Industria e Finanza

Transizione ecologica
Ford e Volvo firmano l'appello per lo stop alle endotermiche

Transizione ecologica
Ford e Volvo firmano l'appello per lo stop alle endotermiche
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La Volvo e la filiale europea della Ford hanno aderito a un appello inviato all’Unione europea da un totale di 28 aziende per chiedere lo stop alla vendita di auto e furgoni a combustione interna per il 2035. Con la richiesta, diverse realtà industriali e finanziarie invitano le istituzioni europee non solo a garantire che nel 2035 tutti i veicoli di nuova immatricolazioni "siano a emissioni zero”, ma anche a definire misure per accelerare il dispiegamento delle infrastrutture di ricarica e “obiettivi vincolanti” per i punti di rifornimento pubblici.

Tempistica chiara. L’appello è stato inviato mentre a Bruxelles è ormai nelle fasi calde l’iter di approvazione del pacchetto ‘Fit-for-55’, che, tra le altre cose, propone lo stop alle endotermiche proprio nel 2035. Entro giugno, il Parlamento e i governi degli Stati membri dovranno decidere quale posizione assumere in merito alle proposte della Commissione, mentre in autunno dovrebbe essere adottata la relativa direttiva. Le aziende firmatarie ritengono che “rimuovere dalla strada i veicoli che bruciano combustibili fossili sia imperativo per consentire all'Europa di raggiungere l'obiettivo delle emissioni nette zero entro il 2050 e per contribuire a evitare i peggiori impatti dei cambiamenti climatici sulle persone e sul pianeta”. A tal fine, le 28 società sono del parere che sia necessaria “l'adozione di una legislazione che stabilisca standard e tempistiche chiare da seguire per l'industria e i fornitori, in modo da garantire la transizione verso la mobilità elettrica”. Nella lettera, tra l’altro, si ricorda come oltre “una dozzina di marchi automobilistici si siano volontariamente impegnati a vendere solo auto elettriche in Europa nel prossimo decennio”. Tuttavia, solo la Ford Europe e la Volvo hanno aderito all’appello, insieme a multinazionali come Iberdrola, Sanofi, Zurich, Unilever, Novo Nordisk, Sap, Tesco o Vattenfall. Tra i firmatari legati al mondo delle quattro ruote figura anche la statunitense Uber. 

COMMENTI

  • Essendo governati, in Europa, da assidui lettori del best seller Alce nel paese delle meraviglie, è normale che ci siano tali prese di posizione. L’ecologia è sempre più sinonimo di demagogia, con in sottofondo l’atroce mano cinica del capitalismo. L’uso dell’energia non è mai pulito, non può esserlo per leggi fisiche che tutti fanno finta di non conoscere, sono ottimista. Non sono contro l’elettrico, ne per il termico, sono per l’uso della testa. E magari per un etichetta ambientale anche per le elettriche che dichiari quanta co si è immessa nell’atmosfera per produrla e quanta se ne produrrà per alimentarla sulla base dell’approvvigionamento energetico del paese dove sarà usata. Idem per le termiche. Face ti face.
  • Mi pare di notare una confusa moralità nell'appello delle due case produttrici e di tutte le altre società che hanno aderito. Poi penso ad un articolo pubblicato su 4R un paio di mesi fa e immagino l'idea dei produttori: produco molto meno, riduco drasticamente i costi complessivi (in primis quello del personale), aumento notevolmente i prezzi e perfino la marginalità. Tutto chiaro, poco conta se per costruire le batterie delle nuove auto e l'infrastruttura si useranno comunque le solite sostanze inquinanti messe apparentemente al bando.
  • Prima o poi bisognava cominciare se si vogliono raggiungere traguardi significativi onde evitare di ''cuocere'' sempre di più. Ben vengano dunque le posizioni nette, senza se e senza ma, di Ford e Volvo. Altrettanto però si dovrebbe chiedere di fare uno sforzo anche a coloro che inquinano forse persino di più, ad esempio, ai cosiddetti allevamenti intensivi che immettono metano in atmosfera, piuttosto che a certe attività industriali, ecc. ecc.
  • Prima o poi bisognava cominciare se si vogliono raggiungere traguardi significativi onde evitare di ''cuocere'' sempre di più. Ben vengano dunque le posizioni nette, senza e senza ma, delle di Ford e Volvo. Altrettanto però si dovrebbe chiedere di fare uno sforzo anche a coloro che inquinano forse persino di più, ad esempio, ai cosiddetti allevamenti intensivi, e non solo ...
  • Ovvero come incentivare a non comprare più ford e volvo, vorrà dire che la mia mondeo sarà l'ultima ford. Certamente non mi convertirò all'elettrico. Se vieteranno il termico esistente, cosa molto improbabile, se non vogliono sollevamenti popolari, vorrà dire che smetterò di usare le auto, le uso per lavoro e per lunghi viaggi quindi l'elettrico è inutilizzabile.
  • Sono d'accordo su quanto sotto commentato e aggiungo perché tale lotta contro il termico non vanno a farla in india e paesi simili e non in europa che è il continente meno inquinante ma con la più alta tradizione automobilistica
  • “rimuovere dalla strada i veicoli che bruciano combustibili fossili sia imperativo per consentire all'Europa di raggiungere l'obiettivo delle emissioni nette zero entro il 2050 e per contribuire a evitare i peggiori impatti dei cambiamenti climatici sulle persone e sul pianeta”. Certo l'Europa salverà il pianeta che contribuisce per circa il 14% della CO2 a livello mondiale. Di questa quota circa il 17% viene dalle auto. Fate voi i conti di quanto incide l'auto europea a livello di CO2! Comunque le aziende europee continueranno a produrre motori endotermici per il resto del pianeta! Non sono contro alla riduzione di CO2, ma non si può chiedere uno sforzo elefantiaco per ottenere un risultato irrisorio.
  • L'onda o la cavalchi o ti travolge. Bravi quelli che hanno capito che l'unica opzione è la prima. Se si decide di investire seriamente su tutta la filera le auto elettriche e le batterie (soprattutto grazie a recupero e riciclaggio) le faremo anche noi. Se si fanno battaglie di retroguardia invece, l'onda ci sommergerà e la subiremo. Conosco un tale che in questo campo si è organizzato per bene ed in anticipo, ed è diventato l'uomo piu ricco del mondo. È non è cinese....
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  • le Volvo elettriche sono quelle, da rilevamenti di quasi tutte le riviste (xc40), che in autostrada a 120 non percorrono più di 240km. Non arriva manco all'apericena fuori porta senza pausetta succo d'acero al banco dell'autogrill. (niente bianchino visto che in Svezia stanno cercando di contenere l'uso di alcolici). Bravi! Si vedranno in giro una marea di Tesla e di TDI euroforse di 20 anni e 300.000 km pur di non comprarne una.
  • Fatemi capire: l'Europa vende solo elettrico, l'automotive europeo crolla, i cittadini medi europei non si potranno permettere più l'auto, il resto del mondo andrà avanti ad inquinare e la Cina diverrà l'industria trainante dell'automotive. E' questo che ci dobbiamo aspettare? Saluti
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  • Il sintetico sara' disponibile a breve in buona quantita', 5/10 anni, e sara' eterno, ma costera' uno sproposito, solo per veri danarosi.
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  • Più che Volvo direi Geely Automobile e da qui si capisce tutto.
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  • Ottimo! abbiamo un solo pianeta
  • Tutte aziende che parlano e operano in base al loro tornaconto economico, in barba all'ecologia e agli interessi dei singoli cittadini. ........ Per un'informazione corretta ed obiettiva, l'importante sarebbe spiegare bene ciò pure alla "casalinga di Voghera", la quale potrebbe non essere in grado di capirlo da sola, cosa che invece purtroppo non vedo fatta dai mass media più autorevoli....
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