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Stellantis
Mirafiori, il nuovo distretto produttivo nascerà il 17 gennaio

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Mirafiori, il nuovo distretto produttivo nascerà il 17 gennaio
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Il gruppo Stellantis ha raggiunto l’accordo con le organizzazioni sindacali sul piano di ristrutturazione e rilancio del polo produttivo torinese. L’intesa, firmata da tutte le sigle, con la sola eccezione della Fiom, prevede una serie di garanzie per i lavoratori coinvolti e impegni sulle missioni produttive attuali e future per la fabbrica di Mirafiori, dove saranno concentrate tutte le attività manifatturiere oggi svolte tra la storica fabbrica torinese e il vicino stabilimento di Grugliasco. In particolare, è stato concordato lo stop alla produzione nell’impianto alle porte di Torino per il 17 dicembre prossimo e il rientro al lavoro degli operai a Mirafiori il 17 gennaio, in sostanza il primo giorno di vita del nuovo Turin Manufacturing District voluto da Stellantis per rilanciare lo storico impianto di Corso Giovanni Agnelli.

Il trasferimento. Al loro rientro, però, i lavoratori di Grugliasco non saranno operativi su produzioni Maserati come avvenuto finora: in attesa delle nuove linee di assemblaggio dedicate ai modelli del Tridente, saranno spostati sulla linea della 500 elettrica, per la quale sarà attivato un secondo turno di lavoro, e dovranno seguire corsi di formazione. Dall’anno prossimo, l’impianto torinese produrrà, oltre al cinquino a batteria e alla Maserati Levante, anche Quattroporte e Ghibli e, dalla fine del terzo trimestre, le nuove Granturismo e Gran Cabrio. Il trasferimento riguarda non solo gli operai, ma anche gli impiegati, che saranno spostati sempre a Mirafiori o in altri siti del comprensorio torinese. A Grugliasco rimarrà solo il reparto lastratura, ma cesserà entro il 2024, quando verranno ampliate le analoghe attività nello stabilimento di corso Giovanni Agnelli.  

Nessun esubero. L’accordo prevede che la capacità produttiva massima resti inalterata e include l’impegno del costruttore euro-americano ad "allocare" a Mirafiori anche la futura piattaforma Maserati sulla quale saranno sviluppate le eredi di Quattroporte e Ghibli. "In ogni caso si specifica che non ci saranno esuberi strutturali, con l’impegno aziendale a poter ricorrere solo a uscite volontarie e a ammortizzatori sociali conservativi", sottolineano, in un comunicato congiunto Fim, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR, aggiungendo che l’intesa stabilisce anche "i necessari interventi formativi, la garanzia del mantenimento dei migliori standard ergonomici anche sulle future linee di montaggio, nonché della maturazione dei ratei mensili degli istituti differiti, cosa che permetterà di alleviare per quanto possibile l’effetto salariale negativo del ricorso alla cassa integrazione. Ai lavoratori viene anche riconosciuta la possibilità, compatibilmente alle professionalità e ai bisogno di manodopera, di lavorare presso altre unità produttive del torinese". Secondo le cinque sigle sindacali, "si tratta di un accordo importante non solo per i lavoratori coinvolti, ma per l’intera città di Torino. Il confronto con Stellantis dovrà però proseguire per tutti gli altri stabilimenti italiani, dando continuità al tavolo istituzionale aperto presso il Ministero dello Sviluppo economico".

L’inchiesta penale negli Usa. Chiuso l’accordo per Mirafiori, un’altra intesa è prossima a essere firmata anche negli Stati Uniti, sebbene non riguardi aspetti industriali. Secondo indiscrezioni della Reuters, la filiale americana del gruppo Stellantis è prossima a concludere le trattative con le autorità giudiziarie statunitensi su un accordo di patteggiamento con il Dipartimento di Giustizia, volto a chiudere le cause penali scaturite dalle indagini sul mancato rispetto dei limiti alle emissioni di veicoli diesel dei marchi Jeep e Ram. La Fiat Chrysler Automobiles Us dovrebbe accettare una dichiarazione di colpevolezza e il pagamento di sanzioni per un totale tra 250 e 300 milioni di dollari (215-260 milioni di euro al cambio attuale). Attualmente, le parti stanno approntando la documentazione necessaria per firmare l’accordo e porre fine a tutte le indagini iniziate nel 2015 con l’accusa mossa dall’Epa, l’agenzia statunitense per l’Ambiente, per le emissioni di 100 mila veicoli commercializzati tra il 2015 e il 2016. La società di Auburn Hills ha già raggiunto nel gennaio del 2019 un'intesa per chiudere tutte le cause civili e una class action promossa dai consumatori, accettando di sborsare circa 800 milioni di dollari e negando "qualsivoglia disegno deliberatamente diretto a installare impianti di manipolazione per aggirare i test sulle emissioni". 

COMMENTI

  • Pensavo grugliasco ancora 1-2 anni per le vecchie ghibli-quattroporte invece no i francesi lo chiudono subito e spostano la catena di montaggio anche delle vecchie auto a mirafiori. Ci stanno dando dentro come le pulizie degli stabilimenti "alla francese"
  • Un accordo dove la Fiom non accetta le condizioni proposte, mentre Fim e Uilm (più altri sindacati minori) si precipitano a firmare, mi ricorda i vari contratti "fabbrica italia", "modello Pomigliano" etc etc. che sappiamo bene come sono andati a finire. Ora ovviamente speriamo tutti che oggi ci sia discontinuità con le nefaste gestioni precedenti, però certo è che stando così le cose, le premesse per questo nuovo nascente corso non sono delle migliori....