Industria e Finanza

Gigafactory Tesla
Problemi burocratici a Berlino, l'apertura è di nuovo rinviata

Gigafactory Tesla
Problemi burocratici a Berlino, l'apertura è di nuovo rinviata
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La Tesla deve affrontare nuovi ostacoli burocratici in Germania e ulteriori ritardi nell’avvio delle attività produttive della Gigafactory di Grünheide, alle porte di Berlino. La produzione nello stabilimento, inizialmente fissata per luglio, non potrà iniziare a novembre come previsto, e pertanto la fase commerciale non potrà partire prima del 2022. I nuovi ritardi sono legati alla decisione dell'Ufficio per l’Ambiente del Land del Brandeburgo di disporre la ripetizione delle consultazioni pubbliche con cittadini e associazioni locali.

Motivi legali. L’ufficio ha motivato la sua decisione con la necessità di garantire “la certezza del diritto” e risolvere le attuali problematiche legate alle disposizioni sulle procedure di consultazione pubblica, emanate nel maggio dell’anno scorso dalle autorità federali per assicurare un’adeguata partecipazione delle parti interessati nel contesto dell’emergenza sanitaria da coronavirus. Negli ultimi 19 mesi sono state condotte diverse procedure, ai sensi della normativa PlanSiG (Planungssicherstellungsgesetzes), ma i tribunali amministrativi non hanno ancora preso alcuna decisione e non è stato formulato nessun parere legale. Dunque, tutte le amministrazioni sono in difficoltà nell’interpretazione e nell’applicazione delle disposizioni della PlanSiG. In particolare, non sembrano chiare le tempistiche tra l’avviso di consultazione e il relativo avvio. Pertanto, è difficile valutare quali pareri giuridici debbano essere adottati in caso di una controversia. 

Spazio alle obiezioni. La nuova consultazione avrà inizio il 2 novembre e consentirà di presentare eventuali obiezioni a tutte le parti che hanno già partecipato alle precedenti procedure e si sono dichiarate insoddisfatte delle risposte della Tesla o del ministero dell’Ambiente del Brandeburgo. Da programma, il confronto verrà chiuso il 22 novembre, dopodiché scatterà la fase di esame di tutte le obiezioni. Quindi, è del tutto improbabile che la Tesla possa ottenere l’agognato permesso definitivo in tempo per avviare le attività all’interno dello stabilimento secondo le sue aspettative: la Casa californiana, che finora ha eseguito tutti i lavori di costruzione e installazione di macchinari e attrezzature sulla base di permessi temporanei, ha ribadito, in occasione della pubblicazione dei conti trimestrali, l'obiettivo di ricevere il via libera finale entro la fine dell’anno (in passato era stato indicato il mese di novembre, o al massimo di dicembre, come tempistica). Inoltre, nel corso della conference call con gli analisti, il direttore finanziario Zack Kirkhorn ha escluso la possibilità di riuscire a consegnare entro la fine dell’anno eventuali veicoli prodotti a Grünheide. In ogni caso, la Tesla potrà proseguire i lavori sulla fabbrica, che dovrebbe dunque essere pronta per l’inizio del 2022 e in grado di aumentare rapidamente le attività di assemblaggio. 

COMMENTI

  • Questi risibili mariuoli sono gli stessi che starnazzano di aiuti di Stato (degli altri) ad ogni piè sospinto, che producono le VAG tarocco e le mozzarelle blu.
  • sara' la carenza di micro fish&chips anche qua
  • Ma quante volte Musk si sarà morso la lingua per non essere andato a insediarsi in Ungheria o Bulgaria? stesso incentivi, ma meno rotture e costo del lavoro più basso…
  • Paese che vai Cingolani che trovi. Pensa che avrebbe fatto la Fiat in Italia.
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