle ripercussioni della crisi dei semiconduttori. Tra l’altro, proprio oggi è stato annunciato un nuovo stop produttivo, fino a martedì 21 settembre, per la Sevel di Atessa, la maggiore fabbrica di veicoli commerciali d’Europa. 

Trend negativo. Intervenuto al convegno "Un patto strategico per l'automotive alla sfida della transizione” organizzato dalla Fim-Cisl a Torino, Mele ha quindi messo in chiaro quanto “la situazione contingente" sia difficile: "La pandemia ha condizionato pesantemente l'industria automobilistica, che alla ripartenza ha visto un tasso d'inflazione delle materie prime significativo e l'inaspettata mancanza di microchip. Il mercato sta facendo fatica a ripartire, c'è un trend negativo: siamo ancora sotto del 25% rispetto a una condizione naturale del mercato” sia in Italia che in Europa. Anche perché, quella che sembrava una crisi solo passeggera, si sta rivelando qualcosa di "più strutturale”, che "dimostra quanto è fragile la capacità di adattamento della filiera nell'approvvigionamento dei semiconduttori”. 

Il piano al 2030. In ogni caso, l’attuale fase non sta influenzando le ambizioni di lungo termine del gruppo Stellantis. "Bisogna distinguere la crisi contingente, come risultato della pandemia e della carenza dei semiconduttori, da un disegno di piano strategico che ci accompagnerà almeno nei prossimi dieci anni”, ha spiegato Mele, aggiungendo che: "Il piano da 5 miliardi sull'Italia, lanciato nel 2019, è in fase di implementazione: stiamo continuando a investire sul futuro. Il secondo step, che ci permetterà di arrivare al 2030, è in fase di sviluppo: verrà condiviso con fornitori, parti sociali e governo nel momento della maturazione. È un piano a step che stiamo condividendo con la trasparenza necessaria”. Di sicuro, nel nuovo business plan ci saranno ulteriori indicazioni, oltre a quelle già rese note durante l’EV Day di luglio, su come il gruppo automobilistico intenda "anticipare la transizione energetica". In tal senso, ha proseguito il dirigente, sarà importante elaborare "un'offerta sostenibile da un punto di vista non solo ecologico, ma anche economico”. "Stellantis ha le conoscenze per essere leader, non follower, e per questo stiamo procedendo in modo serrato per prendere decisioni concrete da portare a termine il più rapidamente possibile”, ha quindi rimarcato Mele, che, in un passaggio del suo discorso, ha anche risposto positivamente all'invito rivolto al governo dalla Fim-Cisl per convocare una nuova riunione del tavolo Stellantis: "Ribadiamo la necessità di un tavolo a 360 gradi”. 

Il tavolo. A tal proposito, il segretario nazionale dell’organizzazione sindacali, Ferdinando Uliano, ha detto di aspettarsi "una immediata convocazione del governo presso il Mise. Parallelamente, pensiamo che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, debba intervenire direttamente sull'azienda, perché anche il governo italiano deve far pesare gli interessi del nostro Paese nel gruppo e, soprattutto, dare risposte concrete alle preoccupazioni che in questi giorni emergono con più forza negli stabilimenti italiani e che come Fim-Cisl abbiamo rappresentato e sollevato pubblicamente”. Dal governo è già arrivata una prima risposta per bocca del viceministro dello Sviluppo economico, Gilberto Pichetto Fratin: il senatore, presente al convegno, ha annunciato che l’incontro si terrà "verso il 15 ottobre". "Il management ci aveva chiesto di organizzarlo a inizio ottobre" ha spiegato Fratin "ma era impossibile mettere insieme Orlando (ministro del Lavoro, ndr) e Giorgetti (ministro dello Sviluppo economico, ndr) per via degli impegni elettorali”. 

Nuovi investimenti. "È indispensabile - ha aggiunto Uliano - riprendere il confronto sul versante complessivo del gruppo per la verifica puntuale degli investimenti già deliberati, che devono andare a compimento, ma è necessario anche avere garanzie sui futuri investimenti che dovranno riguardare ogni realtà produttiva, ente di servizio e ricerca di Stellantis in Italia. Abbiamo ottenuto due risultati importanti e di prospettiva: la piattaforma medium elettrica a Melfi e la gigafactory a Termoli, ma servono altri investimenti e piani industriali in grado di saturare di lavoro gli impianti”. Oggi, invece, i siti sono ben lontani da una situazione di saturazione: “si registrano numeri che fanno tremare i polsi per chi, come noi, si occupa quotidianamente di lavoro. La situazione è veramente pesante e grave. E la gravità sta anche nei fatti delle ultime ore, che stanno determinando una situazione drammatica per molti lavoratori. La carenza dei semiconduttori ha determinato un fermo totale delle produzioni finali di Stellantis in Italia. Dopo le ferie non c'è stata, di fatto, alcuna ripartenza: nel mese di settembre la quasi totalità degli stabilimenti di assemblaggio sta subendo uno stop tra l'80% e il 90% della produzione”. 

Tavares lascia Airbus. Intanto, l’amministratore delegato Carlos Tavares ha deciso di dimettersi dal consiglio di amministrazione del gruppo aeronautico Airbus alla fine del suo secondo mandato, nel 2022. Le dimissioni sono state motivate dal costruttore euro-americano con l’intenzione del manager portoghese di "dedicare tutto il suo tempo professionale per condurre Stellantis al successo, insieme al team dirigenziale, attraverso l'attuale periodo critico di trasformazione dell’industria automobilistica”. Tavares, nel Cda del gruppo aeronautico dal 2017, lascia così il posto di consigliere di un’altra grande azienda europea: dal maggio dell’anno scorso, infatti, il ceo di Stellantis non è più membro del consiglio di amministrazione della compagnia petrolifera francese Total, nella quale era entrato cinque anni fa. 

COMMENTI