Industria e Finanza

Best Global Brands 2021
L’incredibile balzo in avanti della Tesla

Best Global Brands 2021
L’incredibile balzo in avanti della Tesla
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Dal 40esimo al 14esimo posto in un anno: quella della Tesla è una performance mai vista nei 22 anni di storia del ranking stilato dalla società di consulenza globale Interbrand. Senza precedenti anche la crescita del valore, con un +184%. Il primo marchio automotive rimane la Toyota, saldamente in settima posizione dal 2004, tallonata dalla Mercedes, in ottava.

Come e perché si entra in classifica. The Best Global Brands 2021 è dominato, come succede ormai da anni, dal settore della tecnologia che conferma Apple, Amazon e Microsoft in cima alla classifica (con il 33% del valore globale) e domina la top ten. Le ragioni di tale supremazia sono da ricercare nello spirito dei tempi (fino al 2012 in cima alla classifica c’è stata la Coca-Cola, ora soltanto sesta), ma anche nei criteri di valutazione adottati da Interbrand per stilare la classifica dei 100 marchi che maggiormente contribuiscono alla crescita del business globale. Sono ovviamente considerati fattori come la cifra d’affari, il peso del brand nelle decisioni di acquisto e la sua forza competitiva. Per essere incluso, però, un marchio deve essere veramente globale, redditizio, visibile e sufficientemente trasparente rispetto ai risultati finanziari. Requisiti che escludono dalla classifica nomi molto conosciuti e che spiegano il posizionamento di quelli presenti.

La ripresa dell’automotive. The Best Global Brands 2021 registra una crescita del valore del settore automotive in linea con quella della top 100: +13% contro il +15% complessivo, l’incremento maggiore registrato dal 2000, peraltro prevedibile dopo un 2020 da dimenticare. I 15 marchi presenti pesano sul totale di 2.667,524 miliardi di dollari con 305,5 miliardi. Nella top ten entrano soltanto la Toyota, come detto settima, e la Mercedes, ottava, rispettivamente con poco più di 54 e quasi 51 miliardi di dollari. Per la Casa tedesca è una conferma del dato del 2019, mentre per la giapponese rimane inferiore a quello di due anni fa.

BMW, la veterana. Scendendo nella classifica si incontra la BMW, 12esima, con 41,6 miliardi di dollari: il marchio bavarese, uno dei sei del settore presenti senza interruzioni dal 2000 a oggi, perde una posizione rispetto ai due anni precedenti, quando era stata valutata 41,4 e 39,7 miliardi di dollari, ma conferma sostanzialmente l’andamento degli ultimi tre lustri.

Tesla, il fenomeno. Tutta un’altra storia è quella della Tesla, la star di questa edizione. Entrata all’ultimo posto nel ranking 2016, ne scala due l’anno seguente, per uscire di scena fino al 2020, quando rientra al 40esimo posto, con 12,8 miliardi di dollari. Oggi i miliardi sono 36,3 con un incremento del 184% e 26 gli scalini saliti: cose mai viste e che forse mai più si rivedranno. Mai dire mai, però, quando c’è di mezzo il divino Elon.

Honda, 20 anni al 20esimo posto. La quinta Casa automobilistica a comparire è l’Honda, che per vent’anni ha oscillato attorno alla posizione numero 20. Nell’ultimo ranking, però, perde cinque posizioni. Scende di poco il valore rispetto al 2020, da 21,7 a 21,3 miliardi di dollari, ma è di quasi 3 miliardi il calo sul 2019.

Hyundai su di uno. L’anno scorso la Hyundai aveva fatto notizia per essere stata l’unica marca automobilistica a registrare una seppur minima crescita (l’1%). Oggi, con l’eccezione delle inamovibili Toyota e Mercedes, e ovviamente della Tesla, si fa notare per aver scalato una posizione, dalla 36esima alla 35esima, con un valore di 15,2 miliardi di dollari: tutte le altre Case ne hanno invece perse.

Audi & Volkswagen. Audi e Volkswagen si attestano rispettivamente alla 46esima e 47esima posizione, giù di quattro e sette rispetto al 2019. La Casa di Ingolstadt (valutata in 13,474 miliardi) entra nel ranking nel 2004 all’81esimo posto per salire fino al 38esimo del 2016. Poi comincia la discesa. Altalenante, invece, l’andamento del marchio di Wolfsburg (13,423 miliardi): 31esimo nel 2000, rimane escluso dalla top 50 fino al 2011. Poi è tutto un risalire e un ridiscendere.

Ford, - 17. Primo marchio automotive della classifica Interbrand nel 2000, la Ford non soltanto perde presto la supremazia del settore, ma anche posizioni su posizioni: nel 2011 è alla 50esima. Poi risale fino alla 35esima del 2019. Oggi capitombola al 52esimo posto. Valore: 12,9 miliardi di dollari.

Porsche giù di otto. Non hanno di che festeggiare nemmeno a Zuffenhausen. Entrata nel ranking nel 2004 al 74esimo posto, nel 2019 la Porsche raggiunge il 50esimo. L’anno scorso è la numero 55, oggi deve accontentarsi di essere 58esima, per una valutazione di 11,7 miliardi di dollari.

In fondo al ranking. Chiudono la parata di case automobilistiche, Nissan, Ferrari, Kia, Mini e Land Rover. Il marchio giapponese, nella parte bassa della classifica dal 2003 al 2007, rientra nel 2011, tocca il suo massimo nel 2017 (39esimo) per ridiscendere fino al 59esimo posto, giù di sette rispetto al 2019 (valore 11,1 miliardi). Il Cavallino debutta nel 2008, esce di scena nel 2013, ricompare nel 2017. Oggi è al numero 76 e secondo Interbrand il suo valore tangibile è di 7,1 miliardi. I 6 miliardi della coreana (in classifica dal 2011) la spingono all’86esimo posto (otto in meno rispetto al 2019). Perde sei posizioni la Mini (ingresso in classifica nel 2015), 96esima con 5,2 miliardi. Di ben 13 scende la Land Rover (debutto nel 2014), 98esima con 5 miliardi.

COMMENTI

  • Non vedo brand di Stellantis