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Rivian
Il 20% del capitale è nelle mani di Amazon

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Il 20% del capitale è nelle mani di Amazon
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La Rivian, startup di veicoli elettrici prossima a sbarcare a Wall Street con un’offerta multimiliardaria, può contare su legami con il colosso dell’e-commerce Amazon molto più forti di quanto si possa immaginare. Non si tratta solo dei rapporti industriali associati alla fornitura di mezzi per le consegne, ma anche, se non soprattutto, di un'ancor più solida relazione di natura finanziaria: la multinazionale di Seattle ha svelato, infatti, di possedere azioni della Rivian pari al 20% circa del capitale.

I valori. In sostanza, l'azienda di Plymouth può fare affidamento su un azionista dalle solidissime fondamenta: Amazon, anche grazie alla propria leadership nel mercato globale del commercio elettronico, ha raggiunto in Borsa una capitalizzazione di 1.750 miliardi di dollari. Ma quanto vale il 20% di Rivian? Alla data del 30 settembre, le azioni sono state contabilizzate a un valore di carico di 3,8 miliardi di dollari, oltre 1 miliardo in più rispetto ai 2,7 miliardi di fine 2020. Le valutazioni di mercato sono, invece, decisamente più alte. La startup ha avviato il processo per quotarsi a Wall Street entro la fine dell’anno: tramite l’offerta pubblica iniziale intende raccogliere tra 5 e 8 miliardi di dollari e spuntare una valutazione di almeno 80 miliardi di dollari. Non è escluso, però, che possa raggiungere i 100 miliardi e in tal caso il 20% in mano ad Amazon, equivalente a circa 150 milioni di azioni privilegiate, sarebbe valutato ben 20 miliardi.

Gli altri azionisti. In ogni caso, la Rivian conta tra i suoi azionisti anche altri grandi realtà statunitensi, tra cui i colossi del risparmio gestito T. Rowe Price e BlackRock e, soprattutto, la Ford. L’Ovale blu ha finora investito 820 milioni di dollari nella startup (a fronte di poco più degli 1,3 miliardi impegnati da Amazon) arrivando a detenere oltre il 5%. Il colosso dell’e-commerce, però, può contrare anche su un rappresentante nel consiglio di amministrazione, Peter Krawiec, mentre la Ford ha deciso pochi giorni fa di non confermare la presenza di Doug Power per evitare conflitti di interesse in vista della quotazione. 

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