Industria e Finanza

Motor Valley Fest
"Col bando delle endotermiche si va verso la catastrofe"

Motor Valley Fest
"Col bando delle endotermiche si va verso la catastrofe"
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Marco Bonometti è il presidente del gruppo Omr; Giorgio Marsiaj è il numero degli industriali di Torino e il fondatore della Sabelt; Paolo Scudieri presiede l'associazione della filiera automobilistica e, soprattutto, il gruppo Adler. Tutti e tre sono importanti fornitori del settore automotive, anche se le loro dimensioni sono completamente diverse. Eppure il loro grido d'allarme, lanciato dal palco di uno dei convegni del Motor Valley Fest moderato dal nostro direttore Gian Luca Pellegrini, è univoco: con la proposta della Commissione europea di mettere al bando le motorizzazioni endotermiche per il 2035, l'intero comparto delle quattro ruote rischia la "catastrofe".

Bisogna difendere l'industria. "Sarà una catastrofe", ha affermato Bonometti. "La politica pensa solo al consenso popolare, ma noi dobbiamo difendere l'industria automobilistica italiana". "Con il 100% di elettrico avremo milioni di disoccupati", ha aggiunto. "Senza una presa di coscienza sarà una catastrofe". Dello stesso avviso Scudieri, che ha ricordato gli effetti occupazionali del bando alle endotermiche ("70 mila posti a rischio a fronte di solo 6 mila nuove opportunità") e non ha fatto mistero del suo "sospetto", ovvero "che ci sia un disegno che parte dal dieselgate per distruggere la cultura dell'auto europea". Per Bonometti, "tutto nasce con il Green deal, impostato su ragionamenti ideologici più che industriali. Tutti siamo d'accordo sulla decarbonizzazione e sulla salvaguardia dell'ambiente, ma senza tener conto di quanto avviene a livello globale significa isolare l'Europa".

La transizione energetica. Bonometti ha più volte usato toni forti contro il mondo della politica, non solo del Vecchio continente. A suo avviso, "l'Europa rischia di uscire perdente" con una "transizione energetica fallimentare. I tempi del piano Fit for 55 sono troppo stretti per le aziende: è impossibile arrivare al 100% di riduzione di CO2 nel 2035". Il presidente dell'Omr ha quindi sottolineato diversi rischi legati al pacchetto di proposte della Commissione europea e a una politica incentrata solo sull'elettrico, dal problema energetico alla dipendenza dalle forniture cinesi. Di conseguenza, ha ribadito l'invito lanciato da buona parte dell'industria europea: puntare sulla neutralità tecnologica. "Sono fortemente d'accordo con Bonometti", ha rimarcato Scuderi, sottolineando il ruolo dell'auto nell'economica europea ("è fondamentale") ed esprimendo "preoccupazione per la mancanza di regia" e di comprensione dei pericoli della transizione ("le gigafactory sono solo un modo per lavarsi la faccia"). "La visione deve essere olistica, trasversale", ha proseguito l'imprenditore campano, sottolineando i rischi per la "sostenibilità sociale e quindi per la democrazia", la necessità di "non abbandonare una cultura straordinaria" e di tenere in considerazione "le alternative esistenti", ossia idrogeno e biocarburanti.

L'auto non sia solo per ricchi. Di sicuro, bisogna evitare che l'auto si trasformi in un bene solo per ricchi. In tal senso, non sono mancati duri attacchi agli incentivi per le elettriche. Invece, secondo Marsiaj, sarebbe necessario "dare un contributo a chi non ha i soldi per acquistare un veicolo da oltre 50 mila euro", ma potrebbe magari comprare una Panda di nuova generazione. Anche così si potrebbe "difendere l'occupazione. Tutti siamo d'accordo sulla riduzione delle emissioni, ma tutti abbiamo la responsabilità di evitare perdite di posti di lavoro". "Abbiamo bisogno - ha aggiunto - di quattro ruote per muoverci, quello che serve alla gente e ai lavoratori e a noi imprenditori ci interessa il lavoro". Sempre sul tema della transizione è intervenuto anche Renzo Servadei, presidente di Autopromotec, la maggior manifestazione fieristica dedicata all'aftermarket: "È impossibile pensare che tutto si faccia con la bacchetta magica. I politici capiscano che la transizione non si fa con gli slogan ma con la ricerca scientifica". Per Scudieri, bisogna dire "no all'ideologia e puntare sul pragmatismo", mentre per Marsiaj "serve una politica che non danneggi la filiera e il Paese".

COMMENTI

  • Costruttori, muovete le chiappe, non lasciate fare tutto a cinesi e americani. Di tempo ancora ne avete, lasciate perdere di piagnucolare. Non pensate solo e sempre di monetizzare, specialmente i marchi italiani, se di italiano si può dire, visto che c'è rimasto ben pocoo.
  • Lo vado dicendo da sempre che queste politiche eu sono solo demagogia e non tengono conto della realtà. 4R ci mette del suo, ma tanto da tenico che conosce bene le problematiche tecniche rimango sul termico, anzi visti gli aumenti degli ultimi anni, non cambio le mie auto, anche se ormai hanno tutte oltre 10 anni.
  • Lo diciamo in tanti da anni, ma siamo minoranza di fronte al carnevale mediatico 'gretino' e politically correct. L'elettrico è una presa per i fondelli da tutti i punti di vista, fa danni incalcolabili. Anche questa testata ha contribuito reclamizzando continuamente deliri e sogni assurdi e demenziali. Viva la benzina, viva il diesel!!!
  • senza pensare che i petrolieri non si sono ancora accorti che si arriverà in 50 anni a richiesta di traction oil 0
  • I geni della UE uccidono l’industria automobilistica europea e favoriscono quella cinese che produce la componentistica elettrica; quanti di loro rischiano lo stipendia per queste scelte dissennate? Quando ci sarà un Norimberga nei confronti di questi euroburocrati inetti?
  • Ulteriore preoccupazione, ben giustificata dalla assenza di realismo in una politica ideologica fantasiosa, strumentale alla imposizione di un mercato inesistente e marginale. Non cambierò il mio endotermico finché avrò bassa percorrenza annua (quindi basso impatto ambientale e massimo rispetto dei lavoratori reali di oggi).
  • si sono d'accordo con questi imprenditori industrialiMarco Bonometti è il presidente del gruppo Omr; Giorgio Marsiaj è il numero degli industriali di Torino e il fondatore della Sabelt; Paolo Scudieri che sarà un disastro , si un grosso disastro soprattutto il disastro è già iniziato . è il disastro mentale degli imprenditori che invocano migliaia di perdite di posti di lavoro per colpa del cambiamento . Iniziamo il cambiamento con la trasformazione delle ultime auto termiche più evolute visto che ultimamente non si riescono più a produrre per colpa di chi? un piccolo quadratino altamente tecnologico chiamato CHIP , ora : eliminiamoli e torniamo a fare auto " analogiche" ne produrremo decine di milioni in più ...... in Italia purtroppo non eccelliamo col digitale non ricordo di aver comprato ultimamente tv o smartphone con marca italica per il semplice fatto che le tv così piatte non le ho trovate e son rimasto con appoggiato al mobile un tubo catodico MIVAR . CONCludendo amareggiato direi che siete RIDICOLI con la vostra caparbietà continuare a produrre briglie per condurre carretti e lamentarvi che l auto a motore sarà un grosso problema
  • Tassa sull'apericena vegana per pagare la cassa integrazione a quelli che perderanno il lavoro a causa della macchinina elettrica. Esenzione per tutti quelli che all'apericena ci vanno in TDI o Graziella.
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  • Si sta assistendo a mio avviso al tipico fenomeno di "bolla" che caratterizza le grosse trasformazioni tecnologiche. Così é stato per Internet anni fa, così é adesso per l'auto elettrica, sopravvalutata finanziariamente e sovraesposta mediaticamente. Ben venga un approccio neutrale rispetto alle tecnologie, in cui ognuno sia libero di fare le proprie proposte per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. E dai rappresentanti delle filiere italiane vorremmo sentire proposte di innovazione, non richieste di mantenimento dello status quo. Il cambiamento ci sarà e se non si vuole esserne travolti bisogna guidarlo
  • Commenti a sfondo politico, tra l'altro mi pare che tutti e tre rappresentino componentistiche non nel perimetro motore endotermico. Invece di sparare negatività, perchè non pensano ad una strategia alternativa, di innovazione , invece di inseguire sempre le altre aziende. L'auto a trazione elettrica sarà il futuro certo. E' solo questione di tempo. Che si concentrino di sviluppare nuove fonti energetiche, riduzione peso delle batterie, nuovi materiali conduttori . Ma qui siamo in Italia, paese dove in 40 anni non hanno saputo neanche sviluppare una strategia energetica Nazionale. Se fossi in Quattroruote , approfondirei i vari argomenti toccati dagli illustri industriali, e divulgare stati dell'arte oggettivi e indagare vari scenari possibili.
  • Belle parole, da chi probabilmente ha sotto mano lavori tranquilli e ben remunerati. A parte queste considerazioni, non leggo, nei commenti sulla transizione ecologica e decarbonizzazione un solo cenno allo sfruttamento delle risorse e al monopolio di chi le ha, e al futuro smaltimento e/o recupero delle batterie. Fatto salvo il lavoro di produzione dell’auto, per esempio, l’acciaio sparirà nel 2035, a fronte di auto completamente riciclabili? Come si produrranno le auto, con componenti “biodegradabili”? E chi dice che il minore potere di acquisto dell’auto è causato dall’evasione credo sia un po’ confuso, visto che i maggiori evasori si possono permettere auto enormi, magari tre o quattro in famiglia e infine, visto che si parla di elettrificazione sarà una combinazione che ci siano mille problemi per creare parchi eolici e il prezzo della elettricità sia lievitato così tanto da mettere in difficoltà, già in partenza, chi vorrebbe e/o può comprarsi un auto elettrica? E poi cosa ancora più pratica, chi ha un’auto elettrica e magari abita in una zona popolata per esempio il centro di Milano e non ha un box, come carica la batteria, mettendosi in fila e aspettando che se ne liberi una magari non troppo distante da casa? E sarà bello vedere centinaia di colonnine di ricarica, magari belle come i parchimetri, in città. Iniziamo a scavare per far passare i cavi delle prime 100 colonnine in una via, poi ne riparliamo. Lavorare sulla ricerca e sviluppo dell’idrogeno che da anni esistono prototipi e studi sull’argomento, così ci potrebbe essere un progressivo cambiamento senza ingombrare il pianeta di altri rifiuti ingestibili e perdendo il minimo fisiologico dei posti di lavoro
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  • Uno che sicuramente capiva più del sottoscritto disse: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.” (Albert Einstein)… Purtroppo siamo in mano a gente che pensa di aver la pietra filosofale e che gli altri siano disposti a seguire le loro visioni oniriche. La storia recente ci ha già insegnato che fine fa la fantascienza creata da menti eclettiche…. Non mi sembra che oggi nel 2022 viaggiamo su auto-volanti o con il teletrasporto….. energia….. ma vaea vaea , bischero ( espressione tipica toscana)
  • Il progresso impone il cambiamento. E' inutile difendere le rendite di posizione, o ti evolvi o sei fuori. Chiedere a Kodak, Nokia, Commodore, ecc. Il mercato è vero detterà il cambiamento, non le leggine europee. E le BEV vinceranno, perchè sono molto meglio delle termiche. Perchè bruciare un fossile per produrre energia non ha più senso nel terzo millennio.
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  • Il progresso impone il cambiamento. E' inutile difendere le rendite di posizione, o ti evolvi o sei fuori. Chiedere a Kodak, Nokia, Commodore, ecc. Il mercato è vero detterà il cambiamento, non le leggine europee. E le BEV vinceranno, perchè sono molto meglio delle termiche. Perchè bruciare un fossile per produrre energia non ha più senso nel terzo millennio.
  • Incredibile come l'Italia sia uno stato arretrato. Ogni volta che si deve cambiare qualcosa si tira in ballo l'occupazione e si blocca tutto. Il mondo va avanti e l'Italia indietro. In Norvegia attualmente l'80% delle auto vendute sono elettriche. In altri paesi si va verso il 50%. Ma in Italia invece che stare al passo, si dice, non ce la facciamo, ci sono 12 anni prima del 2035, quanti anni vogliono ancora? Gli sloveni con Rimac hanno creato una supercar elettrica dal niente, senza avere una tradizione automobilistica. I cinesi che tradizione automobilistica hanno? Tesla e' stata fondata nel 2003 dal niente da un gruppo di ingegneri. Adesso va verso il dominio globale. Imprenditori come quelli citati sono una palla al piede, rappresentano un paese vecchio che non vuole cambiare.
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  • Che "ci sia un disegno che parte dal dieselgate per distruggere la cultura dell'auto europea" è certo e la responsabilità principale è dei tedeschi i quali, pur di conquistare fette del più grande mercato mondiale, la Cina, hanno accettato di "suicidare" le proprie eccellenze motoristiche ed hanno incamerato la Cina nei propri CdA. Personalmente non ho nulla contro le BEV, soprattutto in città, ma esse saranno solo una delle tecnologie disponibili (e la loro "share" dipenderà da molti fattori). La tendenza a tutti i livelli, dopo la prima ubriacatura elettrica, è questa. E lo è per un milione di motivi già tutti noti che è inutile ripetere. Certamente il bando delle endotermiche sarebbe una catastrofe ma, tranquilli, essa non avverrà
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  • Riguardo in generale il basso potere d'acquisto in Italia (se confrontato agli altri protagonisti europei), tutto ha un'unica sorgente: l'enorme evasione e conseguente disallineamento fiscale, figlio di decenni di mancata responsabilizzazione di cittadini e Amministrazione. È chiaro che un Paese di 60 mio. di abitanti che contribuisce per 20 non regge. Traslato sull'auto: è secondo me inevitabile che le elettriche -per i primi 10 anni almeno- rimangano oggetti elitari. Il punto è che l'endotermico non può scomparire così, di colpo, ma dovrà venir ammortizzato mano mano che fasce sempre maggiori di popolazione accederanno all'elettrico. Il "tutto e subito" è velleitario. Dove interverrei invece pesantemente è dui mezzi inidonei alla circolazione: sono TROPPI (e anche qui il confronto con l'estero è impietoso).
  • Condivido il bando delle termiche provocherebbe un danno enorme all'economia reale. Chiderebbero tutte quelle micro attività che oggi lavoransul termico, vedi meccanici e simili, la manutenzione la potrebbero fare solo la case automobilistiche quindi maggiori costi per gli utenti. In sintesi l'auto diventerebbe un oggetto per ricchi come detto nell'articolo. Poi, se le vecchie termiche continuerebbero ad essere usate avremmo, quindi ,un invecchiamento del parco auto. personalmente sarò uno di quelli che non comprerà l'elettrico e continuerà con il termico, tanto mi sono sempre piaciute le auto storiche, è un mio vezzo girare con auto storiche appena posso, ne ho una del 1956.
  • Considerazioni di buon senso. Non ho pregiudizi nei confronti dei BEV, che per molti aspetti sono superiori alle auto con motore termico, e sarò lieto di acquistarne uno quando sarà conveniente sotto l'aspetto prezzo e pratico per l'uso quotidiano. Ma oggi i BEV non hanno ancora raggiunto questi obiettivi: per la prima volta l’evoluzione tecnologica non è dettata dall’efficienza economica (pur essendo più semplici le auto elettriche sono più costose e meno performanti) ma è imposta per legge dai Parlamenti, nell’assoluta e colpevole mancata analisi delle conseguenze. Perciò, domandarsi che senso abbia incentivare questa transizione industriale non significa mettere in discussione il progresso o, peggio ancora, dubitare della drammaticità della crisi climatica. Ma il problema è stato mal posto. Qualcuno pensa che basti acquistare un BEV e tutto potrà continuare come prima, quando invece dovremmo accettare l'idea che, ad esempio, nelle grandi città sarà giocoforza limitare l'uso dei veicoli privati per motivi non tanto di inquinamento, ma soprattutto di congestione del traffico e di spazio. Le nostre città non sono a misura di automobile, e forse nessuna città lo potrà mai essere, e ciononostante ci ostiniamo a circolarvi con ingombranti "chiocciole" metalliche che occupano almeno otto metri quadrati per trasportare, tante volte, una sola persona e che poi non sappiamo dove parcheggiare. Purtroppo in Italia le alternative sono carenti, ma basta girare per l'Europa e si vede che altre grandi città hanno investito in trasporti pubblici efficienti: a Londra di recente è stata inaugurata una una nuova linea che attraversa tutta la città, come pubblicato dal più importante quotidiano economico-finanziario italiano. Se entriamo nell'ordine di idee che l'auto è uno dei tanti mezzi di trasporto e che ogni volta dobbiamo cercare di utilizzare quello più adatto alla situazione contingente, ci accorgeremo che non sono necessarie le forzature che si vorrebbero introdurre nel 2035. Basterà poi lasciare al progresso tecnologico il tempo necessario ed arriveremo veramente a BEV superiori, globalmente, alle auto a motore termico: a questo punto, senza bisogno di divieti, incentivi od altro il mercato si orienterà spontaneamente verso questi mezzi. Ma la saggezza non è di questo mondo.....
  • condivido il pensiero di buon senso, dopo 20 anni e più di auto Bmw ho acquistato la 500e; è progettata e realizzata bene (prodotta a Mirafiori), ottima tenuta di strada, confortevole, e come dice l'ing. Paolo Massai per il piacere di guida ti permette di dosare l'accelleratore (in modalità in range) nelle curve ampie per i trasferimenti di carico (sulle ruote anteriori o pesteriori per gestire sottosterzo con facilità), e l'interno è curato con sensazione di livello premium, l'impianto JBL è pregevole.
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  • Articolo propaganda! La notizia è che la FIAT e500 è l'elettrica più venduta in Europa in aprile. E potrebbe costare di meno se solo Stellantis volesse. La PANDA se la comprino i relatori, noi ci meritiamo auto più sicure, piacevoli da guidare ed ecologiche. E ci meritiamo pure stipendi più alti e politici più seri e onesti. E comunque chi non sa innovare è giusto che si estingua.
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