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Auto elettriche
Farley (Ford): “I prezzi caleranno e tornerà la guerra dei listini”

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Farley (Ford): “I prezzi caleranno e tornerà la guerra dei listini”
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Guerra dei prezzi e consolidamento sono due argomenti ormai del tutto spariti da qualsiasi discussione sul presente e il futuro del settore automobilistico: il primo perchè le Case, anche grazie alla generalizzata scarsità di prodotto, hanno acquisito un “pricing power”, il potere di determinazione dei prezzi, talmente elevato da rendere inutile una continua rincorsa a conquistare clienti con scontistiche e promozioni mirabolanti come in passato; il secondo perchè oggi tutte le attenzioni devono essere concentrate sulle conseguenze della transizione ecologica. In tal senso, le dichiarazioni dei maggiori rappresentanti dell’industria dell’auto sono univoche. Eppure c’è un’eccezione, una voce fuori dal coro: è quella di Jim Farley. Per l’amministratore delegato della Ford, infatti, è ormai dietro l’angolo il ritorno sia della guerra dei prezzi che del consolidamento. E come già paventato da molte parti, a beneficiarne saranno i cinesi. 

I prezzi delle Ev caleranno. Nel corso di un convegno della banca d’affari Bernstein, il dirigente americano ha spiegato che l’attuale situazione, caratterizzata da bassi livelli di inventario e forte domanda e quindi da listini elevati, è prossima a subire dei cambiamenti sostanziali. Farley, al contrario di quanto affermato da alcuni suoi omologhi come Carlos Tavares di Stellantis o Luca de Meo della Renault, prevede un'imminente riduzione dei costi di produzione delle auto alla spina a un livello tale da consentire ai prezzi di scendere intorno ai 25 mila dollari, quantomeno per alcune tipologie di modelli. "Credo che la nostra industria si stia dirigendo verso una gigantesca guerra dei prezzi", ha sostenuto il manager, sottolineando come oggi la Ford abbia in gamma la Mustang Mach-E a circa 45.000 dollari: solo il pacco batteria presenta un costo produttivo di 18.000 dollari e pertanto non c’è spazio per abbassarne il listino. 

Nuova piattaforma, costi giù. A ogni modo, sono in arrivo dei significativi miglioramenti nella struttura delle spese associate agli accumulatori e la Ford sta anche sviluppando una piattaforma per le elettriche di prossima generazione che dovrebbe determinare "notevoli riduzioni dei costi di produzione". “Metà della rifiniture, metà delle postazioni di lavoro, metà delle saldature, il 20% in meno degli elementi di fissaggio: l’abbiamo progettata per cambiare radicalmente le capacità manifatturiere”, ha aggiunto Farley, spiegando che l’Ovale Blu, per competere sui prezzi, è pronta a ridurre anche i costi di distribuzione e le spese per la pubblicità. A tal proposito, il numero uno di Dearborn ha criticato gli esborsi per gli spot del SuperBowl ed elogiato le politiche di marketing della Tesla e il modello di vendita diretta, che, a suo avviso, costa 2 mila dollari in meno a veicolo rispetto a quanto spende la Ford con la sua rete di concessionari. Farley si è quindi detto convinto della necessità di abbandonare le strategie di marketing tradizionale nella vendita di elettriche per riservare le relative risorse a incentivi o aggiornamenti e al servizio ai clienti. 

La Cina e il consolidamento. Ovviamente, la questione dei prezzi è direttamente connessa alla struttura del settore e alla possibilità di un nuovo consolidamento. La transizione alla mobilità alla spina, secondo il dirigente americano, obbligherà Case e fornitori a procedere con fusioni e acquisizioni nei prossimi anni, abbandonando la strada al momento preferita delle collaborazioni e delle joint venture. Inoltre, l’enorme ammontare di investimenti nelle nuove tecnologie spingerà le società più piccole nelle braccia delle più grandi e metterà sotto pressione startup già oggi in difficoltà nell’ottenere nuovi finanziamenti: “Stanno puntando - ha spiegato Farley - su un mercato che non è abbastanza grande da giustificare le loro valutazioni e il capitale che stanno spendendo”. Costruttori e fornitori tradizionali "si consolideranno assolutamente”, ha proseguito. "Ci saranno alcuni grandi vincitori, alcuni ce la faranno e altri no. Molti dei piccoli operatori non possono permettersi di affrontare questa transizione”. Di sicuro, tra i vincitori ci saranno i cinesi: “È in arrivo qualcosa di sconvolgente e sento che favorirà molti dei nuovi operatori della Cina”.

COMMENTI

  • Le celle miglioreranno in densita', dunque a parita' di percorrenza epa l'accumulatore pesera' molto meno. Per esempio Nissan passera' da 63 a 60 kWh, con celle del oltre 12% piu' capaci a parita' di peso, anche per via del dimensionamento molto minore del pacco batterie stesso il suv pesera' quasi un quintale in meno L'Ariya 2 base, tra qualche anno, pesera' dunque meno, oltre che usare il top gamma 88 kWh.