Industria e Finanza

Transizione ecologica
Cingolani: “È meglio svecchiare il parco circolante che puntare sull’elettrico”

Transizione ecologica
Cingolani: “È meglio svecchiare il parco circolante che puntare sull’elettrico”
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Roberto Cingolani torna a parlare del bando delle endotermiche, ribadendo la sua contrarietà a quanto deciso dalle istituzioni europee pochi giorni fa ed esprimendo il suo sostegno a una proposta avanzata più volte dalle associazioni di rappresentanza del settore automobilistico. Infatti, il ministro della Transizione ecologica, è intervenuto a un questione al Senato, per sottolineare gli effetti positivi di una politica di svecchiamento del parco circolante: “Abbiamo 12 milioni di veicoli ‘non Euro 6’, da Euro 0 a Euro 4, su un parco di circa 40 milioni, questo solo in Italia. È evidente che incentivare il passaggio di questi autoveicoli a Euro 6 o ibrido in questo momento ha un ottimo effetto dal punto di vista della decarbonizzazione, ancor più che cambiare, caso mai, l’Euro 6 in elettrico, per chi se lo può permettere, tenuto conto anche dei costi”. 

Nord vs Sud. Cingolani ha quindi posto l’accento sulla contrapposizione tra i vari Paesi membri dell’Unione Europea sulla questione del divieto e, in particolare, tra i grandi produttori di auto e quelli senza alcuna tradizione manifatturiera nel comparto. "Capite bene che 27 Stati membri, tra cui tre-quattro sono grandi produttori (fra questi noi) e altri sono compratori, hanno anche istanze diverse. Noi abbiamo dovuto trovare un compromesso a livello internazionale, perché Francia, Germania e Italia, che hanno una grande filiera, hanno parlato di 2035 per le auto e 2040 per i furgoni”, ha spiegato il ministro, sottolineando poi che “quelli che non costruiscono e comprano, volevano in alcuni casi il passaggio all’elettrico nel 2027-2028, perchè è chiaro che per loro è quasi controproducente prolungare. Si tratta, insomma, di una situazione complessa - è inutile nasconderselo - nella quale bisognerà trovare dei compromessi”. 

Rinnovabili e ibrido. Cingolani è quindi tornato su una questione di particolare rilevanza per un’adozione pervasiva delle auto a batteria, la disponibilità di energia verde: "Anche se ci regalassero un’auto elettrica, in questo momento non potremmo ricaricare le batterie a elettricità rinnovabile. Tecnicamente è necessario far crescere l’offerta di energia rinnovabile verde contestualmente alla domanda di sistemi che utilizzano tale energia. L’elettricità verde sta crescendo molto rapidamente e comunque è questione di qualche anno". Altro aspetto affrontato da Cingolani è l’ibrido. “Ricordiamoci che c’è un passaggio intermedio, di ibride e ibride plug-in, che nell’automobilismo rappresenta un po' l’anello di congiunzione darwiniano fra l’uomo e la scimmia e che in questo momento dovrebbe essere valorizzato per abbassare la CO2 prodotta per chilometro". Infine, non è mancata una stoccata alla possibile dipendenza da una sola tecnologia, oggi in mano sostanzialmente alla Cina: "Vorrei far notare che il principio di neutralità tecnologica, e noi su questo stiamo spingendo moltissimo, ci suggerisce due cose. In primo luogo, attenzione a non cadere in mano a un mercato che non è nostro, quindi attenzione a che il parco non sia tutto quanto basato su di esso, in modo da non essere schiavi di altri mercati. Stiamo combattendo per i carburanti sintetici, perché è un modo per ricondizionare un comparto del petrolchimico, che deve trovare strade verdi. Con i biocarburanti si decarbonizza fra il 60 e il 90%, a parità di motore".

Le trattative. Quanto alle ormai imminenti trattative interistituzionali a livello europeo, Cingolani è stato chiaro nel ribadire la posizione del governo sulla necessità di privilegiare un approccio neutrale. “Insisteremo e faremo valere le nostre idee con i numeri e facendo vedere che la transizione giusta non è solo basata sui grammi di CO2 per chilometro, ma anche su quanta manodopera e quanto modello riusciamo a riconvertire, abbassando la CO2. Nessuno sta discutendo il target del 55% al 2030 o altro, stiamo discutendo su come arrivarci con la neutralità tecnologica. Credo, quindi, che questi saranno gli argomenti che dovrebbero consentirci di dire la nostra a Bruxelles”, ha argomento il ministro. "È una battaglia complessa, come lo era quella per il price cap sul gas, per essere molto chiaro. Faremo del nostro meglio e il prossimo Consiglio dei ministri sarà l’occasione per ribadire l’esigenza di adottare soluzioni di compromesso e di salvaguardare il principio di neutralità tecnologica, al fine di garantire l’opportuna transizione, giusta ed equilibrata rispetto alle diverse ma comuni esigenze di partner europei, che devono dimostrare come l’ambizione della riduzione delle emissioni e lo sviluppo economico siano due obiettivi conciliabili". In ogni caso, “è in corso un dialogo continuo con la Commissione e con la presidenza francese, volto a meglio chiarire come le posizioni italiane non riducano l'ambizione della proposta, ma siano tese a inserire opportune flessibilità che possano accompagnare gli Stati membri nel percorso di decarbonizzazione, consentendo di raggiungere gli obiettivi delineati dal provvedimento senza però creare grave stress al sistema produttivo, in particolare al comparto automotive. A fine mese abbiamo la ministeriale Ambiente, la discussione è in corso”. "Io - ha concluso - farò tutto quello che posso: poi, comprenderete che siamo 27 Paesi a votare e spero che ci ascoltino”.

COMMENTI

  • dovete creare LAVORO, e tagliare per davvero le tasse. poi tutto andrà da se, senza bisogno di "aiutini"
  • Forse il ministro ha fatto una verifica che, per il momento, è la cosa più sensata da fare. Vale a dire andare in giro di sera nelle grandi città e scoprire quanto auto "anziane" sono parcheggiate per strada. Questo significa che ci sono tanti cittadini che nemmeno con gli incentivi (per il momento) non hanno la possibilità di acquistare un'auto nuova e non hanno altresì possibilità economiche per comprarsi un box. Considerate inoltre che nelle zone adiacenti ai centri storici, i box privati non esistono.
  • Io capisco che il cambiamento faccia paura però questo astio non mi è chiaro... Se dovessimo ragionare in cosa è meglio allora forse dovremmo potenziare i mezzi pubblici e portarli almeno ai livelli di quelli esteri. Se invece pensaimo alla salvaguardia dei posti di lavoro dobbiamo favorire la transizione. non è pensabile salvare il lavoro con la vecchia panda, mentre il mondo cambia. E per mondo intendo quello occidentale. A meno che voi non gurdiate con invidia all' India o alla Russia.
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  • “ Anche se ci regalassero un’auto elettrica, in questo momento non potremmo ricaricare le batterie a elettricità rinnovabile ” Ma poi parla di carburanti sintetici❓Qualcuno dovrebbe spiegare a questo signore che per produrli c’è bisogno in primis d’ IDROGENO, circa 65 kWh d’energia elettrica per un chilo❗️In alternativa si può anche bruciare metano, ma dico siamo matti ... poi tocca filtrare il CO2 contenuto nell’atmosfera, un altro processo energivoro per cui serve nuovamente un sacco d’energia elettrica ... idroelettrico : maggio 2022 -51,3% sullo stesso mese di un anno fa e già non piove e le temperature sono in costante aumento, sarà mica colpa dell’inquinamento❓ ... eccetera eccetera e poi alla fine hai prodotto un litro di carburante sintetico ... e questo signore vorrebbe andare in Europa per “difendere” la posizione dell’Italia❓Non bastava Salvini che va a fare le figure di m.... all’estero❓Ma alla fine non ha alcuna importanza, perché le case automobilistiche stesse hanno deciso che intorno 2028 a 2030 di vendere solo vetture elettriche.
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  • Io credo che l'opinione del Ministro sia assolutamente condivisibile. Chiunque abiti o lavori lungo una strada sa bene che gran parte dell'inquinamento percepibile deriva dai veicoli vecchi, specie a gasolio e specie in Italia dove la revisioni sono quel che sono e non solo al sud, come molti pensano. E se lo dico è perchè ne ho la prova. Passare milioni di auto vecchie a veicoli attuali migliorerebbe enormamente di più la qualità dell'aria rispetto a "cesellare" i valori da un euro 6 in meglio. I dati pubblicati da fonti serie avvalorano questa posizione. Certo, c'è anche la Co2 e certamente anche i veicoli euro 6, pochissimo inquinanti, la emettono e contribuiscono a riscaldare l'ambiente. Ma stiamo distruggendo il nostro patrimonio tecnologico e di passioni, lasciando a casa una infinità di persone e consegnandoci nelle mani di Cina e pochi altri per contribuire alla diminuzione del riscaldamento del pianeta per quel poco che è causato dal traffico, e per di più solo quello leggero. Infatti, trafico pesante, navi, aerei e tutto il resto che inquina e riscalda molto di più, quali agricoltura, industria, riscaldamento domestico, rimarranno inalterati e comunque non dipendono dalle automobili. Io abito in Veneto e ho molti clienti o conoscenti connessi al mercato automotive e vi garantisco che le proiezioni di questa svolta "ecologica" sull'occupazione sono già ben chiare a tutti. Per averne un'idea chiara basta leggere ed informarsi un pò. Quindi ci troveremo in un'Europa che pensa di essere un giardino fiorito, in cui solo le automobili saranno costrette a non inquinare più mentre tutto quello che le circonda continuerà a farlo, ed essendo un piccolo continente circondato da altri, ben più grandi, che si guardano di suicidarsi come noi e, notoriamente, inquinano ben più di noi. Forse i nostri politici ignorano che l'atmosfera si mescola e sopra l'Europa non ce n'è una europea, isolata dalle altre e che è il Pianeta che si sta riscaldando e non l'Europa. Però noi saremo i fenomeni che danno l'esempio, invece di lavorare ad una soluzione comune e condivisa che, ovviamente altri non vogliono. Così saremo in tutti i sensi nelle loro mani, con una buona parte della nostra economia in crisi e con l'automobile appannaggio solo della classi medio-abbienti. Evidentementi ci piace farci sodomizzare. Trovo che stiamo tutti accettando un disastro annunciato, senza invece coalizzarci per fare qualcosa, iveco di fare semplici frasi ad effetto sui social. In quanto alle Case automobilistiche europee, inizialmente hanno finto di preoccuparsi, poi hanno capito al volo quanto in più potranno guadagnare producendo poche auto costosissime anzichè tante su cui hanno poco margine. E cavalcheranno l'onda a favore di azionisti e gruppi di potere, tanto ai poveretti che stanno a casa penseranno gli ammortizzatori sociali, e quindi le nostre tasse. Direi un quadro meraviglioso. A scanso di fraintendimenti, segnalo che non ho interessi nel mercato attuale dell'automobile, anzi forse per la mia attività la cosiddetta transizione potrebbe avere dei vantaggi, e che fortunatamente mi posso permettere di sostituire la mie auto euro6 con nuove elettriche, anche di pregio. Semplicemente, si tratta di una scelte senza senso, per come è stata attuata e delle cui conseguenze ci accorgeremo tutti a breve. Grazie a chi ha avuto voglia di leggermi....
  • Per una volta che la politica ha una visione chiara, dobbiamo complicare. 2035 deadline auto termiche: invece di cincischiare, orientiamoci a quella scadenza, con progetti adeguati alla produzione di rinnovabili e alla filiera automotive. La "neutralità tecnologica" è un non senso: alla fine vincono i prodotti migliori. A mio parere le Bev.
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  • Con il carburante sopra i 2 euro al litro ma che vuoi svecchiare? Non ci sono alternative, chi ha bisogno dell'auto o si tiene quella attuale o si prende una EV, investire su una inutile ibrida o peggio ancora ibrida plug-in no ha senso, al limite meglio puntare sul leasing cercando di strappare un buon contratto.
  • Premettendo che sono europeista..... quando la politica ha le idee chiare sappiamo dove andare.... da nessuna parte e in ordine sparso
  • hanno capito che, sull'elettrico, conviene fare marcia indietro