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Bruxelles apre un'indagine per presunto cartello tra imprese

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Il settore automobilistico europeo finisce di nuovo nel mirino della Commissione europea. Gli uffici antitrust di Bruxelles hanno condotto ispezioni "senza preavviso" presso nelle sedi di aziende e associazioni di diversi Paesi membri della Ue e hanno inviato richieste formali di informazioni a diverse società del comparto. L’iniziativa, eseguita con l’ausilio di personale delle autorità antitrust nazionali, è scaturita dal timore di una presunta violazione delle normative comunitarie che vietano i cartelli e le pratiche commerciali restrittive (articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea).

Possibile collusione. Le ispezioni e le richieste di informazioni riguardano possibili collusioni nella “raccolta, nel trattamento e nel riciclaggio” di auto e furgoni fuori uso e rientrano in una più ampia “fase investigativa preliminare su sospette pratiche anticoncorrenziali”. “Il fatto che la Commissione svolga tali ispezioni e invii richieste formali di informazioni non significa che le società siano colpevoli di comportamenti anticoncorrenziali né pregiudica l'esito dell'indagine stessa”, spiegano da Bruxelles, aggiungendo che “la Commissione rispetta pienamente i diritti della difesa, in particolare il diritto delle società di essere ascoltate nei procedimenti antitrust”. I funzionari non hanno fissato alcun termine legale per completare l’indagine a causa di una serie di fattori, tra cui la complessità di ogni singolo caso o l’eventuale disponibilità a collaborare.

Coinvolto anche il Regno Unito. Al momento, non sono disponibili maggiori dettagli, a partire da quali aziende siano state oggetto di ispezione. Tuttavia, ulteriori informazioni sull’inchiesta sono state diffuse dall’autorità antitrust britannica Cma, con la quale è stata coordinata l’intera iniziativa. La Cma ha spiegato che l’inchiesta riguarda le disposizioni per il riciclaggio o lo smaltimento dei veicoli fuori uso, ossia veicoli classificati come rifiuti a causa di guasti o incidenti, e quindi soggetti a particolari obblighi normativi affinché vengano smaltiti in modo sostenibile. L'autorità britannica ricorda anche che le Case automobilistiche devono offrire ai clienti un servizio gratuito per i mezzi fuori uso, servizio che spesso viene affidato a terze parti.

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