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Auto elettriche
Caro batterie, si allontana la parità di prezzo con le endotermiche

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Caro batterie, si allontana la parità di prezzo con le endotermiche
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È ormai noto come la mobilità elettrica sia messa a dura prova da alcuni importanti fattori, tra cui l’assenza di una rete di ricarica capillare, le ansie da autonomia e i listini elevati. Dal punto di vista industriale, i costruttori sono convinti che un’accelerazione possa essere impressa dalla costante riduzione dei prezzi delle batterie e dall’agognata parità di costo tra elettriche ed endotermiche. In tal senso, gli ultimi dieci anni hanno mostrato un calo dei prezzi coerente con le aspettative delle Case ma le sorprese sono ormai dietro l’angolo. Nel 2022, stando all’ultima indagine condotta da BloombergNEF, il rincaro delle materie prime, unito ai persistenti "colli di bottiglia" nelle catene di approvvigionamento a livello globale, rischia di portare i costi degli accumulatori a registrare il primo aumento nell’ultimo decennio. 

L’andamento dei prezzi. In particolare, quest’anno i prezzi medi delle batterie sono scesi del 6% rispetto al 2020 raggiungendo il minimo di 132 dollari (116,56 euro al cambio attuale) al kWh, ma già da luglio sono tornati a salire anche per colpa dell’aumento dei listini di fosfato di ferro e di litio stabiliti dai produttori cinesi per compensare il rincaro dell’energia e la scarsa disponibilità di materiale. E per l’anno prossimo i prezzi sono previsti in salita del 2,3% a 135 dollari nonostante le prospettive di miglioramento delle forniture. A pesare sarà la costante divergenza tra domanda e offerta: già oggi, le compagnie minerarie non riescono a soddisfare le crescenti richieste del mercato a causa delle difficoltà nell’attivare in tempi rapidi nuovi siti estrattivi. L’aumento dei prezzi sarebbe il primo dal 2010, quando i valori si aggiravano sui 1.200 dollari. BloombergNEF, comunque, ha confermato la sua previsione su una discesa fino a 100 dollari entro il 2024, ma ha espresso dubbi sulla possibilità che la tempistica venga effettivamente rispettata. Non è escluso un rinvio di due anni.

Pressioni inflazionistiche. Il motivo è legato all’attuale situazione di generalizzate pressioni inflazionistiche che, insieme ad altri fattori quali la ripresa dei contagi da coronavirus, sta mettendo a dura prova la ripresa economica globale e le politiche monetarie ultra-accomodanti delle banche centrali. A tal proposito, negli ultimi giorni si è aperto un acceso dibattito tra la Bce e la Fed. Per l’Eurotower l'attuale tasso di inflazione (nell’Eurozona ha raggiunto a ottobre il 4,1% dopo il 3,4% di settembre) è da considerare passeggero perché legato a elementi esogeni come l’aumento dei prezzi del petrolio o dell’energia, mentre per la Federal Reserve il forte aumento dei prezzi non è più "transitorio" e i rischi di livelli persistentemente alti stanno aumentando. 

Rincaro delle materie prime. D’altro canto basta guardare l’andamento di alcune materie prime fondamentali per comprendere le conseguenze sui tassi di inflazione: i future sul petrolio scambiati a New York trattano da alcuni mesi intorno ai 70 dollari, quasi il doppio rispetto a un anno fa, mentre il gas sulla Borsa di Amsterdam ha toccato pochi giorni fa un massimo di 101 euro. Sul fronte delle batterie, si stanno riscontrando rincari generalizzati per quasi tutti gli elementi chimici più importanti per la loro produzione: per esempio, il nickel è aumentato del 24% e il carbonato di litio del 346%. Non solo. BloombergNEF fa presente come quest’anno si stia assistendo a un aumento dei prezzi delle singole celle che compongono i pacchi batteria: ormai sono arrivate a pesare per l’82% su un prezzo totale che ha raggiunto il livello minimo di 111 dollari/kWh in Cina mentre negli Stati Uniti o in Europa è superiore del 40/60%. 

Le conseguenze. Tra l’altro, non è solo BloombergNEF a lanciare l’allarme. Recentemente la società londinese Benchmark Mineral Intelligence ha preventivato un aumento dei costi produttivi delle sole celle di almeno il 16% nel 2022 a causa del rincaro del carbonato di litio. Di conseguenza, sono a rischio tutte le strategie annunciate da numerose case automobilistiche per ridurre i costi e quindi raggiungere il prima possibile la parità tra elettriche ed endotermiche. La Ford e la Renault, per esempio, hanno fissato per il 2030 l’obiettivo di un prezzo dei pacchi batteria di 80 dollari/kWh e la Nissan ha annunciato l’intenzione di ridurlo a 75 per il 2028 e successivamente a 65. In ogni caso, all’interno dell’industria automobilistica si ritiene che il prezzo ideale per rendere le elettriche veramente competitive con le endotermiche debba attestarsi intorno ai 100 dollari/kWh, un valore difficile da raggiungere se l’attuale situazione di rincari si prolungasse nel lungo termine. Nel complesso, si tratta di un contesto particolarmente complicato soprattutto per i costruttori europei, alle prese con la necessità di aumentare le vendite di veicoli alla spina per rispettare i limiti alle emissioni. "Queste case automobilistiche potrebbero ora dover fare una scelta tra la riduzione dei margini e il trasferimento dei costi sulla clientela, con il rischio di scoraggiare i consumatori dall'acquisto di un veicolo elettrico", ammette James Frith, responsabile della ricerca sulle batterie di BloombergNEF, confermando così i timori espressi negli ultimi mesi da diversi manager del settore come Luca De Meo della Renault o Carlos Tavares del gruppo Stellantis.

COMMENTI

  • Cioè, i green ci dicono che dobbiamo già oggi comprare auto elettriche in quantità esagerate, incentivate in modo altresì esagerato dai governi, perchè fra 10 anni FORSE le batterie avranno un costo che permetterà di avvicinare le auto ai prezzi delle termiche.. nel frattempo l'energia aumenta di prezzo a 2 cifre.. solo io noto che qualcosa non va in questo discorso?
  • Parallelamente all'aumento di volume delle vetture BEV si è assistito all'incremento di volumi di informazioni da gestire in rete . Mi direte ma che c'azzecca tutto ciò ? Semplice : più informazioni da gestire sul cloud significa più data center; più data center vuol dire più UPS ; un UPS contiene moduli di potenza e batterie (tante). Ecco che i produttori di auto BEV e PHEV si ritrovano come concorrenti all'acquisto i costruttori di UPS (e anche i costruttori di moduli di accumulo per fotovoltaico). Il risultato è che il prezzo di mercato lo sta facendo ( e lo farà ancora a lungo) chi produce batterie e ancora di più chi fornisce le materie prime per la costruzione delle batterie stesse.
  • Signori e Signore, 1. risolviamo il problema dei microchip e scopriremo lo shortage delle celle al Litio. Ricordatevi del sottoscritto. 2. a me era stato detto da fonti serie che i prezzi sono gia' aumentati quest'anno. 3. non un caso che Tesla abbia osato passare da NMC a LFP per i catodi. Ovvero, accettiamo un miles range inferiore ma respiriamo coi costi inferiori. Saluti dal bar sport dove brindiamo al freno a mano che il Tava, il Luca e chissa' chi altro stan cominciando a tirare.
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  • Ovvio, ora che il mercato comincia a muoversi, i costruttori battono cassa, e sarà sempre peggio
  • ci vorrebbe un commento alla pippo lanza dopo aver vinto contro perugia che nei mesi precedenti lo aveva messo fuori rosa: inizia per s e finisce con a, quattro lettere...
  • Auto elettriche ed endotermiche conviveranno a lungo insieme, ben oltre i limiti che sono stati imposti dalle autorità europee, o che si sono imposti in autonomia alcune case. Troppi problemi da gestire, troppa complessità, troppa fretta a fronte di una tecnologia delle batterie ancora immatura, a prescindere dalla reperibilità delle materie prime. La partita sul futuro della mobilità individuale è ancora apertissima e la strada tracciata verso l'elettrico a senso unico rischia di finire in mezzo al nulla.
  • Anche il divario tra carica batterie in kw/ora e litri carburante per un pieno allargherà la forbice tra elettrico e termico e gli articoli passati sui vari costi al km:aria fritta !
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  • Se continua così, la parità di prezzo sarà comunque raggiunta, ma solo perché saranno le endotermiche a diventare sempre più costose, tali da raggiungere il prezzo delle elettriche.
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