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SsangYong
Dopo la Mahindra, il controllo passa a un consorzio guidato dalla Edison Motors

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Dopo la Mahindra, il controllo passa a un consorzio guidato dalla Edison Motors
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La  SsangYong Motor esce ufficialmente dall’ennesima crisi della sua storia: un consorzio di investitori, guidato dalla startup sudcoreana Edison Motors e composto anche dai fondi Korea Corporate Governance Improvement (KCGI) e Keystone e dall’azienda di elettronica Semisysco, ha sottoscritto un accordo per acquisire tutte le attività produttive e la maggioranza del capitale per un corrispettivo di 304,8 miliardi di won, pari a poco più di 225 milioni di euro.

Finisce il passaggio in India. L’intesa, già approvata da un tribunale fallimentare di Seul, sarà perfezionata una volta completati alcuni passaggi tecnici: tra questi figurano il via libera di almeno i due terzi dei creditori della SsangYong e l’approvazione da parte della stessa corte del piano di ristrutturazione e rilancio, che il consorzio conta di presentare entro l’1 marzo. L’azienda coreana è sotto amministrazione controllata dallo scorso aprile, ossia da quando l’ex azionista di controllo, l’indiana Mahindra, ha abbandonato tutti i tentativi di individuare un investitore intenzionato ad acquisire, parzialmente o integralmente, il 75% del capitale in suo possesso. Il consorzio della Edison Motors ha avviato le trattative per l’acquisizione lo scorso ottobre, subito dopo essere stato scelto dal tribunale fallimentare quale miglior offerente nell’asta avviata dalla curatela fallimentare per trovare una soluzione alternativa al fallimento.


  

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