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Russia-Ucraina
La guerra aggrava i problemi del mondo dei trasporti

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L’autunno scorso ha registrato un vero e proprio ingorgo dei mari: porti chiusi in alcune aree della Cina per focolai di Covid, ripercussioni a lungo termine del blocco del Canale di Suez avvenuto in primavera per l’incaglio della nave Evergiven, esplosione della domanda di container dovuta alla ripresa economica post-pandemica, con conseguenti rincari stratosferici dei noli sulle rotte tra l’Asia e il Mediterraneo o il Sudamerica (passati, per il container standard, da 500 a 20 mila euro a viaggio). Sono passati quattro-cinque mesi da allora, una nuova e gravissima crisi mondiale è deflagrata con l’invasione russa dell’Ucraina, mentre il coronavirus sembra allentare soltanto ora la sua morsa: abbiamo voluto fare un punto aggiornato della situazione mondiale dei trasporti con Luigi Merlo, presidente di Federlogistica.

Presidente, possiamo dire che le cose, Ucraina a parte, sono almeno in parte migliorate?
Dal punto di vista navale c’è stato qualche miglioramento, anche se in alcuni porti permangono difficoltà operative, in particolare in Cina e in parte degli Stati Uniti. Il problema è che a volte saltano degli slot per i ritardi dovuti alle forniture delle materie prime. Comunque il quadro, pur non essendo ancora tornato ai livelli precedenti la crisi, sta dando primi segnali di stabilizzazione, anche se servirà qualche mese. Sui costi incidono molto gli incrementi consistenti del prezzo dei carburanti e il fatto che l’Egitto ha deciso, per alcune tipologie di navi (quelle che portano gas liquefatto e materie prime, per esempio), un aumento del 10% della tariffa relativa al passaggio nel Canale di Suez, approfittando anche della crisi russo-ucraina. I costi dei noli marittimi sono quindi ancora ai livelli dell’autunno scorso e non sembrano per ora destinati a scendere. Invece, è ancora grave la situazione dell’autotrasporto.

Questo perché c’è ancora una carenza importante di autisti dei mezzi pesanti, come nell’autunno scorso?
Sì, la richiesta è alta e la mancanza di autisti non è un problema che si risolve in breve tempo: ci sono stati provvedimenti normativi in tema di patenti, ma il costo è sempre notevole e i tempi per l’ottenimento sono lunghi. Abbiamo evidenza del fatto che nella logistica, per esempio nell’area piacentina, e nell’autotrasporto, gran parte degli operatori è ormai di provenienza straniera: questo è un tema che rimane aperto e che si aggraverà nei prossimi anni.

Per i trasporti su strada, l’elevato costo del carburante ha determinato tensioni tra il settore e il governo…
Ci sono stati blocchi e trattative con l’esecutivo: o c’è un intervento compensativo del governo su questi costi, o la loro incidenza si trasferisce sul costo del trasporto, con conseguenze inflattive evidenti.

La guerra in Ucraina avrà conseguenze importanti sui trasporti?
Non sappiamo ancora quali effetti ci potranno essere, ma è un fatto accertato che una componente molto alta degli equipaggi delle navi è costituita da personale ucraino e russo: molti marittimi vengono da quei Paesi e ciò potrebbe avere conseguenze sul personale di bordo e i macchinisti. Bisognerà anche capire che cosa succederà quando i ritardi sulla componentistica automotive, in particolare di quella elettronica, saranno superati e le produzioni ripartiranno a pieno regime: ci sarà un ingorgo derivante dalla necessità di trasportare tutti i prodotti finiti?

Come ha reagito il mondo dei trasporti all’interruzione delle rotte terrestri e marittime verso Ucraina e Russia?
A parte l’interruzione delle rotte, c’è il problema dell’embargo, soprattutto su alcuni prodotti fondamentali come, per esempio, l’acciaio: dall’Ucraina ne arrivava una parte significativa e bisognerà capire se questo avrà un impatto importante su alcune industrie pesanti, per esempio quella delle costruzioni navali. Le compagnie hanno chiuso tutte i collegamenti con l’Ucraina e rispettano l’embargo nei confronti della Russia; per l’Ucraina il porto di riferimento è quello di Gioia Tauro, dove ora sono rimasti bloccati circa 600 container. Bisognerà capire anche quale sarà la posizione della Cina, che puntava molto sull’Ucraina per la Via della Seta terrestre, e quale sarà l’agibilità futura del porto di Odessa: è certo, però, che nell’azione russa ha avuto un peso importante anche il tema dei porti, che sono realtà sempre più strategiche.

Ci sono movimenti e novità tra gli operatori del settore?
Il dato nuovo, come dimostrano le mosse di Maersk, che ha acquisito una compagnia di spedizioni, e di MSC, che ha mostrato interesse nei confronti della compagnia aerea Ita, è la volontà dei grossi operatori di diventare sempre più globali, con integrazioni verticali che consentano di formulare un’offerta sempre più variegata. Questo potrebbe determinare un forte rilancio del traffico aereo cargo, che in Italia era sottovalutato.

Ci sono stati un paio di incidenti navali recenti, riguardanti una nave che portava auto di pregio affondata al largo delle Azzorre e un traghetto sulla rotta Italia-Grecia: c’è un problema di sicurezza o sono eventi che, purtroppo, rientrano nella normalità statistica?
Non abbiamo informazioni precise sulle cause di quegli incidenti perché le inchieste sono ancora aperte, ma ci sono sempre elementi imprevedibili e non si tratta di episodi frequentissimi. In ogni caso, in Italia c’è una grandissima attenzione degli enti di certificazione e delle capitanerie, che svolgono attività ispettive molto dettagliate e che, anche di recente, hanno ripetutamente bloccato diverse navi, finché non sono stati messi in regola alcuni impianti.

Infine, da qualche tempo si sono arrestati i costanti incrementi tariffari autostradali: questo in parte compensa il maggior costo dei carburanti?
Non li compensa, anche perché su molte tratte, per esempio quelle liguri e l’Autocisa, la presenza drammatica dei cantieri crea una situazione devastante, che dovrebbe portare più a una diminuzione delle tariffe, più che alla loro stabilità. Ci sono giorni in cui la media per percorrere 100 km in Liguria è di tre ore a causa della presenza dei cantieri; quindi, per i trasportatori non c’è alcun beneficio.

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