Industria e Finanza

Gruppo Volkswagen
Spagna, 10 miliardi per le elettriche: svelato il progetto della gigafactory di Sagunto

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Spagna, 10 miliardi per le elettriche: svelato il progetto della gigafactory di Sagunto
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La Spagna accelera nella transizione ecologica e il gruppo Volkswagen risponde aumentando di 3 miliardi gli investimenti ipotizzati inizialmente per la produzione di auto elettriche e batterie: le risorse impegnate nel programma “Future: Fast Forward” - presentato a fine marzo - saliranno infatti a 10 miliardi, un risultato reso possibile dal contributo di decine di aziende, piccole e grandi, che i tedeschi sono riusciti a coinvolgere attivamente nelle loro strategie industriali: "È un investimento industriale storico", ha detto l'amministratore delegato Herbert Diess, "il più grande nella storia della Spagna”. 

Il progetto di Sagunto. L’impegno dei tedeschi è dimostrato pure dalla rapidità con cui si stanno muovendo per realizzare la loro terza gigafactory europea, alle porte di Valencia. La scelta di Sagunto è stata annunciata sempre a fine marzo, ma è trascorso poco più di un mese e il progetto è stato già illustrato alle autorità politiche locali e nazionali: sono previsti investimenti fino a 3 miliardi di euro per realizzare un impianto operativo già agli inizi del 2026 e in grado, entro il 2030, di produrre batterie per 40 GWh, abbastanza per equipaggiare circa 800 mila vetture e sostenere il lavoro di 3 mila dipendenti diretti. All'evento di presentazione erano presenti anche il premier spagnolo Pedro Sánchez, il ministro dell’Industria Reyes Maroto e il presidente della Comunità Valenciana Ximo Puig, a dimostrazione della forte attenzione prestata dalle istituzioni ai programmi di investimento del gruppo Volkswagen e delle differenze con quanto sta avvenendo in Italia. Il confronto con la Spagna, infatti, non sorride certo al nostro Paese, dove le lungaggini tipiche della burocrazia, le ristrettezze di bilancio e una certa disattenzione della politica per le sorti del tessuto industriale non stanno giocando a favore del progetto della gigafactory di Stellantis a Termoli: a proposito, oggi non ci sono ancora novità nonostante il costruttore guidato da Carlos Tavares abbia formalizzato la scelta della cittadina molisana e il relativo accordo con il Mise, sottoscritto lo stesso giorno in cui Volkswagen ha annunciato la scelta di Sagunto.

 

Il Perte. Tra l’altro, alla presentazione della fabbrica spagnola hanno partecipato anche i rappresentanti di diverse aziende che saranno coinvolte nei progetti tedeschi, a partire da Ignacio Sánchez Galán, numero uno del colosso energetico Iberdrola, che ha sottoscritto un accordo per la fornitura di energia rinnovabile a tutte le attività del gruppo Volkswagen in Spagna. "Elettrificheremo il secondo produttore di automobili in Europa con una nuova fabbrica di batterie, la produzione di auto elettriche in due stabilimenti e la creazione di un ecosistema completo di fornitori, dall'estrazione del litio all'assemblaggio degli accumulatori", ha affermato Diess. D’altro canto, il progetto di elettrificazione della Volkswagen non riguarda solo la fabbrica della Seat a Martorell, l’impianto di proprietà a Pamplona (Navarra) e il nuovo sito valenciano, ma coinvolge numerose aziende iberiche. Si tratta, nel complesso, di ben 62 realtà industriali e finanziarie, tra cui i fornitori Bosch, Gestamp e Valeo. Inoltre, collaborano anche il colosso delle telecomunicazioni Telefonica e l’istituto di credito CaixaBank. Le imprese sono per il 61% delle Pmi e coprono l’intera catena del valore dell’auto elettrica: sono due delle condizioni necessarie per accedere ai fondi del Perte, il Proyectos estratégicos para la recuperación y transformación económica analogo al nostro Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e in particolare a quelli previsti specificatamente per la mobilità alla spina. Il consorzio guidato dalla Volkswagen ha già presentato l’istanza per beneficiare dei quasi 3 miliardi di euro stanziati dalla Moncloa grazie alle risorse in arrivo dal Recovery Fund dell’Unione europea, e Sánchez ha promesso il rispetto di tutte le scadenze amministrative affinché l'impianto di Sagunto sia operativo già nel 2026 come richiesto espressamente dai vertici del costruttore.

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