Industria e Finanza

Bando delle endotermiche
Scudieri (Anfia): "Colpiti da un macigno, vogliono devastare l'Europa"

Bando delle endotermiche
Scudieri (Anfia): "Colpiti da un macigno, vogliono devastare l'Europa"
Chiudi

Paolo Scudieri è il proprietario di uno dei principali produttori italiani di componentistica per l'auto (Adler) e ricopre la carica di presidente dell'Anfia, l'associazione che riunisce la filiera automobilistica italiana. Dalla sua posizione ha più volte lanciato allarmi sulle conseguenze del bando delle endotermiche dal 2035 e oggi, all'indomani del via libera del Parlamento europeo, non esita a definire lo stop alla vendita dei motori a combustione "un macigno capace di devastare l'Europa", foriero di pesanti "tensioni sociali". Lo fa in un'intervista a Quattroruote, che riportiamo integralmente.  

Innanzitutto, un commento a freddo sul voto dell'Europarlamento.
È un commento a freddo, ma sempre caldo: è qualcosa che ci ha colpito come un macigno. Speravamo di evitarlo, non tanto nella sua importanza, quanto per una questione di tempistiche: dare alle imprese più tempo doveva essere un imperativo assolutamente irrinunciabile; dare una visione più ampia della transizione, quindi comprendendo anche altre tecnologie, era un fattore essenziale sia per la competitività dell'Europa, sia per la democrazia industriale. Tutti questi fattori ci hanno lasciato esterrefatti. Di fatto, si evince una visione estremamente ideologica, demagogica di un qualcosa che è gestito da chi, evidentemente, non conosce nulla di pianificazione e politica industriale. Io sono anche preoccupato del fatto che non si è compresa quanto l'Europa non sia preparata per gestire le fasi a monte delle gigafactory, ossia la capacità estrattiva e mineraria e quella di trasformazione industriale, cioè la chimica usata, dopo l'estrazione, per preparare i minerali e le materie prime per gli accumulatori. Dunque, c'è una visione che tende palesemente a colpire elettori che spero abbiano la saggezza per poter comprendere cosa sia l'utopia e cosa sia la realtà.

Ora partono le trattative tra gli Stati membri. Si aspetta ci siano margini di manovra per un ripensamento? Oppure tutto è ormai deciso?
Io credo che bisogna continuare - e noi lo faremo- a esporre le tesi per cui la strada intrapresa è estremamente pericolosa perchè azzera tutta la nostra cultura: è come se chiedessero a noi italiani di cancellare il Rinascimento dalla nostra storia. Non c'è un motivo perchè la transizione sia solo elettrica, è questo quello che contestiamo. Mi sembra un'affezione a lobby che sostengono la tesi dell'elettrico più che a fattori scientifici e industriali.

Ritiene che le conseguenze economiche della guerra in Ucraina possano spingere a più miti consigli durante le trattative?
Noi continueremo a sostenere le nostre posizioni: la guerra ha palesato le dipendenze e le connessioni di un mondo globale che ha bisogno di una pace riconosciuta per poter approvvigionarsi e per consentire alle aziende di collocarsi dove è più opportuno produrre. Cè bisogno anche di recuperare i fattori tecnologici, di cui oggi non disponiamo, per la trasformazione delle materie prime in componenti per le batterie. Ragion per cui la scelta delle istituzioni europee è una corsa in avanti dove non abbiamo capacità industriali e che non tiene neanche conto dell'infrastrutturazione necessaria per far funzionare, con adeguata potenza, le vetture elettriche.

Ieri, tra le altre cose, non è stato approvato il Cbam (Carbon border adjustment mechanism), il meccanismo di dazi volto a proteggere l'industria europea da prodotti non soggetti agli standard comunitari. Secondo lei, la Cina ne approfitterà?
Quando parlo di lobby che spingono, in modo forte e veemente, su alcune posizioni, mi riferisco a componenti della società che tengono in considerazione solo le potenzialità di una parte del mondo e ignora la storia e l'attualità dei mezzi di trasporto, tra cui l'automobile. Quindi, è tutto incanalato verso una dipendenza sproporzionata. Per questo parlo di democrazia industriale. Se si va avanti così, qualcuno deciderà se noi possiamo continuare a produrre auto o se queste debbano essere prodotte esclusivamente in altri luoghi del mondo.

Ci ricorda le vostre stime sulle perdite di posti di lavoro?
Abbiamo dichiarato più volte che il 40% della parte industriale della nostra filiera è direttamente legata alla tecnologia dell'endotermico. Quindi, si tratta di circa 70 mila posti di lavoro. Evidentemente, questi ultimi verranno rimpiazzati dalle nuove tecnologie, ma solo per 6 mila posizioni. Dunque, la perdita è enorme. Non solo. Si determineranno condizioni di precarietà nella società civile, che a sua volta alimenteranno odi sociali, instabilità. Evidentemente, anche questo è un pezzo della strategia: devastare l'Europa nel settore più importante per la sua economia e scatenare tensioni sociali. Ai sindacati, che dovrebbero essere quelli più attenti alle forze del lavoro (e noi lo siamo allo stesso, modo, perché per noi il capitale umano è indispensabile), ricorderò per chi votare e chi è - evidentemente - l'autore di questo disastro.

Il commissario al mercato interno, Thierry Breton, pensa che l'Europa possa mantenere una produzione di motori per esportarli in aree geografiche in ritardo sull'elettrificazione. Si può fare qualcosa del genere? La filiera dovrà convertirsi integralmente all'elettrico o manterrà una piccola produzione tradizionale?
Guardi, si produrranno motori endotermici laddove converrà costruirli. L'Italia è ben posizionata, ma sicuramente le aree del mondo dove l'endotermico continuerà a essere utilizzato saranno quelle che produrranno anche le componenti per l'endotermico. Quindi non vedo assolutamente possibilità per l'Europa di continuare a produrre motori a scoppio. Anzi, i prodotti europei non potranno trovare collocazione sui mercati internazionali. Quindi, noi produrremo solamente per l'Europa e tutte le aziende oggi presenti nel Vecchio continente, a partire dai carmaker, sono evidentemente sovrabbondanti perchè non potranno esportare i propri prodotti e dovranno guardare solo a una lotta interna.

Quindi, la filiera si dovrà per forza convertire? Non ci sono margini di manovra?
Per carità, non c'è proprio nulla. Io inviterò i lavoratori a recarsi per pranzo a casa di Frans Timmermans, il vicepresidente della Commissione europea: li dovrà adottare e dar loro un pasto e un ricovero. 

COMMENTI

  • Questo è il commento di de Meo ad un incontro con ANFIA di qualche giorno fa pubblicato sia sul corriere che su Repubblica: «Abbiamo stimato che in Francia si perderanno 75 mila posti di lavoro — dice il ceo — ma se ne creeranno 500 mila: alcune aziende sono già pronte alla transizione e altre si stanno preparano e lo saranno. Sono fiducioso che questo avverrà anche in Italia, dove c’è una grande capacità di adattamento». E la trasformazione dell’industria dell’auto darà il via a una svolta generale dell’industria. «L’auto — spiega il manager — non arriva mai prima, ma quando il settore entra in una tecnologia fa volumi tali da abbattere i costi e così facendo è in grado di democratizzare la tecnologia. L’Europa si posizionerà con la migliore tecnologia green e la esporterà»
  • Sono abbastanza vecchio per sapere che quando arriva una nuova tecnologia è un opportunità, per gli altri , mentre noi in Europa continuiamo imperterriti a ignorare la cosa convinti che siano mode passeggere Ecco perché gli strumenti elettronici li facevano i giapponesi , i software e hardware gli americani , i chip e gli smartphone i coreani e i cinesi , e stavolta succederà la stessa cosa , cosi invece di investire per entrare nel nuovo mercato magari da leader , facciamo i conservatori pensando che il mondo non cambierà se noi non lo vogliamo , e cosi faremo la fine di Grundig e Telefunken, o peggio dei dinosauri , Convinti che la colpa sia del meteorite non della nostra lentezza e goffaggine .
  • Diamo per scontato che di energia elettrica ce ne sarà a sufficienza, in qualche modo verrà prodotta, ho solo una domanda: quando ci saranno auto solo elettriche, dove le ricaricheremo, fisicamente dove metteranno o potremo mettere tutte le colonnine necessarie per le ricariche? Girando normalmente per la città non ci si rende conto del problema, si vedono auto parcheggiate, ma è come se non le vedessimo, è una cosa normale, si passa e si va. Proviamo invece a fermarci un attimo e a ragionare, io l'ho fatto: una notte qualsiasi ho girato in lungo e in largo la mia città (Parma), migliaia di auto parcheggiate in ogni luogo, in centro, in periferia, in strade larghe come nelle strette, parcheggiate bene negli stalli e molte dove si trova posto o dove è più comodo. Tutte queste auto avranno bisogno di una colonnina di ricarica, dove le mettiamo? Invadiamo i già piccoli marciapiedi o sulle ciclabili in quanto, spesso, spazio non ce n'è? Altro esempio: ho un box in un parcheggio silos, ci sono centinaia di box con il solo interruttore per accendere l'unica lampadina, cosa facciamo? Sbudelliamo tutto il parcheggio per adeguare il tutto? E se poi mi servisse una colonnina rapida non potrei metterla in quanto non entrerei più date le dimensioni del box. A proposito delle dimensioni dei box, le auto elettriche, giocoforza, dovranno essere più grandi e molti si troveranno nelle condizioni di non potere più usare il vecchio box, quindi altre auto in strada. Altro esempio per tutti: prendiamo un piccolo centro alpino, Moena, nei mesi morti pochi abitanti, nessun problema, ma nei mesi vacanzieri decine di migliaia di turisti la frequentano, per quello che posso giudicare le colonnine di ricarica per tutti non ci possono stare. In questo caso il problema si risolve non andando più in vacanza. E non considero la gestione delle colonnine, problema già affrontato da questa rivista. In parte non funzionano, molte sono occupate abusivamente od occupate per lungo tempo dopo fine ricarica (mi sembra che ci siano regole che la vietano) e qui si scateneranno polemiche e guerre infinite. Questi esempi che ho fatto si riferiscono a piccole realtà mie personali, ma se allarghiamo la visuale a tutt'Italia, dalle grandi città, ai piccolissimi borghi ed alle innumerevoli situazioni, secondo me questi saranno i veri problemi, e credo che ci andremo a sbattere violentemente, in maniera drammatica.
     Leggi le risposte
  • A parte le eresie di Giacomo Ferrante che palesemente dimostra di non conoscere la materia, oltre che chi dovrebbe studiare è lui, ma credo che da qui al 2035 quel voto assurdo di 2 giorni fa sarà modificato oltre che impossibile da realizzare non porta nulla, non ci porta ricchezza anzi ci rende dipendenti da chi oggi detiene il primato di produzione di batterie (Cina), e non serve all’ ambiente soprattutto se si considera tutto l’iter di produzione, sia del auto che del energia (Italia in primis). Ignoranza pura quindi chi ha votato quel testo. Ma di sicuro sarà modificato, i motori endotermici avranno ancora vita lunga. Per fortuna.
     Leggi le risposte
  • Quante baggianate tremende! Come se poi a qualcuno gliene fregasse qualcosa se 70 mila persone sono a rischio di perdere il lavoro. A me non me ne frega niente, semplicemente perche' non e' vero che sono a rischio. A meno che non facciamo come i piagnoni qui sotto, la maggior parte evidentemente non ha mai lavorato, e ci rimbocchiamo le maniche. La transizione all'elettrico e' un'opportunita', non una disgrazia. Basta zigare, andate a studiare e lavorare. E se proprio non siete capaci, fate studiare i vostri figli, senno' diventano dei falliti come voi.
  • Con vetture elettriche costose e per pochi (come leggo) avranno risolto anche il problema del traffico con giunte comunali che odiano le vetture (salvo sindaci e assessori con libero ingresso alle ZTL) con parcheggi tolti a favore di fioriere e vari arredi urbani di dubbio gusto.
  • Occorre verifica se il processo well-to wheels di un'auto elettrica produce più CO2 rispetto ad un veicolo dotato di un motore a combustione interna, cosa non ancora chiara. Ricordiamoci che ogni volta che si caricano delle batterie, così come si accende un qualsiasi utilizzatore elettrico, si produce comunque CO2 non a livello locale naturalmente ma a livello globale si, per il semplice motivo che la stragrande maggioranza dell'energia elettrica è prodotta bruciando metano/combustibili fossili nelle centrali termiche. A parer mio la migliore soluzione proviene dallìutilizzo dell'idrogeno come alimentazione nei motori a combustione interna, in questo moto si salverebbe la filiera della meccanica e componentistica del motore evitando gravi problemi di ordine sociale.
  • Penso che le auto elettriche contribuiscono e contribuiranno in modo marginale alla riduzione della Co2. Concordo sul fatto che nel futuro prossimo resteranno pochi costruttori di auto, auto che forse nemmeno tutti potranno permettersi. Ma penso anche che la vera rivoluzione sarà determinata dal lavoro da remoto. Credo nella drastica riduzione della necessità di spostamenti per lavoro e studio. L'obiettivo non è l'auto elettrica. Oggi molte aziende iniziano a ridurre gli spazi occupati da uffici con soluzioni do coworking e floating desk, 200 dipendenti --> 50 scrivanie disponibili e smartworking spinto. Poi c'è il trend delle nuove generazioni che vedono l'auto come mezzo di trasporto e nulla più. E c'è il digitale che permetterà il pago-quando-serve, l'auto sarà in affitto su richiesta e con la guida autonoma, che ti viene a prendere sotto casa all'ora prefissata. Auguri.
  • Erano gli anni ‘90, la FIAT in Italia dava lavoro a circa 190’000 persone, poi inizio 2000 siamo a quota 120’000 ed oggi FCA,cioè Stellantis, in Italia da “lavoro” a circa 66’000 persone, di cui non so quanti si trovano in cassa integrazione. 70’000 posti sono a rischio, ok allora ci si deve dar da fare o si continua come sempre a far nulla e si sta lì a guardare come i posti di lavoro vengono trasferiti all’estero ... E basta con storielle riguardo ad idrogeno, metano o biometano, è tutta roba non fattibile, un po’ come chi sogna di passare qualche attimo della sua vita con la Leotta.
  • non è difficile comprendere come il blocco alla vendite delle endotermiche al 2035 non distrugge l'industria europea. tutt'altro. Sarebbe stato disastroso se fosse stato imposto nel 2025. Probabilmente la data migliore sarebbe stata il 2030.
  • Se si fa una analisi neanche particolarmente approfondita dei mercati cinese ed europeo, dei loro attori e delle tendenze dei consumatori
  • Vorrei sommessamente far notare una cosa: è riconosciuto che dalle automobili deriva solo il 13/14% dell'inquinamento e del riscaldamento globale. Quindi quando anche fosse possibile arrivarci, eliminando tutte le auto endotermiche poi che facciamo col restate 86% dato da riscaldamenti privati, fabbriche, navi, aerei, treni e tutto il resto? Senza contare che TIR, furgoni, camper, mezzi da scavo ecc. avrebbero bisogno di batterie enormi e ingombranti, a scapito del lavoro che dovrebbero svolgere e della loro autonomia, mentre un serbatoio da 100 litri di carburante sta in una valigia. Possibile che non si capisca che già col sistema euro 6 d temp o con le ibride i valori di inquinamento rispetto alle euro 0 ed euro 1 vengono abbattuti di 100 volte? e che i consumi si dimezzano quasi? Basterebbe rendere obbligatorio solo quello. Senza necessità di distruggere tutta la filiera automotive? Questi politici cialtroni e ignoranti hanno l'autista , l'elicottero, il jet, e non hanno mai provato a guidare auto vere per lavoro. E poi pensate se in italia ogni notte si attaccasero alla rete elettrica 30 milioni di auto per ricaricarsi, pensate che questa reggerebbe o andrebbe in tilt e dovrebbe essere adeguata con spese miliardarie, se pure fosse possibile? Il fatto è che questi furboni stanno tentando di far spendere miliardi ai cittadini per cambiare auto, con la scusa dell'inquinamento, che non cambierà di una tacca, perchè un auto elettrica inquina in modo diverso (costruzione e smaltimento delle batterie e ricariche forsennate ad alta velocità) ma inquina praticamente uguale alla termica. Senza contare che per le batterie regaleremo miliardi ai cinesi che hanno le terre rare per costruirle. Davvero un buon affare.
  • Concordo in pieno, Bruxelles sembra voler ignorare gli addetti ai lavori per inseguire le utopie di una ragazzina.
  • Sono d'accordo con Scuderi. la realtà è che siamo inmano ad un'EU imbevuta di demagogia politicamente corretta, che vede solo il globalismo finanziario, senza alcuna conoscenza della realtà. Non si rendono conto che stanno distruggendo l'economia reale , quella che dà posti di lavoro e produce beni a vantaggio della finanza. IL problema dell'elettrico nella trazione rientra in questi parametri. Se le cose non cambiano, conviene veramente trasferirsi fuori area EU, armi e bagagli, come stanno facendo molti colleghi
  • Che poche decine di persone incompetenti possano decidere cosa fare e cosa non fare, potrà andare bene a gente come Giuseppe Rona, ma è inaccettabile. Il mondo dei politicanti non dovrebbe essere onnipotente. Alle prossime elezioni europee ricordiamoci di chi ha voluto seppellire oltre 100 anni di attività produttiva. Nomi e cognomi e soprattutto i relativi raggruppamenti politici. Mandiamoli tutti a lavorare!
  • Purtroppo questa interessante intervista non è altro che la nuda e cruda verità. Quello che ancora noi stupidi italiani non abbiamo capito è che l’Europa non ha mai portato nulla di positivo ma la cosa peggiore è accettare che questi politicanti europei sconoscono o forse sarebbe meglio dire che volutamente fanno finta di conoscere e decidere cosa è meglio e cosa non lo è. Il governo italiano è formato da collusi,corrotti e burattini servi di questa pseudo comunità europea il quale losco interesse penalizza tutta la vita di una nazione. Il buon Craxi aveva ragione quando rilasciò in un intervista cosa era realmente la comunità europea, disse che sarebbe stata una visione positiva e migliorativa per tutti gli Stati ma, in realtà sarebbe stata un vero e proprio inferno. Abbiamo perso la nostra libertà,trasfondendoci in schiavi del lavoro. Dovevamo godere dei benefici e invece ci ritroviamo prigionieri incapaci di reagire. Ma d’altronde in Italia grazie al reddito di cittadinanza abbiamo tredici. Grazie Italia,grazie italiani pecoroni,incapaci di reagire ma capaci di essere dei parassiti assistenzialisti .
     Leggi le risposte
  • quei 70 mila saranno sostituiti dai robot , i grandi costruttori stanno già investendo e producendo , il 2035 non è domani , è un bene che con questo voto hanno messo il campanello in testa a chi si siede sulle glorie del passato . SVEGLIAtevi investite nel nuovo se in futuro vorrete guadagnare
  • Concordo in tutto con Scudieri. A parte ogni altra considerazione (e sono moltissime e pesantissime), ci sono molti utilizzi dei motori termici che non potranno mai subire la "transizione" (così oggi và di moda chiamare il suicidio). Provate solo a pensarne alcuni: i TIR, già li vedo a centinaia davanti alle poche colonnine disponibili (e che potenza dovranno avere queste, per non aver bisogno di una settimana di fermo del camion per la ricarica?), le auto di Polizia, Carabinieri e servizi vari (il ladro per scappare attenderà che la ricarica abbia termine?), le Ambulanze (l'infarto non attende), etc. Infine, provate a pensare un esodo del 1° Agosto in autostrada, migliaia di auto alla ricerca di una colonnina libera ... I termici saranno sempre indispensabili.
     Leggi le risposte
  • Dove si trovano i bei momenti di Agnelli, Valletta quando gli operai Italiani i piu bravi al mondo, lavoravano per la propria Patria e benessere. Dove si trovano i momenti di produzione col Made in Italy? Le decisoni di Politici o influenzatori vari senza nessuna preparazione ne meccanica ne tecnica la rovina del commercio e del benessere. Inutile spaccare tutto senza costruire nulla. Fermiamo gli interessi di poca gente a scapito dei lavoratori smettiamo di impoverire le Famiglie. Complimenti Scudieri per il Suo coraggio,vergogna a chi devasta tutto con tutte le false informazioni..
     Leggi le risposte
  • Dobbiamo prendere atto del fatto che si è avviato in percorso irreversibile, perché si sono saldati più interessi. È forse un caso che, ad alzare la voce, siano i componentisti e non i costruttori? In fondo, per questi ultimi, non sarà una realtà tanto malvagia: produrranno di meno, in fabbriche molto più piccole, con molti meno lavoratori, guadagnando però infinitamente di più per via di costi di produzione (magari pure in Cina, grazie ad una scellerata politica europea dei dazi!) ridotti e di listini ipertrofici. Sono molto pessimista sulla possibilità di un «ravvedimento» nel corso del processo di approvazione definitiva.
  • Le termiche finiranno non per una legge, ma perchè le BEV sono meglio in tutto: confort, prestazioni, economia d'uso. Fra un paio d'anni anche il prezzo sarà pari. E allora caro Scudieri, hai voglia a produrre auto che non compra nessuno. Fossi in te mi darei una mossa.
     Leggi le risposte
  • Il tutto ricadrà, come sempre, sulle "nostre tasche". Per arrivare ad avere infrastrutture appena sufficienti ad un tale numero di full electric, lo Stato (ovvero noi) dovrà stanziare miliardi di €. Nessuno dice, ad esempio, che i fondi assegnati dal PNRR all'Italia sono 191,5 miliardi (70 in sovvenzioni a fondo perduto e 121 in prestiti). Ovvero 121 miliardi "di prestito". E tutti "i prestiti" dovuti al Covid-19 e per la guerra, li pagheranno le future generazioni (oltre a noi). Ora si aggiungeranno gli "ulteriori" balzelli dovuti alle infrastrutture riguardo le colonnine per questa svolta "voluta" da una parte della politica europea! Pensavo fosse un' "ideologia" di certe parti dei "nostri" politici e, invece, sembra che, una volta tanto, c'è chi ha capito il pericolo a cui andremo incontro. Ok la transazione ma in tempi più lunghi, giusti. Con il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro, chi potrà acquistare un'auto nuova e pure full electric? Già oggi assistiamo ad un aumenti quasi giornalieri dei prezzi dei carburanti e nessuno dice niente!!! Ma non solo. Ad esempio ho fatto fare un preventivo per la sostituzione dei vetri del mio appartamento e rispetto allo scorso anno sono aumentati del 33%... tradotto migliaia di € "in più"!!! Ma in tutto. Il pane (almeno dalle mie parti) è passato da 2,4€/kg a 4€ (oltre il +65%) e questo prima della guerra... Tutto ciò porterà un potere d'acquisto sempre più basso. Chiaramente i 70.000 tagli nel settore automotive "grazie" alle full electric in Italia saranno tutti "a carico" della sola Stellantis mentre i 410.000 prevesti in Germania saranno "spalmati" tra Vag, Mercedes Benz, BMW. Di questi quanti verranno "rimpiazzati" dalle full electric? Una minima percentuale... I salari italiani, poi, sono gli unici in tutta Europa ad essere addirittura scesi rispetto al 1990 (confronto OCSE con il 2020) di un -2,90%. Giusto per un confronto, in Svezia sono saliti del 63%, in Germania del 33,7%, in Francia del 31,1. Dove andremo a finire?
     Leggi le risposte
  • Ma come mai che noi "persone comuni" lo stiamo scrivendo nel blog da almeno 2 anni mentre questi rappresentanti ufficiali lautamente retribuiti se ne accorgono solo ora??? ....... Poi ci sono i CEO delle case che ufficialmente piangono ma sotto sotto vedono il business e quindi gli va bene così, fabbricheranno meno auto con meno dipendenti ma le venderanno con più ampia marginalità, per loro una manna....
     Leggi le risposte
  • Ha detto bene: è una scelta ideologica (aggiungo sinistrorsa); ora non resta che vedere se i governi italiani che si succederanno salvaguarderà i propri interessi.
     Leggi le risposte
  • Piagnisteo senza fine, solo in Italia. Rimboccarsi le maniche anziché lamentarsi
     Leggi le risposte
  • Andremo a votare.....
     Leggi le risposte
  • Sino ad ora i CEO si sono riempiti la bocca con tutto che dovrà essere ecosostenibile salvo poi viaggiare TUTTI con jet privati elicotteri invece di usare mezzi pubblici treni ecc.Ora ci ripensano?Fuori tempo massimo.
     Leggi le risposte
  • Ma che le infrastrutture, almeno in italia, non sono minimamente adeguate a questa transizione, ne vogliamo parlare? E per essere pronti nel 2035 vuol dire che bisognava cominciare a prepararsi almeno 10 anni fà. Senza contare che ci sono molte professioni che non possono fare a meno di mezzi che hanno autonomie nettamente superiori a quelle delle auto elettriche.
     Leggi le risposte