Industria e Finanza

Petrolio
Quotazioni sotto i 100 dollari: calo di oltre il 20% in 5 giorni

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Quotazioni sotto i 100 dollari: calo di oltre il 20% in 5 giorni
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Quotazioni in forte calo per i principali benchmark petroliferi: a New York, il Wti viene scambiato intorno ai 98 dollari al barile, con un calo del 5% circa sui valori di apertura, mentre a Londra il Brent è ormai sempre più vicino alla soglia dei 100 dollari (tratta a poco meno di 101,5 dollari, con un ribasso superiore al 5%). Entrambe le tipologie di greggio hanno subito negli ultimi cinque giorni di contrattazioni una contrazione di oltre il 20%, allontanandosi di molto dai massimi raggiunti la scorsa settimana in scia all’escalation militare in Ucraina.

Combinazione di fattori. La forte ritirata delle quotazioni è stata determinata negli ultimi giorni da una combinazione di fattori: dalle possibili forniture supplementari da parte di Iraq o Emirati Arabi Uniti all’ipotesi di rilascio di scorte strategiche avanzata dal direttore dell’Aie, Faztih Birol, dall’eventuale ritorno sul mercato dell’Iran all’allentamento delle sanzioni contro il Venezuela, fino alle minacce di interventi coordinati da parte dei grandi Paesi consumatori per mettere un freno ai rincari. Sulle quotazioni hanno influito il possibile aumento della produzione di petrolio da scisto negli Stati Uniti e, ancor di più, i timori di un calo della domanda cinese per effetto delle nuove misure di lockdown imposte in zone fortemente industrializzate, come l’area di Shenzhen.

L’effetto su carburanti. Il calo del petrolio dovrebbe determinare effetti positivi sui carburanti, ma non nell’immediato. Sui prezzi attuali di benzina e diesel si fanno ancora sentire le conseguenze dei forti rincari delle quotazioni petrolifere delle scorse settimane. Molto dipende dalla particolare struttura del mercato del greggio: sulle borse merci più importanti si acquistano e vendono future, ossia contratti che prevedono una consegna della merce posticipata di diversi mesi rispetto all’effettiva data del contratto di compravendita.

COMMENTI

  • C’è sempre uno strumento che si può usare…l’acceleratore. Diminuendo di un terzo le velocità diminuiscono i consumi, anche dei camion travestiti da automobile ( suv). Il prezzo è l’incontro fra domanda ed offerta, abbassiamo SUBITO la domanda ad ogni rialzo e i rialzi si limiteranno. Mi si può obiettare che il mercato tiene conto della domanda internazionale, eh si è vero, ma per fare in modo che i nostri distillatori e venditori do moet chandon alla spina non facciano SEMPRE i furbi, quello che ho indicato potrebbe funzionare. Casualmente hanno IMMEDIATAMENTE iniziato a far scendere i prezzi appena si è parlato di indagini, anche quelle che si fanno nei palazzi che contano prima di abbassare le tasse ( se si vuol capire)…
  • Penso che quanto sta accadendo dovrebbe avviare ad un ripensamento nelle scelte di acquisto, dato che il prezzo dei carburanti temo resterà volatile, per non dire altro, per molto tempo. Dovremmo scegliere auto dai bassi consumi, leggere ed aerodinamiche. Tutto il contrario dei SUV che vanno per la maggiore, e che in media (dati WLTP) consumano il 10% in più rispetto ad un'equivalente due volumi, di cui condividono pianale e meccanica. Certo così facendo attenueremo solo il problema, ma sarebbe già qualcosa
  • Si stanno riprendendo con gli interessi i guadagni persi quando, durante il lockdown, il gasolio era arrivato a costare € 1,17. E comunque, indignati per indignati, le strade continuano ad essere intasate. Se il prezzo tiene, significa che il mercato assorbe. Altrimenti scenderebbe quasi con la velocità del ribasso del greggio.
  • Gli aumenti alla pompa però avvengono in tempo reale, come se il gestore avesse acquistato il giorno prima il carburante.
  • Be' nulla di nuovo. Il prezzo alla pompa puo' cambiare in tempo reale solo a salire; in discesa si aspetta che quel petrolio comprato a prezzo piu' basso venga raffinato e consegnato. Non fa una piega.
  • In pratica: hanno aumentato istantaneamente i prezzi alla pompa, ma per diminuirli ci vorrà un mese. Probabilmente non raffineranno un solo litro di petrolio a “prezzo rialzato”, ma per più di un mese lucreranno vergognosamente. Vi sembra normale? Va bene così?
  • La spiegazione, nell'articolo, di come funzionano future se la potevano risparmiare. Per favore un po' di dignità intellettuale.
  • PECCATO CHE QUEI LADRONI DELLE COMPAGNIE PETROLIFERE ALZINO I PREZZI DEI CARBURANTI IMMEDIATAMENTE APPENA SALE IL PREZZO DEL PETROLIO TRUFFANDO I CONSUMATORI DAL MOMENTO CHE I CARBURANTI ALLE POMPE SONO STATI RAFFINATI CON PETROLIO COMORATO SETTIMANE PRIMA! ADESSO CHE IL PETROLIO È SCESO DEL 25% IN POCHI GIORNI CI VORRANNO SETTIMANE PER ABBASSARE I PREZZI E CERTAMENTE MAI IN PERCENTUALE COERENTE:,
  • i prezzi si alzano in un batter d'ali, basta una notizia anche infondata... Abbassarli no... richiede un'indagine in corso e tutto il tempo del mondo. Quanto mi piacerebbe che ognuno potesse essere energeticamente indipendente ed ecologicamente. Vorrei proprio vedere questi beduini di sceicchi la fine che farebbero
  • Guai parlar male dei petrolieri, che operano in un mercato particolare, dove se le quotazioni salgono guadagnano loro e quando scendono perdono gli altri...
  • " Il calo del petrolio dovrebbe determinare effetti positivi sui carburanti, ma non nell’immediato" PAGLIACCI