Industria e Finanza

Dieselgate Volkswagen
Genova, il tribunale dispone il primo risarcimento a un automobilista

Dieselgate Volkswagen
Genova, il tribunale dispone il primo risarcimento a un automobilista
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Il filone italiano del dieselgate Volkswagen si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario: il tribunale ordinario di Genova ha infatti disposto il risarcimento dei danni a favore di un acquirente di una Golf, dotata dell’ormai noto software per la manipolazione delle emissioni inquinanti. La sentenza di primo grado, emessa dal giudice Francesca Lippi, condanna il gruppo tedesco (non la divisione italiana) a corrispondere all'automobilista una somma di 3.540 euro oltre a eventuali rivalutazioni e interessi, pari al 15% dei 23.600 spesi nel 2011 per l’acquisto del veicolo.

La causa. La decisione è probabilmente la prima emessa in Italia in merito a una causa promossa da un singolo consumatore e chiude - almeno per il primo grado e salvo un probabilissimo ricorso in appello - un procedimento iniziato nel 2016, anno in cui l'automobilista e il suo legale, l'avvocato Mauro Casazza, presentarono la domanda di risarcimento nei confronti della concessionaria presso la quale la vettura era stata acquistata. Nel dettaglio, la causa del querelante cita i "danni subiti a causa dell’installazione da parte del costruttore di un software, all’interno della centralina elettronica", che "avrebbe consentito all’autovettura di superare i test di omologazione e di rispettare i limiti di emissioni delle sostanze inquinanti previsti dal Regolamento Europeo 715/07". Tutti gli addebiti sono stati contestati dal dealer, che a sua volta ha chiesto l’autorizzazione a chiamare in causa il gruppo Volkswagen. Quest'ultimo, a sua volta, si è costituito contestando la richiesta di risarcimento e non accettando la proposta transattiva del primo giudice assegnatario, che prevedeva, tra le altre cose, il "riconoscimento di un ristoro omnicomprensivo pari al 15% del valore intermedio tra il costo di acquisto della vettura, compresa Iva, e il valore dell’usato stimato dalla pubblicazione Quattroruote alla data dell’avvenuta cessione".  

Le prove contro il software. Nella sentenza si prendono in considerazione una serie di atti che attestano "l'illegalità del software": dalla multa inflitta nel 2017 alla Volkswagen dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratica commerciale scorretta a una pronuncia della Corte di Giustizia dell'Ue del 2020. Elementi che sono bastati al giudice per rilevare il mancato rispetto del "regolamento europeo 715/2007 con riguardo al valore delle emissioni degli ossidi di azoto" e al contempo dichiarare inammissibile la domanda contro la concessionaria: per  quest'ultima, infatti, è stata esclusa la responsabilità per prassi commerciale ingannevole, visto che il dealer, nel 2011, "non poteva essere al corrente di quanto emerso solo a seguito delle indagini condotte nel 2015 dall'agenzia americana per l’ambiente (Epa)". A sua volta, la concessionaria ha scelto di "non chiamare in manleva" il gruppo tedesco, evitando così di aprire un contenzioso col costruttore.

Il calcolo del danno. L'importo di 3.540 euro previsto dalla sentenza è stato così giustificato: "Il danno va riconosciuto sulla base del criterio omogeneo di calcolo basato su di un parametro unitario il cui importo è pari al 15% del prezzo medio di acquisto dei veicoli coinvolti dal cd. dieselgate in Italia, tratto dal provvedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato n. 26137 adottato nell'adunanza del 4 agosto 2016, che lo ha stimato compreso tra 10.000 e 30.000 euro. Nel caso in esame è pacifico che l’attore ha acquistato la vettura al prezzo di 23.600 euro. Pertanto, l’importo risarcitorio a titolo di danno patrimoniale deve essere calcolato su tale importo ed è pari a 3.540 euro oltre rivalutazione e interessi dall’acquisto della vettura da parte dell’attore alla data della sentenza, ossia il 3 ottobre 2021". Come detto, la decisione del giudice chiude il primo grado della vicenda giudiziaria, ed è quindi lecito attendersi il ricorso in appello da parte della Volkswagen.

COMMENTI

  • Non vedo alcun commento. Oramai il Vaggate non fa più notizia ma la telenovena sembra che non finisca mai. Vanno avanti a patteggiamenti vari e in giro per tribunali. Comunque già c'è stato un risarcimento a un Vagcliente di Avellino. Chissà se tutti i Vagfan che scrivono su Quattroruote andranno pure loro in tribunale contro il loro Gruppo prediletto?