Industria e Finanza

Gruppo Volkswagen
Terzo trimestre in chiaroscuro: pesa la crisi dei chip

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Terzo trimestre in chiaroscuro: pesa la crisi dei chip
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La crisi dei chip e le difficoltà di approvvigionamento di componenti fondamentali hanno avuto un impatto pesante sul gruppo Volkswagen nel periodo tra luglio e settembre: i conti trimestrali mostrano, infatti, tante ombre, ma anche qualche indicazione positiva sull’andamento economico del costruttore tedesco. Le vendite sono scese del 29,9% a 1,8 milioni di unità, per effetto della scarsa disponibilità di prodotto causata principalmente dalla carenza di semiconduttori (la produzione è crollata del 35,1%). Eppure, i ricavi sono risultati in flessione di appena il 4,1% a 56,93 miliardi grazie al maggior contributo di veicoli ad alto margine ed elettriche, che ha spinto al rialzo i prezzi e migliorato il mix di prodotto. 

Utili in altalena. Le difficoltà nella catena di approvvigionamento hanno presentato il conto soprattutto sulle principali voci reddituali. L’utile operativo, al netto delle componenti straordinarie, ha subito un calo del 12,1% a 2,8 miliardi, per un margine in discesa dal 5,4% al 4,9%. I profitti, invece, sono saliti del 5,6% a 2,9 miliardi. Inoltre il rendiconto finanziario mostra un peggioramento dei flussi di cassa operativi delle attività automobilistiche, scesi da 10,16 miliardi a 3,61 miliardi, e dei flussi netti, passati da un dato positivo per 6,2 miliardi a uno negativo di 2,97 miliardi, a dimostrazione di quanto il gruppo abbia "bruciato cassa" per affrontare le problematiche di un trimestre che ha ridimensionato i record messi a segno nella prima parte dell’anno. 

Il messaggio della dirigenza. I massimi dirigenti, alle prese con rapporti sempre più tesi con i sindacati, hanno quindi lanciato un chiaro messaggio. "I risultati del terzo trimestre mostrano ancora una volta che dobbiamo portare avanti sistematicamente il miglioramento della produttività nei marchi di massa. Siamo determinati a mantenere la nostra posizione forte contro concorrenti consolidati e nuovi e ad attuare con forza la trasformazione verso una mobilità digitale climaticamente neutra con la nostra strategia New Auto", ha affermato l’amministratore delegato Herbert Diess, che durante una conference call con gli analisti ha avvertito della necessità di procedere con una riduzione dell’organico, soprattutto a Wolfsburg, per tenere il passo della Tesla nel campo della mobilità elettrica. "C'è una sfida da parte di Tesla, ma manterremo il ritmo", ha spiegato il manager bavarese sottolineando che l’ammodernamento della storica fabbrica sassone comporterà il taglio di un non meglio precisato quantitativo di posizioni lavorative e un’accelerazione dei tempi produttivi: "Di sicuro abbiamo bisogno di una riduzione dell’organico”. Dello stesso tono si sono rivelati i commenti del direttore finanziario Arno Antlitz: "Dopo risultati record nella prima metà dell'anno, i colli di bottiglia dei semiconduttori nel terzo trimestre ci hanno reso ampiamente chiaro che non siamo ancora abbastanza resilienti alle fluttuazioni nell'utilizzo della capacità. Ciò dimostra chiaramente che dobbiamo continuare a lavorare risolutamente per migliorare le nostre strutture dei costi e la produttività in tutti i settori. Per poter attuare la nostra strategia New Auto come pianificato e finanziare da soli la nostra trasformazione verso l'e-mobility e la digitalizzazione, dobbiamo apportare miglioramenti decisivi".

Le prospettive. Il periodo gennaio-settembre presenta, comunque, un andamento estremamente positivo per quanto confrontato con un 2020 influenzato dalle conseguenze della pandemia: +6,9% le consegne (7 milioni di unità) e +20% i ricavi (186,6 miliardi), mentre l’utile operativo è passato da 2,38 a 14,16 miliardi (margine dall’1,5% al 7,6%) e i profitti da 1,73 a 11,36 miliardi, i flussi di cassa netti sono migliorati da 1,42 a 7,2 miliardi e la liquidità in cassa è aumentata da 24,85 a 25,64 miliardi. I risultati dei primi nove mesi, i rischi legati alle difficoltà di approvvigionamento, l’intensificazione della crisi dei chip degli ultimi mesi e l’andamento negativo dei mercati, nonché ulteriori problematiche (per esempio, rincaro delle materie prime e volatilità dei cambi) hanno quindi spinto il gruppo a rivedere le previsioni annuali: le consegne sono previste in linea con quelle del 2020 e non più in crescita, mentre i ricavi dovrebbero essere "notevolmente superiori" e l’utile operativo è ancora stimato tra il 6% e il 7%. 

COMMENTI

  • c'era qualcuno, i soliti a dir la verità, che insinuavano/millantavano, un problema del solito "nuovo" gruppo quattroruote news nuovi-modelli 2021 10 20 land rover range rover immagini anticipazioni debutto html