Industria e Finanza

Hertz e Tesla
Metà delle Model 3 andranno a Uber (grazie anche ai sussidi USA)

Hertz e Tesla
Metà delle Model 3 andranno a Uber (grazie anche ai sussidi USA)
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Il mega ordine di 100.000  Tesla Model 3 da parte di Hertz, un affare da 4,2 miliardi di dollari, continua a far parlare di sé. E non tanto per l’ingaggio della star del football, Tom Brady, ma anche per i risvolti fiscali dell’operazione. È notizia di oggi che metà del lotto, ovvero 50 mila di quelle stesse Model 3, saranno "girate" a Uber, alla quale Hertz fornisce auto a noleggio. Il comunicato delle società coinvolte sottolinea con orgoglio l’accelerazione nell'adozione di veicoli elettrici negli Stati Uniti attraverso questa  nuova partnership, che porterà le 50.000 Tesla ai conducenti della rete Uber entro il 2023: un passo certamente significativo verso le "emissioni zero" (allo scarico) che la società di ride hailing conta di raggiungere entro il 2040. Come già anticipato, tra pochi giorni, ovvero dall'1 novembre, si potranno noleggiare Tesla agli sportelli Hertz degli aeroporti di Los Angeles, San Francisco, San Diego e Washington D.C., con un'espansione a livello nazionale che procederà nel giro delle prossime settimane, e che nel medio termine dovrebbe coinvolgere anche alcune città europee, al momento non indicate. Per Hertz, la partnership, a pochi mesi dall’uscita dal Chapter 11 e dal rischio del fallimento, segna la svolta verso il futuro della mobilità condivisa e dei suoi rapporti con l'industria automobilistica. Detto questo, data la notizia con tanto di note sui superbowl vinti dall’illustre testimonial, in America ci si pone qualche domanda. In primis sulla "consistenza" dell’affare, e soprattutto su chi ne sarà davvero avvantaggiato.

Paga il contribuente. Il Wall Street Journal, quotidiano finanziario della Grande Mela, se l'è chiesto esplicitamente: non sarà che alla fine "l'arma segreta" dell'operazione sono proprio i contribuenti? In un gioco di vantaggi reciproci per le società coinvolte nell’operazione, un ruolo fondamentale sarebbe quello degli incentivi per le auto elettriche, definiti una vera e propria "pentola d'oro". Il ceo della Tesla, Elon Musk, ha affermato di non aver dovuto concedere a Hertz nemmeno un po’ di sconto sul mega ordine da 4,2 miliardi di dollari. In effetti, gli analisti spiegano che non ce ne sarebbe stato bisogno: il Congresso è prossimo ad approvare un disegno di legge che include un credito d'imposta del 30% per "veicoli elettrici commerciali qualificati". Il testo non definisce in modo chiaro e univoco cosa si intenda per veicolo "elettrico commerciale qualificato", ma le fonti del quotidiano confermano che le Tesla acquistate dalla Hertz rientrerebbero in questi vantaggi fiscali. La cifra è da capogiro: per la società di rent-a-car, il credito, sulla spesa di 4,2 miliardi appunto, sarebbe di 1,26 miliardi di dollari. Tanto da rendere una Tesla Model 3 appetibile ed economica come una termica Toyota Camry, una delle tre volumi più utilizzate dalle flotte di noleggio negli States. Ma non basta. Il disegno di legge sulla spesa della Camera estende un credito d'imposta del 30% per l'installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici fino al 2031, che si aggiunge allo stanziamento di 7,5 miliardi di dollari per le stazioni nel disegno di legge sulle infrastrutture, approvato dal Senato.

Convengono davvero? Nel dare la notizia dell’acquisto di 100.000 Tesla, il ceo ad interim di Hertz, Mark Fields, ha spiegato la decisione strategica con il fatto che le auto elettriche stanno diventando mainstream. Oltre al fatto che le Ev abbattono i costi di manutenzione rispetto alle auto a benzina, e quindi anche per questa ragione contribuirebbero a ridurre i costi operativi di Hertz. Ma se davvero i veicoli elettrici sono così convenienti, perché il governo dovrebbe sovvenzionarli? In sostanza, ci si lamenta del fatto che le società non pagano la giusta quota di tasse, ma poi si concedono loro generose agevolazioni fiscali per promuovere politiche progressiste che riducono il gettito fiscale. Il dibattito avviato dal Wall Street Journal è aperto, non solo negli Usa. E sicuramente il decreto Infrastrutture approvato alla Camera, in Italia, con gli incentivi alle elettriche (soldi destinati comunque a chi se le può permettere), farà discutere anche da noi. Intanto, concludono gli americani, "enjoy that Hertz Tesla ride", ovvero godetevi il giro sulla Model 3 noleggiata. In realtà, come contribuenti, l’avrete pagato molto più di quanto non dica la fattura.

COMMENTI

  • Giro di soldi multimiliardario all'interno di chi già potrebbe permettersi una Tesla senza sovvenzioni. O un'elettrica in genere. Paga il poverello che gira con la Fiat Punto fire vecchia di 10 anni perchè altro non può permettersi. Vergogna, è un'indecenza.