Industria e Finanza

L'offensiva cinese
MG, una wagon compatta e una citycar per l’1% del mercato Italia in tre anni

L'offensiva cinese
MG, una wagon compatta e una citycar per l’1% del mercato Italia in tre anni
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“Siamo qui per restare. Non per metterci alla prova, non per fare un tentativo e se non riesce facciamo i bagagli e torniamo a casa. Ci stiamo assumendo un impegno a lungo termine con i mercati europei”. Lo ha detto il ceo della MG Europa, Matt Lei, in un incontro informale con la stampa italiana il 13 ottobre. La MG, di proprietà della cinese Saic, ha già a listino in Italia due modelli, l’ibrida EHS e l’elettrica ZS, e sta per lanciare la Suv a batteria Marvel R, mentre nel 2022 introdurrà la wagon compatta 5, che avrà prezzi competitivi, promettono i dirigenti della giovane filiale italiana.

Vantaggio tecnologico. Il mercato europeo è il più difficile e competitivo al mondo, e Matt Lei lo sa bene. Ma si fa forte dell’esperienza che la Casa ha maturato in lunghi anni spesi a studiare i mercati esteri, prima quelli asiatici, poi Sudamerica, Medio Oriente e, infine, Australia e Gran Bretagna, “due mercati maturi, sviluppati, questi ultimi, che ci hanno insegnato molte cose”, osserva. “Inoltre, è da oltre dieci anni che investiamo nella tecnologia elettrica e crediamo di aver sviluppato un’esperienza che ci pone davanti anche ad alcuni degli stessi marchi occidentali”. Un know-how tecnologico “che ci permette di offrire delle Bev con autonomie uguali o superiori a tanti competitor, ma a prezzi più bassi”, aggiunge Andrea Bartolomeo, country manager per l’Italia. Le celle delle batterie, per esempio, sono prodotte da una joint venture tra la Catl e la stessa Saic.

Obiettivi ambiziosi. Il marchio anglo-cinese (la Saic lo acquisì nel 2007) si è dato l’obiettivo di chiudere l’anno in corso con mille macchine immatricolate in Italia. L’anno venturo dovrà passare a cinquemila, da raddoppiare nel 2023, fino a giungere entro tre anni e mezzo a totalizzare l’1% del mercato italiano. Che, a ben guardare, è un target più che ambizioso, soprattutto in ambito elettrico. Del resto, la capogruppo Saic è un produttore di grandi volumi, e a realizzare volumi in tempi rapidi è fortemente decisa. “Per i cinesi è molto frustrante vedere percentuali di penetrazione dello zero virgola”, confida un dirigente. Si potrebbe obiettare che è difficile andare molto oltre con auto che, come la Suv medio-grande Marvel, partono da 40 mila euro. Ma la risposta sta per scendere in strada…

Modelli da grandi numeri. “I modelli di grandi volumi sono in arrivo”, dice Bartolomeo, “e il primo sarà, a febbraio-marzo del 2022, la MG 5”. Lunga quattro metri e mezzo, ha una carrozzeria station wagon che promette praticità e discreta capacità di carico. Insomma, una proposta controcorrente, nel settore ormai semiabbandonato delle familiari compatte. E per l’Italia viene naturale individuare la concorrente d’elezione nella Fiat Tipo SW. Ovviamente come tipologia d’offerta, non come alimentazione (per quanto la 5 che viene proposta da noi sia un restyling molto pesante di un modello cinese - fatto in collaborazione con la Volkswagen - che era nato endotermico).

Sotto i 20 mila euro. “Sul piano tecnico, possiamo dire di non avere rivali per questo tipo di auto. Non ci sono ancora giardinette elettriche in circolazione”, chiosa il manager italiano. Per la 5, in una recente conferenza stampa era stato comunicato che il prezzo per la versione d’ingresso sarebbe stato inferiore ai 30 mila euro. Ma pare che alla fine sarà notevolmente inferiore: si parla di circa 25 mila, che, con gli incentivi potrebbero scender sotto i 20 mila. La cosa inizia a farsi interessante. E lo diventerà ancora di più quando debutterà una piccola citycar, in agenda (segreta) verso la fine del 2022.

Guerra fratricida. I concorrenti più pericolosi, alla fine, rischiano di essere le altre Case cinesi che stanno arrivando in forze sul suolo europeo. Per Lei, tuttavia, la MG è avvantaggiata, anche per il fatto che ha alle spalle un colosso come la Saic, storica società automobilistica a controllo statale dell’area di Shanghai che vanta cooperazioni ultradecennali con costruttori come GM e Volkswagen. Neppure la Geely - molto “introdotta” nel mondo automotive occidentale, grazie alla partecipazione in Daimler, alla joint-venture con quest’ultima nel marchio Smart e alla proprietà dei brand Volvo e Lotus - rappresenta un motivo di preoccupazione per il capo europeo della MG. “La Geely ha esperienza, ma basa la gestione strategica dei suoi marchi in Europa su management esclusivamente locale. Noi, invece, ci basiamo su un modello misto che associa alle professionalità autoctone dirigenti cinesi, i quali consentono di avere un filo diretto con la Casa madre. E ciò, in ultima analisi, ci garantisce una capacità di reazione molto più veloce”.

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