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Renault
Le incognite in Russia rischiano di compromettere il piano Renaulution

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Le incognite in Russia rischiano di compromettere il piano Renaulution
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La decisione della Renault di sospendere le attività in Russia crea “una situazione molto complessa" per l'azienda francese: è quanto affermato dall’amministratore delegato Luca de Meo in un videomessaggio inviato ai dipendenti dopo l’annuncio dello stop alle attività industriali a Mosca. De Meo ha sottolineato anche le conseguenze per il bilancio e le vendite e il rischio di uno stop al rilancio delineato con il piano Renaulution.

L’impatto economico. Proprio ieri, il consiglio di amministrazione ha informato di aver preso alcune decisioni dopo le polemiche scatenate dalle accuse del presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, contro le aziende francesi ancora operative in Russia. Nel quadro “dell’implementazione delle misure necessarie per rispettare le sanzioni internazionali”, la Losanga ha scelto di fermare il suo impianto moscovita, di tagliare le stime sul margine operativo e i flussi di cassa per il 2022 e di procedere con pesanti svalutazioni di bilancio. Nei conti del primo semestre sarà inclusa una rettifica di cespiti patrimoniali probabilmente per il loro intero valore di carico di quasi 2,2 miliardi. Inoltre, è stato avviato l’esame delle “possibili opzioni” per il 69% della AvtoVaz.

Possibile addio ad AvtoVaz. A tal proposito, non è esclusa la possibilità di un addio alla Casa russa e quindi al marchio Lada, ma De Meo non si è voluto sbilanciare: "Secondo i nostri valori, non solo stiamo gestendo questa crisi su base giornaliera, ma la nostra responsabilità è anche quella di mantenere una visione di lungo termine”. In ogni caso, l'impatto sarà significativo: quello russo è il secondo maggior mercato, dopo l'Europa, con 482 mila veicoli venduti nel 2021, un fatturato di 2,8 miliardi di euro e una quota di quasi il 29%. Del resto, gli avvertimenti arrivati dalle massimi autorità politiche moscovite sono stati chiari già negli scorsi giorni, con l’annuncio di ritorsioni contro le aziende estere in fuga dalla Russia e la minaccia di espropri e nazionalizzazioni: è quello che potrebbe succedere anche alle proprietà locali della Renault. Ieri, il ministero dell'Industria e del Commercio russo ha informativo di colloqui in corso per decidere entro la fine della prossima settimana il futuro della fabbrica di Mosca: sarà il primo esempio di ciò che il governo moscovita intende fare con le attività di proprietà straniera dopo le sanzioni per l’invasione dell’Ucraina.

Danno reputazionale. Intanto, sono arrivate parole di sostegno dal maggior azionista de La Régie: il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato di aver rispettato la decisione della Losanga e che le aziende possono anche scegliere di rimanere in Russia in caso di appartenenza a settori non colpiti da sanzioni. Allo stesso tempo, però, Macron ha parlato esplicitamente di un “rischio di danno reputazionale e d’immagine” per chi conferma la sua presenza. E’ il caso di Stellantis, che ha sospeso le attività di import/export e cancellato i programmi di investimento, ma non ha fermato le attività dell’impianto di Kaluga: dalla sede parigina hanno spiegato che il sito sta operando al minimo della capacità e non hanno escluso uno stop totale a causa di problemi di approvvigionamento di componenti chiave.

Decisioni a breve. Basteranno, comunque, pochi giorni per capire come si muoverà la Renault, ma qualche indizio sta già emergendo. AvtoVaz ha annunciato l’intenzione di produrre nuovi modelli riducendo il ricorso a componenti importate dall’estero e di ricostruire una sua catena di approvvigionamento in modo autonomo e indipendente dalla sua capogruppo. Dunque, si conferma quanto complessa stia diventando la situazione per la Renault e per un piano industriale che contava su un contributo importante della Lada. Il marchio russo era destinato a una maggior integrazione con la Dacia all’interno di un’apposita divisione: lo sfruttamento di piattaforme comuni e le economie di scala avrebbero dovuto generare risparmi e quindi migliorare la redditività di entrambi i marchi.

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