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Allarme per il prezzo del litio: “Alle stelle entro un anno”

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Allarme per il prezzo del litio: “Alle stelle entro un anno”
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I prezzi del litio per le batterie destinate alle auto elettriche sono destinati "a salire alle stelle” nel giro di un anno, generando un “grave problema di costi” per le Case automobilistiche. L’allarme è della società di consulenza energetica norvegese Rystad Energy, che ha così confermato i timori già sollevati a inizio dicembre da BloomberNEF sull’impossibilità per i costruttori di raggiungere la parità di costo tra elettriche ed endotermiche in tempi brevi.

Prezzi già ai massimi. La Rystad fa presente come già oggi il litio venga trattato, sui mercati asiatici, al massimo storico di 35 dollari al chilogrammo e avanza l’ipotesi di un ulteriore aumento fino a 50 dollari nel secondo semestre e a 52,5 dollari all'inizio del 2023. Secondo l’analisi della società norvegese, sono due i motivi alla base del rialzo delle quotazioni: da una parte il crescente interesse dimostrato dal settore automobilistico per le batterie al litio-ferro-fosfato a partire dai primi mesi del 2021, dall’altra le previsioni su forniture limitate di sali di litio per l’intero primo semestre del 2022 a causa di problemi produttivi e logistici in Cina e nell'America del Sud.

Colli di bottiglia e non solo. Infatti, secondo gli analisti, le compagnie minerarie sarebbero poco propense a immettere sul "mercato spot” volumi significativi di materia prima a causa dei “colli di bottiglia” causati dai limiti nelle forniture e dai problemi logistici legati alla pandemia del coronavirus. I cinesi sarebbero limitati da rallentamenti nella produzione di carbonato di litio nella provincia del Qinghai, mentre i sudamericani attivi tra Argentina, Bolivia e Cile, a causa delle difficoltà di trasporto, esitano a immettere sul mercato volumi supplementari, ossia al di fuori dei contratti di lungo termine, nonostante stiano continuamente aumentando le estrazioni. La scarsa offerta, unita alle prospettive ottimistiche sulla domanda di batterie, dovrebbe quindi mantenere elevati i prezzi del carbonato di litio, anche rispetto a quelli dell’idrossido di litio. A tal proposito, l'indice mensile elaborato dalla Rystad indicava a inizio gennaio per il carbonato di litio per batterie un prezzo franco fabbrica in Cina di 300.000 yuan la tonnellata, quasi il 43% in più rispetto ai 210.000 del mese precedente, e un aumento per l'idrossido di litio da 192.000 a 290.000 yuan.

COMMENTI

  • Bisognerà per forza studiare delle alternative per evitare tutto ciò, tra cui i carburanti sintetici, che avrebbero il pregio oltretutto di liberarci dalle fluttuazioni del prezzo del greggio e di svincolarci dai paesi produttori.
  • Quindi? Teniamo un`auto diesel in garage just in case? Una volta comprata l`auto elettrica dei ns sogni, quanto costera` sostituirne il pacco batterie a fine vita? Forse in nome del risparmio energetico finite le batterie si buttera` anche l`auto?
  • Siamo appena allo zero virgola qualcosa del parco circolante per le EV e già si parla di aumento dei costi del litio..
  • Niente di più scontato e prevedibile. Si chiama legge della domanda e dell’offerta, tra l’altro la situazione è acuita dal fatto che siamo in un momento di spinta inflazionistica. Come più volte scritto, non è tanto un problema di cambiamento ma di tempistiche che vengono in primis “forzate” dalle case automobilistiche.
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  • Tutto quello che rende meno probabile una reale fine degli endotermici al 2035 non può che rendermi felice.
  • Non è che "dal 2035 stop alla vendita motori a combustione" farà il paio come nel 1973 prima crisi petrolifera con domeniche a piedi per tutti"a inizio anni 2000 finirà il petrolio.."
  • Caro, vecchio gasolio (in Euro 7) come ti rimpiangeremo...
  • Ma non vengono chiamate "terre rare"?? Quindi...
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  • Questo lo si sapeva da tempo, ovvio quando una "materia prima" diventa "fondamentale" il prezzo sale a livelli stratosferici. Quindi non solo aumenteranno i costi di acquisto ma anche quelli di gestione, ulteriore motivo per rimanere sul termico. In più si dimostra come tutta la "manfrina" sull'elettrico nella realtà è demagogia non applicabile che si scontra con la realtà
  • L'europa perde un settore strategico per il futuro, chiaro che i motori endotermici come oggi li conosciamo non avranno futuro. Niente nucleare ( dobbiamo ancora smaltire da anni le vecchie scorie ) si a energia green, biometano e momentaneamente carburanti sintetici. Utilizzo del vento e dell'energia solare, quindi riconversione del personale, il pnrr riserva molti soldi.
  • Questione arcinota da tempo che va a braccetto con la pagliacciata della "transizione" forzata
  • Probabilmente verranno così smentite, come conseguenza logica, le ottimistiche previsioni circa una diminuzione dei costi delle batterie per autotrazione