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Tesla
Musk rilancia l'entry level: 'Probabile l'arrivo di un’auto più piccola della Model 3'

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Musk rilancia l'entry level: 'Probabile l'arrivo di un’auto più piccola della Model 3'
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La Tesla ha in programma di lanciare un veicolo elettrico di piccole dimensioni. L’ennesima conferma di quella che molti già chiamano Model 2 (di cui, qui sopra, proponiamo una nostra interpretazione) è arrivata dall’amministratore delegato Elon Musk durante il summit “Future of the Car”, organizzato dal Financial Times: “C’è una certa probabilità che Tesla produca un’auto più piccola della Model 3”. Musk non ha comunque fornito ulteriori dettagli su un’espansione della gamma che, al momento, sembra prematura visto quanto dichiarato negli scorsi mesi: nell’immediato, le priorità dell’azienda californiana sono rappresentate dal pick-up Cybertruck, dalla motrice Semi e dalla Roadster, nonché dall’ampliamento delle capacità produttive tra Stati Uniti, Cina ed Europa.

No a micromobilità e taxi volanti. Musk ha anche escluso un ingresso della Tesla nel campo della micromobilità (“gli scooter sono molto pericolosi. Non inviterei nessuno a guidarne uno”) e in quello dei taxi volanti (“non avranno successo) e la realizzazione di nuovi impianti, in particolare in Cina. Nel Paese del Dragone il solo proposito, quantomeno per il breve termine, è “ampliare l’attuale sito di Shanghai” nonostante le previsioni su volumi in crescita nel lungo termine fino al 25-30% delle consegne totali. D’altro canto, l’imprenditore ha riconosciuto come al momento le attenzioni debbano essere concentrate su ben altre problematiche, a partire dalle difficoltà sul fronte produttivo. “Ci sono limitazioni in arrivo”, ha sottolineato Musk, citando, nello specifico, la carenza di materie prime come il nickel. I vincoli manifatturieri sono destinati, tra l’altro, a rallentare un’azienda in grado di registrare un “tasso di crescita più veloce di qualsiasi altra cosa nella storia: noi cresciamo più velocemente di quanto fatto dalla Ford con la Model T. Il nostro problema non è la domanda, bensì la produzione. Aumentarla è veramente dfficoltoso”, ha quindi riconosciuto l’amministratore delegato.

Sbarco nel minerario. Musk ha, comunque, messo in chiaro come la sua Tesla abbia tutta l’intenzione di accelerare le strategie di crescita per soddisfare obiettivi estremamente ambiziosi, tra cui i 20 milioni di consegne per il 2030 (“Un’aspirazione, non una promessa”). Per raggiungere un traguardo del genere, la Casa non ha alcuna intenzione di acquisire un altro costruttore automobilistico (“No, penso non sia probabile”), ma potrebbe aumentare la presa sulla catena del valore, puntando, magari, una società mineraria: “L'ipotesi non è fuori questione. Non desideriamo acquistare società minerarie, ma se questo è l'unico modo per accelerare la transizione, allora lo faremo”.

I progressi della Volkswagen. Musk ha anche escluso la possibilità di creare una holding di controllo per Tesla, SpaceX e altre sue aziende (“Non vedo tanta logica in un’operazione del genere”), ha ridimensionato i timori di perdere terreno nel segmento dei pick-up visti i ritardi del Cybertruck e il lancio di numerosi concorrenti (“Non ho nessun timore”) e ha rigettato l’ipotesi di un utilizzo della tecnologia dei supercondensatori (“Non penso siano necessari per l’intera industria automobilistica”). Quindi, sono arrivate le solite parole di apprezzamento per la Volkswagen, intenzionata, dal canto suo, a conquistare la leadership del mercato delle elettriche. Alla domanda su quali startup siano da apprezzare, la risposta è stata: “Volkswagen sta facendo progressi. Non è una startup, ma è comunque nel mondo dei veicoli elettrici”.

Futuro roseo, passato difficile. Sempre sul tema delle startup, Musk ha anche parlato del passato della Tesla e in particolare dei primi anni di vita dell’azienda: “Gli inizi sono stati un inferno pazzesco perché nessuno sapeva come costruire un’auto o una batteria. Ci sono stati tante difficoltà e tanti errori”, tra cui “affidare la produzione della prima batteria a una società thailandese di barbecue”. Tuttavia, l’azienda californiana è riuscita a “evitare la bancarotta” e a non fare la stessa fine di tante altre piccole imprese: “La storia delle startup automobilistiche è orribile, sono quasi tutte fallite”. Ora, invece, il “futuro è estremamente luminoso” nonostante i numerosi impegni dello stesso Musk, tra lo sbarco su Marte (forse per il 2030 grazie a SpaceX) e le mire su Twitter: “L’accordo non è ancora concluso, nel migliore dei casi lo sarà nel giro di tre mesi”. In ogni caso, l’operazione sul social network non distoglierà le sue attenzioni sulla Tesla come paventato da analisti ed esperti: “Rimarrò al lavoro finchè potrò essere utile”. Di sicuro, l’intera vicenda rischia di generare critiche e controversie. Lo stesso Musk è intervenuto su un tema dirimente come la cancellazione dell’account dell’ex presidente degli Stati Unit, Donald Trump, sottolineando come sia “stato un errore” perché “i divieti permanenti dovrebbero essere estremamente rari e riservati solo ad account falsi, bot o spam”. Infine, L’imprenditore ha ribadito l’apertura della rete dei Supercharger in Europa a tutti gli altri costruttori, ma “non negli Stati Uniti perché ci sono difficoltà con i connettori”) e le ambizioni sulla guida autonoma: “Siamo abbastanza vicini a raggiungere un livello di sicurezza migliore di quello umano. E la mia ipotesi migliore è che potremmo arrivarci già quest'anno".

COMMENTI

  • Le capacità imprenditoriali di Musk, visto che poi è il solo a decidere, sono per ora insuperabili. VW dovrà lottare a lungo per prendere la testa nel settore specifico.
  • L'arrivo di una midi suv piu' piccola della Y e' nell'aria, con batteria piccola della 3 standard. Scooter e elicotteri arriveranno anche, sono sicuramente al di là.
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